L’acqua è Donna
Perché è fonte di vita che ci contiene, sostiene, ci accarezza e massaggia.
L’acqua è un elemento femminile e in gravidanza ci aiuta a lasciarci andare in un piacevole stato di apertura e rilassamento. Durante il travaglio abbassa il livello della soglia del dolore perché distende e accoglie, ci isola più facilmente dal mondo esterno mantenendo la concentrazione e la connessione con il bambino.
Per la donna l’acqua rappresenta l’essere primitivo, facilità le potenzialità innate ed istintive perché partorire è un processo fisiologico non patologico, è la fine di un’iniziazione.
L’acqua aiuta la Donna a lasciare andare in secondo piano la componente razionale e si abbandona all’istinto. Per il bambino il passaggio da una vita intrauterina dove l’ambiente è liquido e il passaggio ad una vita esterna dove ritrova un ambiente liquido rende questo evento meno traumatico e più dolce.
Consiglio alle Donne di utilizzare l’acqua durante tutta la gravidanza e poi durante il travaglio e parto per far si che questo si trasformi come un rituale e il nascituro verrà accolto in un ambiente di rispetto e solennità. L’acqua della Vasca insieme a 5 gocce di olio essenziale di Lavanda in un cucchiaino di panna prima del parto viene utilizzato per rafforzare l’utero.
L’acqua è uno strumento potentissimo ma se la Donna non se la sente di utilizzarla durante il travaglio e il parto può benissimo farne a meno e seguire il suo istinto.
Può limitarsi a utilizzare il doccino mandando l’acqua calda dove sente necessità o sedersi a cavalcioni del bidè e lasciare che l’acqua del rubinetto aperto vada sul perineo e lo ammorbidisca.
L’acqua nei momenti del travaglio
Fase della dilatazione
Durante tutto il periodo del travaglio l’ambiente che circonda la donna deve essere accogliente, silenzioso, può esserci un leggero sottofondo di musica e una illuminazione soffusa. Il travaglio è una danza silenziosa, come delle onde che si arricciano e da lontano si infrangono contro la riva, all’inizio accarezzandola e diventando sempre più irruente.
L’esperienza ha dimostrato che il momento migliore per immergersi in acqua è proprio quando le contrazioni si fanno più intense e la durata tra l’una e l’altra si abbrevia.
L’acqua toglie la gravità e la donna riesce a recuperare energia e il respiro si fa calmo e profondo.
L’acqua libera le endorfine che rendono la percezione delle contrazioni più sopportabile e si crea una sensazione di benessere sul tutta la superficie del corpo che è a contatto con l’acqua.
Fase espulsiva
Ogni donna in questa fase, come nella precedente, segue il suo istinto e può o sentirsi a suo agio ancora nell’acqua o preferire di uscire perché sente che il riflesso espulsivo venga inibito.
L’espulsione del bambino avviene in acqua e questo continua a respirare attraverso il cordone. La Madre lo accompagna con le sue mani in superficie e lo adagia sul suo petto continuando a restare entrambi immersi nell’acqua e solo le due teste sono fuori.
Si consiglia di attendere a recidere il cordone ombelicale o a non farlo affatto perché questo porta dei benefici enormi nel bambino.
Piccoli suggerimenti per le donne che vogliono fare un parto in acqua
Durante il parto in acqua
- L’acqua della vasca deve essere di circa 37 gradi. Questa temperatura rilassa la muscolatura rendendo meno dolorose le contrazioni e la meno tensione muscolare accelera la dilatazione. Studi riportano che il parto in acqua dura dai 30 ai 40 minuti in meno rispetto agli altri.
- Il battito cardiaco può essere preso anche in acqua grazie ad uno strumento in possesso delle ostetriche.
- L’ostetrica, la doula o il vostro compagno può massaggiare nel mentre siete in vasca la vostra schiena o le parti che desiderate.
- Potete adottare in vasca ogni posizione che desiderate in quanto l’acqua fa diminuire la forza di gravità.
- L’acqua calda aiuta il perineo nella sua dilatazione e lacerazioni spontanee nella zona vagino-perineale sono molto rare anche nelle primipare.
- Dopo la nascita del bambino la fase del secondamento può avvenire sia in vasca che fuori.
L’acqua ha effetti di:
- riduzione della componente dolorosa
- riduzione dei tempi del travaglio
- nessun o minore intervento ostetrico come l’episiotomia
- maggiore privacy e rispetto del campo energetico di madre e bambino
“Il neonato non rischia di bere l’acqua e soffocare?”
Il neonato, ha un riflesso chiamato apneico che è altamente funzionante e lo porta a inibire la respirazione se sente l’acqua a livello della bocca e a deglutire nel caso questa entri nel cavo orale. Quindi non si deve avere alcun timore.
Controindicazioni al parto in acqua
Il parto in acqua non può essere utilizzato in tutte le situazioni. Alcune patologie o condizioni cliniche ne sconsigliano l’uso o lo impediscono completamente. Queste sono:
- gestosi
- iposviluppo del feto
- sofferenza fetale
- ctg patologico
- feto podalico o gemellare
- insufficienza feto-placentare
- anestesia peridurale
- infezioni da hiv, epatite b e c attiva.
Parlatene con la vostra Ostetrica di fiducia e valutate insieme se il parto in acqua rientra nelle vostre possibilità.
Quali sono gli ospedali che permettono di scegliere di partorire in acqua?
A questo link le strutture dove viene effettuato il parto o/e il travaglio in acqua
Libri che parlano del parto in acqua
Buon travaglio e parto in acqua.
Riferimenti: www.partoinacqua.it