Automedicazione e bambini. Come gestire i lievi disturbi dei più piccoli.

In questi circa 4 anni da mamma mi sono resa conto di come troppo spesso mi sono trovata davanti ad un problema di salute della mia bimba (fortunatamente sempre di lieve entità) e non abbia saputo come affrontarlo nel modo più corretto. Mi spiego meglio.

Nonostante abbia la fortuna di vivere con un infermiere in casa, molto spesso le cose accadono quando sei da sola con la bambina. Febbre improvvisa, mal di denti, mal di orecchie. Un bambino che accusa dolore manda nel panico qualsiasi genitore, anche il più serafico, riflessivo e controllato.

Sappiamo come intervenire in questi casi?
Sappiamo quali sono le cure migliori che possiamo dare ai nostri figli nel momento del malessere?

Ho partecipato qualche giorno fa all’incontro di Assosalute su Automedicazione e Bambini al quale sono intervenuti la Dott.ssa Adima Lamborghini e il Dott. Giampietro Chiamenti, pediatri.
Potete leggere su Twitter seguendo l’hashtag #bimbiesalute la conversazione avuta con i Pediatri e moderata dalla blogger e mamma Cristiana Calilli.

Assosalute_1

La FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) nella persona di Adima Lamborghini, pediatra di famiglia e membro del centro studi FIMP, ci mostra i risultati di un’ indagine sui comportamenti e le attitudini dei genitori riguardo la somministrazione dei farmaci nei bambini.

Che percezione abbiamo noi genitori nei confronti del farmaco?

Conosciamo le tipologie di farmaci?

Tipologie di prodotti e farmaci:

  • farmaci con obbligo di ricetta
  • farmaci senza obbligo di ricetta o farmaci di automedicazione
    OTC (Over The Counter): per i quali è consentita l’informazione al cittadino con rispetto di limiti e condizioni delle relative norme
    SOP: farmaci senza obbligo di prescrizione per i quali la comunicazione non è consentita.
  • prodotti salutistici notificati (es. integratori alimentari)
  • prodotti omeopatici

I farmaci di automedicazione sono riconoscibili attraverso un simbolo, il bollino rosso che sorride con la scritta “Farmaco senza obbligo di ricetta”.

Bollino Senza Ricetta

 

Questo simbolo è obbligatoriamente presente su tutte le confezioni dei farmaci dispensabili senza prescrizione medica, il bollino serve a rendere riconoscibile questi farmaci sia rispetto ai prodotti salutistici sia rispetto ai medicinali con ricetta obbligatoria.
Sono quindi vendibili senza ricetta medica perché non loro impiego diffuso e di lungo corso, si sono dimostrati sicuri, efficaci ed hanno ricevuto un’apposita autorizzazione da parte dell’Autorità Sanitaria. Sono vendibili anche in esercizi diversi dalla farmacia ma sempre in presenza di un farmacista.

Pur essendo indicati per un uso autonomo vanno utilizzati seguendo alcune regole di buonsenso.

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Farmaci di automedicazione più venduti:

  1. antipiretici
  2. analgesici
  3. gastroenterologi
  4. antiallergici
  5. preparati per la tosse
  6. antiacidi

Come comportarsi con l’uso dei farmaci di automedicazione nei confronti dei nostri bambini? Ecco alcune semplici regole:

  • Si usano per il trattamento di disturbi lievi, per un periodo limitato di tempo (3/5 giorni). Se i sintomi persistono, consultare il pediatra.
  • Non usare i farmaci di automedicazione senza aver consultato il pediatra, anche se il bambino ha già assunto lo stesso farmaco in passato.
  • Leggere sempre le istruzioni del foglietto illustrativo. Dai dati della ricerca FIMP emerge che solo il 31% del campione intervistato (1251 genitori) considera il foglietto illustrativo una fonte di informazione.
  • Valutare sempre insieme al pediatra posologia, dosaggio, eventuali allergia o assunzioni concomitanti di altri farmaci.

Regole generali di conservazione dei farmaci:

  • Tenere le confezioni dei farmaci fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.
  • Conservare le confezioni insieme alle istruzioni d’uso e controllare periodicamente le date di scadenza

Spesso nei gruppi di mamme su FB o nei vari forum leggo mamme che consigliano farmaci ad altre mamme, perché lo ritengono un gesto utile, perché secondo loro i sintomi sono uguali a quelli del proprio figlio, perché pensano che la situazione sia affrontabile allo stesso modo.
Ecco, non fatelo mai! Non consigliate farmaci!

Fidatevi solo del consiglio di chi il farmaco lo prescrive
(pediatra) o lo dispensa (farmacista).

Il rapporto con il pediatra deve essere curato e crescere insieme al bambino.
Dalla ricerca emerge che noi mamme ci affidiamo ad Internet per studiare la sintomatologia dei nostri bambini, ma poi non valutiamo la fonte come affidabile e ci rivolgiamo al pediatra.
Come spiega il Dott. Giampiero Chiamenti – Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri:

Quando le mamme arrivano in ambulatorio molto spesso arrivano già con una diagnosi in mano, soprattutto quelle con buona istruzione ma poi, per fortuna, finiscono per ascoltare il loro Pediatra di fiducia. Perché in fondo quello che conta nel rapporto tra medico e paziente, soprattutto quando il paziente è un bambino, è la relazione di fiducia che si instaura con la famiglia.

Altra informazione interessante che ho appreso all’incontro è che il 55% dei pediatri lavora in associazione con altri 4 pediatri. Chiedete quindi al vostro pediatra se lavora in “collaborazione” con altri, così sapete a chi rivolgervi se il vostro pediatra è molto impegnato o in ferie e non può visitare il vostro bambino. Questo anche per evitare di intasare i pronto soccorsi per disturbi di lieve entità, trattabili magari con farmaci di automedicazione.

Quello che io ritengo davvero molto importante è che non dobbiamo mai arrivare al problema senza sapere come trattarlo.
È importante avere un rapporto di fiducia con il pediatra, dobbiamo essere tranquille quando ci rivolgiamo a lui e gli poniamo i nostri dubbi.
Ma dobbiamo anche diventare genitori consapevoli ed informati.

Siti di riferimento:

Assosalute – Federchimica

Francesca Calori