Si sente sempre più spesso parlare di infezioni antibiotico-resistenti.
Gli antibiotici sono da decenni un’arma in insostituibile per combattere alcune importanti infezioni che se non trattate potrebbero essere fatali.
Ogni anno nel mondo più di 1 milione di neonati muoiono a causa di infezioni batteriche e quasi 7 milioni nel 2012 sono stati sottoposti a cure per questo tipo di patologie.
Sono numeri enormi ed è un fortuna avere la possibilità di curarsi con farmaci adeguati.
Gli antibiotici però non vanno usati a sproposito cosa che invece accade fin troppo frequentemente provocando l’aumento di microrganismi multi-resistenti.
La comparsa di patogeni resistenti a un ampio spettro di antibiotici è una emergenza comparsa negli ultimi anni e che va affrontata seriamente senza rimandare.
Rappresenta una sfida sanitaria fondamentale per la salute mondiale di prossimi anni e i più piccoli sono i soggetti più a rischio.
Come correre ai ripari?
Serve sviluppare nuovi farmaci e al contempo rafforzare la prevenzione attraverso l’adozione di nuove regole sull’uso degli antibiotici.
“La storia della scoperta di nuove classi di antibiotici ci insegna che l’emergere di resistenze avviene naturalmente non appena l’antibiotico viene utilizzato” – afferma Mauro Stronati, Presidente della Società Italiana di neonatologia (SIN) – “Il quadro che emerge è quello di un mondo in cui “l’arsenale” per combattere i microrganismi è sempre più povero di mezzi: da un lato lo scarso investimento delle industrie farmaceutiche nella scoperta di nuove molecole, dall’altra la circolazione su scala mondiale di batteri resistenti a pressoché tutti gli antibiotici già in commercio. È necessaria una presa di coscienza individuale e collettiva sul fenomeno, ma principalmente l’adozione di un protocollo rigoroso all’interno degli Ospedali e nelle cure che prevedono l’impiego di antibiotici”.
L’Italia secondo le statistiche è tra i Paesi in cui i microorganismi sono diventati più resistenti. Il motivo sta nell’errato modo con cui sono stati usati gli antibiotici fino a questo punto.
Cosa dobbiamo fare noi genitori?

Sicuramente non dobbiamo dare antibiotici senza la prescrizione del medico. E gli stessi medici dovrebbero evitare di prescrivere antibiotici al telefono senza prima visitare il paziente come accade sin troppo spesso.
Per evitare infezioni è importante il lavaggio delle mani che deve essere fondamentale anche negli ospedali dove possono proliferare batteri multiresistenti.
La presenza sempre più massiccia dei distributori igienizzanti per mani in ospedale non è avvenuta per caso. Le mani sono una delle vie più “attive” nella trasmissione delle infezioni.
Già nel 2013 la SIN aveva lanciato l’allarme – passato quasi inosservato – sull’incidenza dei rischi infettivi sul neonato classificando questo fenomeno come il “pericolo grigio”, che frequentemente si manifesta tardivamente, cioè dopo la dimissione, mettendo a repentaglio la salute del neonato.
Che cosa bisogna fare secondo la SIN?
Secondo la Società Italiana di Neonatologia, si dovrebbe parlare di più di questo problema rendendo consapevoli le famiglie di questa emergenza sanitaria.
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin recentemente ha confermato “il riconoscimento di questa emergenza come una priorità di sanità pubblica e la stessa è stata inserita nel macro-obiettivo del piano nazionale della prevenzione 2014-2018”.
E’ necessario inoltre investire per la messa a punto di nuovi antibiotici e prevenire con i vaccini e misure igieniche adeguate sia in casa che nelle strutture pubbliche.
Infine è fondamentale che venga limitati l’uso degli antibiotici negli animali e una diagnosi corretta della patologia prima di prescrivere un antibiotico
sono sicuramente da migliorare i metodi di diagnosi per definire il tipo di infezione velocemente e correttamente in modo da adottare la terapia antibiotica appropriata
Infine sempre per la SIN l’accesso agli antibiotici deve essere definito dai programmi regolamentati.
Fonte
Comunicato stampa SIN Società Italiana di Neonatologia