14 modi per calmare il pianto del bambino

I neonati, una volta venuti al mondo hanno bisogno di sicurezza, di continuità, di avere sempre dei confini intorno a sé proprio come faceva il vostro utero. Hanno  quindi bisogno delle vostre braccia.

I neonati passano 9 mesi della loro vita all’interno dell’utero della propria mamma, a contatto 24 ore su 24 con lei, ciucciando tutto il tempo il liquido amniotico, le mani e il cordone, cullati e al caldo…

Come si può pretendere  da loro che una volta nati, questi possano stare in una culla molte ore al giorno e che si addormentino da soli?

Insomma, i bambini “dove lo metti sta” sono davvero una rarità.

Tutti gli altri sono bimbi ad alto contatto.

I neonati, una volta venuti al mondo hanno bisogno di sicurezza, di continuità, di avere sempre dei confini intorno a sé proprio come faceva il vostro utero. Hanno  quindi bisogno delle vostre braccia. Perché un bambino che messo nella culla/lettino dopo un po’ piange e appena lo si prende in braccio si consola? Perché ritrova quei confini, perché nell’utero se allungava una gamba o un braccio sentiva le sue pareti.

Questo vi dovrebbe dare un primo indizio:

Culle grandi, in vimini, lettini o ceste..non sono il suo ambiente ideale perchè troppo grandi. Quindi se non volete condividere il vostro letto con lui o non vi piace l’idea di utilizzare un’amaca come posto per farlo dormire, attrezzatevi di asciugamani arrotolarli facendo dei salsicciotti e create una sorta di ferro di cavallo così da creare un nido. Oppure utilizzate la swaddle, una mussolina per avvolgere e contenere il neonato durante le ore di sonno.

Come funziona la swaddle

Prendete in braccio il bambino, consolatelo e addormentatelo. Adagiatelo dopo almeno 20 min che dorme e fasciatelo. Se si sveglia, riprendetelo in braccio e addormentatelo di nuovo per poi adagiarlo nella culla o  lettone all’interno del nido. Vedrete che il vostro piccolo starà nella culla più sereno e dormirà molto di più.

Ricordiamoci però che ogni bimbo è diverso e anche per lo stesso bimbo il modo in cui lo calmate e rilassate può cambiare durante i mesi o addirittura la giornata stessa.

Calmare il pianto  in 14 modi

1. Tenete il bambino in una fascia o marsupio ergonomico.

2. Fasciate il bambino in una mussolina così da contenerlo come se lo stesse ancora tenendo in braccio.

3. Cullatelo e fate shhhh nel suo orecchio. Potete usare  dei rumori bianchi, ci sono tante app che possono fornirvi un elenco completo.

4. Camminate in una stanza silenziosa e con la luce bassa.

5. Per i sonnellini pomeridiani invece della sdraietta o della culla utilizzate un’amaca. Il movimento laterale è preferito da molti bambini.

6. Mettete il bambino nella fascia e fate i lavori di casa con lui. Più sono mestieri movimentati e più al bambino piacciono perchè viene cullato e se poi passate l’aspirapolvere, il rumore costante lo farà rilassare (il rumore dell’aspirapolvere può essere catalogato tra i rumori bianchi)

7. Fate un giro in macchina. Lo so, soluzione estrema, ma alla stanchezza di un genitore non ci sono limiti.

8. Avete mai provato a sdraiare il bambino e ad attaccare ad esempio sul bordo della culla, a pochi cm dal suo viso, una striscia con stampate forme geometriche bianche e nere? Per loro è una vera e propria attività e li può distrarre per un pochino.

9. Mettete il bambino a pancia in giù quando lo tenete in braccio. Si dice che in questa posizione i bambini smettano di piangere perchè ritrovano un equilibrio. Oppure sedetevi, mettetelo sdraiato a pancia in giù in modo orizzontale sulle vostre gambe e muovete le gambe insieme su e giù, come quando si fa fare il cavalluccio. Le mamme indiane usano questa tecnica per calmare il pianto del bambino.

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10. Durante il pianto non massaggiate la pancia del vostro bambino. Piuttosto premete dolcemente su di questa la vostra mano che gli trasmette calore o riscaldate un cuscino con dentro i semini di ciliegio o la pula di farro. Se non piange il massaggio con il movimento sole luna può essere di aiuto per rilassarlo.

11. Se il bambino mostra interesse nel ciucciare il seno ma è infastidito dall’uscita del latte lo rifiuta ma torna a cercarlo poco dopo, provate a fargli ciucciare il vostro dito. Il ciuccio non dovrebbe essere introdotto nei bambini allattati al seno materno o almeno non prima del quarto mese di età. Basta pulirsi bene le mani e tagliarsi bene le unghie.

12. Un bel bagnetto insieme può essere rilassante. È necessario tenere la zona dell’ombelico asciutta fino a che non è completamente cicatrizzata.

13. Raccontategli una storia. I bambini rimangono incantati dalla voce a cantilena e sicura della mamma.

14. Ballate con il bambino.

In bocca al lupo e coraggio.