Una società civile passa anche dalla presenza di tutte quelle strutture sociali che permettono di aiutare la famiglie a svolgere la loro attività lavorativa. Non tutti hanno a disposizione i nonni che possono accudire i bambini mentre i genitori sono al lavoro E non tutti possono permettersi di rimanere a casa per fare la mamma o il papà a tempo pieno.
In questi casi sono necessari asili nido, un servizio che dovrebbe essere garantito dallo Stato e dai comuni.
A Reggio Calabria non è cosi. Ci sono 5090 bambini che con i loro genitori chiedono un piano di servizi per L’infanzia. A luglio 2013 è stato chiuso l’ultimo asilo nido comunale costringendo molte mamme a rinunciare al loro posto di lavoro per poter accudire i loro bambini. Spesso con conseguenze economiche sul bilancio famigliare molto rilevanti.
Fino allo scorso anno erano sopravvissuti 3 asili che garantivano 145 posti a fronte di più di 5000 bambini tra i 0 e i 3 anni
Sono tutti stati chiusi per mancanza di fondi.
Non è una cosa che sorprende molto purtroppo. L’italia ormai ci sta abituando al disservizio. Qui in Veneto ad esempio nel paese dove abito c’è solo un asilo nido comunale e solo un a scuola dell’infanzia comunale. Si sopperisce alla penuria di strutture statali con quelle private che però hanno un costo altissimo che non tutte le famiglia possono permettersi. Spesso di tratta di asili parrocchiali che sono perennemente in rosso in quanto arrivano sempre meno fondi grazie ai tagli delle varie innumerevoli manovre finanziarie, e che spesso sopravvivono grazie alle donazioni e alle raccolte fondi promosse dai genitori dei bambini.
Cosa possiamo fare da nord a sud per migliorare la situazione e chiedere a uno Stato che fa parte dell’Uniuone Europea e che si vanta di far parte del G8, che garantisca i servizi per l’ Infanzia?
Ci possiamo appellare a una direttiva del Consiglio Europeo del 2002 che in poche parole afferma: “per conciliare vita familiare e lavorativa, le amministrazioni devono garantire i servizi di cura ad almeno il 33% dei bambini sotto i tre anni”.
Sembrerebbe semplice. Basterebbe applicare una direttiva … ma tra il dire il fare come ben sappiano spesso ci sta di mezzo di tutto, non solo il mare.
A Reggio Calabria la situazione è ancora più complicata in quanto dall’ottobre dello scorso anno a governare il comune c’è una commissione straordinaria che ha sostituito un Consiglio Comunale sciolto per contiguità mafiosa.
Firma anche tu
Supportiamo i genitori di Reggio Calabria firmando la petizione #chiediamoASILO : perchè i Commissari di Reggio Calabria ascoltino le esigenze dei genitori, perché venga restituito ai bambini il diritto all’asilo, perché oggi tocca a loro, ma domani… a chi?
