L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma da anni è attivo attraverso il progetto Mammainforma.it, per sensibilizzare i futuri genitori sull’importanza di uno stile di vita sano della mamma e del papà, per diminuire le probabilità di problematiche di salute nel bambino.
Qualche mese fa Periodofertile.it e Nostrofiglio.it hanno attivamente collaborato con questo progetto per raccogliere informazioni sullo stile di vita dei futuri papà attraverso un sondaggio rivolto alle proprie lettrici.
Si è sempre portati a pensare, erroneamente, che sia solo la mamma a dover adottare uno stile di vita salutare per non compromettere la salute del bambino che nascerà. Niente di più sbagliato. Lo stato di salute del papà e le sostanze con cui viene a contatto interferiscono in modo evidente con la salute futura del bambino che concepirà.
Sono stati raccolti dati da più di 1000 aspiranti papà.
Obesità
Si sa che l’obesità, il fumo, l’assunzione di droghe e l’esposizione per lavoro a sostanze tossiche, possono compromettere non solo la salute del futuro genitore, ma anche quella del bambino che nascerà.
Dal sondaggio è emerso che quasi la metà degli intervistati ( il i 45% ) soffre di sovrappeso o è obeso. Gli studi indicano nell’obesità un fattore di rischio per mutazioni a livello del DNA fetale.
Il fumo
Un papà su tre ha ammesso di fumare. Il fumo di sigaretta è uno dei responsabili della diminuzione della fertilità maschile e tra i responsabili dell’aumento del rischio di malformazioni congenite cardiache, ano-rettali e delle vie genito-urinarie.
Il fumo di sigaretta aumenta anche la probabilità che il bambino sviluppi la leucemia linfoblastica acuta infantile con una probabilità superiore del 25 % rispetto ai figli dei papà che non fumano. Questa percentuale sale drammaticamente al 44% se il numero delle sigarette fumate supera le 20 al giorno.
Sostanze chimiche tossiche
Anche l’esposizione alle sostanze tossiche può causare problemi nel nascituro. Tra gli intervistati il 22% è stato esposto a sostanze pericolose, in particolare pesticidi (10%).
Questa situazione può risultare pericolosa se l’esposizione è continuativa, cioè che avviene o è avvenuta per molto tempo.
In particolare l’esposizione prolungata a solventi organici presenti in vernici, in alcune industrie chimiche e nelle lavanderie a secco, può aumentare del 50% la probabilità di spina bifida nel nascituro.
I lavori più a rischio in tal senso sono rappresentati da : giardinieri, cuochi, addetti alle pulizie e personale impiegato nel settore agricolo.
Ovviamente tra le sostanze pericolose vano annoverati anche alcuni farmaci: principi attivi di alcun antinfiammatori, antipertensivi, antipsicotici o in medicine per la cura di problemi gastrici, possono accrescere del 50% il rischio di complicanze della gravidanza e di difetti congeniti.
Degli intervistati, nonostante quasi la metà assuma farmaci, nessuno rientrava tra quelli dannosi per la salute futura del bambino.
Mi piacerebbe pensare che una coppia di aspiranti genitori quando decide di avere un bambino si interroghi reciprocamente su queste problematiche per cercare di limitare i rischi.
Anche questa è una forma di responsabilità verso la vita che nascerà.
