Come vi avevo promesso nella scorsa puntata, oggi ci concentriamo sui bambini più grandicelli… quelli che almeno stanno seduti da soli, o peggio per noi fotografe, camminano!
Si perché il fattore “camminare” quando si tratta di bambini da fotografare, è un vero incubo. Non stanno mai fermi, si agitano, vanno a destra e sinistra, e sono attratti da mille cose.
Almeno questo è quello che succede nel mio studio dato che i bambini ci vengono per la prima volta e, sommersi di cose nuove, possono creare il panico.
Ma il nostro compito è quello di riuscire nella missione fotografica e quindi adesso vi darò qualche consiglio pratico per fare (o almeno provarci) una bella foto.
Partiamo dai bambini che verso i 7-9 mesi stanno seduti da soli, ma non camminano.
Quella è sicuramente l’età migliore, perché spesso e volentieri se ne stanno lì, ti guardano imbambolati con quelle guanciotte gonfie e ci si può sbizzarrire con le foto più creative che vi vengano in mente.
Alcuni esempi
Nella foto qui accanto, un chiaro esempio di come si possano “addobbare” i bambini che stanno già seduti da soli, ma ancora non camminano.
Con l’ausilio di un semplice tatuaggio che si può acquistare dal giornalaio, ho colorato la foto applicandolo direttamente sulla sua pelle. Da bimbo cicciottoso a bimbo macho!
Per la cronaca, se vi venisse in mente di fare la stessa foto, il tatuaggio si può rimuovere con un po’ di olio baby Johnson’s, senza strofinare troppo, perché viene via facilmente da solo…
Comunque il concetto è chiaro… più stanno fermi più si può agire su di loro; in questo caso abbiamo visto il tatuaggio ma adesso vi faccio vedere altre foto fatte in situazioni di tranquillità del bambino.

I bambini più grandi
Adesso affrontiamo le problematiche dettate dai bambini un po’ più grandi, che già camminano e non stanno un attimo fermi.
La parola d’ordine è: stupirli. Attrarli con qualcosa di nuovo.
I famosi cinque minuti che rappresentano la durata di un gioco nuovo, vanno sfruttati per intrattenerli con qualcosa di diverso dai loro giochi abituali. Ma non bisogna girare per mille negozi alla ricerca di un giocattolo introvabile. Basta guardarsi intorno…. spesso i bambini sono attratti dalle cose di noi adulti. Cose che noi non facciamo mai toccare loro, proprio perché non sono giochi. Si possono utilizzare oggetti della cucina, vestiti di noi mamme, trucchi del nostro beauty, fiori, libri, il cellulare… tutto ciò che solitamente nella vostra testa pensate “eh no, ma questo non è adatto”.
Invece in quel momento farà proprio al caso vostro, ma sarà solo un momento. E’ quindi necessario sfruttare i pochi secondi in cui stanno fermi.
Si fa vedere il gioco solo quando si è già pronte per scattare, in modo da non perdere tempo, a quel punto quando il bimbo è distratto si lascia che prenda in mano quello che avete scelto e con furbizia, un secondo prima dello scatto lo chiamate.
Sarà allora che velocemente dovrete premere lo scatto, immortalando così quello sguardo un po’ stupito, molto dolce, che solo i vostri bimbi sanno fare.
Una regola importante da seguire è quella di mettere sempre la messa a fuoco sugli occhi. In questo modo la foto sarà sempre buona. Se anche una braccino viene mosso, può anzi dare il senso di movimento, ma gli occhi devono sempre essere a fuoco, perché sono quelli che comunicano le sensazioni all’osservatore: gioia, rabbia, felicità, stupore… solo quelli sono in grado di far trasparire l’emozione che prova in quel momento il bambino.
Come ogni regola esiste l’eccezione. Ad esempio se fotografate un particolare, che può essere un primissimo piano di naso e bocca potete spostare la messa a fuoco sulla puntina del naso o su un labbrino bello cicciotto, ma sono fattori da valutare in base allo scatto che volete realizzare.
