Sono sempre di più le adolescenti e le preadolescenti che mi scrivono, non tanto in privato quanto nei commenti del sito, chiedendo risposte urgenti.
Hanno email con i nomi di fate o fiori ma le domande non fanno parte di un mondo fatato.
Hanno svariati quesiti su cui pretendono risposte veloci e stringate. Chiedono informazioni sulla comparsa delle mestruazioni, spiegazioni sui ritardi, ma anche rassicurazioni sulla paura di essere rimaste incinte per un rapporto sessuale avvenuto a 12- 3 anni.
Quando arrivano domande di questo tipo ovviamente le rassicuro e cerco di convincerle a parlarne con la mamma.
Purtroppo la risposta è sempre la stessa: “con mia madre non parlo di queste cose”.
E allora mi chiedo di cose parlano le madri o i padri con i figli preadolescenti o adolescenti?
Quando il loro corpo cambia, anzi muta profondamente, quando fanno fatica a riconoscersi e sono in cerca di una loro identità, di un loro scopo nella vita , cosa fanno i genitori del 2000?
Li rassicurano comprando loro l’Xbox o la Play, o un paio di scarpe nuove o l’ultimo smartphone lanciato sul mercato?
Guardateli questi ragazzini. Sono lì che scrivono freneticamente al telefono, ascoltando musica, tutti bene o male vestiti allo stesso modo. Sembra che spacchino il mondo ma sono fragilissimi e sono pieni di paure.
E questo perché?
Perché noi adulti non siamo in grado di dare loro delle risposte, dei riferimenti validi. Perché non ci sediamo ad ascoltarli, a rassicurarli nelle loro difficoltà. Abbiamo sempre fretta, troppa fretta. Iniziamo a parcheggiarli di qua e di là da quando sino piccoli, e pian pianino ci soppiantano con Google che da risposte immediate senza giudizio o brontolamenti.
Credo che a nessuno piaccia l’idea di essere soppiantato da un motore di ricerca e dalle risposte di chissà quale internauta.
La soluzione esiste ed è il dialogo: è così difficile comunicare con i propri figli?
Parlo a voi perché siete mamme in attesa, mamme o papà di bambini piccoli e future mammee futuri papà che tra 10- 15 anni dovrete affrontare l’adolescenza dei vostri figli.
Adesso state lottando per averne uno, lo state crescendo ma la lotta non finisce con lo svezzamento, o con l’iscrizione all’asilo o alla scuola primaria o secondaria.
Non sono le maestre e i professori che devono educare e dare tutte le risposte ai figli.
Il ruolo di genitore è complicato, impegnativo, delle volte frustrante. Riceverete abbracci ma anche porte in faccia e risposte che non vorreste sentire.
Ma questo non significa che non abbiano bisogno di voi. E voi dovete essere presenti , dovete cercare di creare un dialogo dove i ruoli siano ben definiti. Il rapporto genitori figli non è un rapporto paritario. Essere amici dei propri figli può andare ben ma fino a un certo punto perché il ruolo del genitore ed educatore non deve mai venire a mancare. Dovete essere dei fari e dei punti di riferimento fondamentali.
E’ faticoso ? Certo! Si sbaglia? Probabilmente si. Ma se si sbaglia significa che almeno ci avete provate e non demordete. Avete scelto di essere genitori ed è giusto che manteniate il vostro impegno. Ed è l’amore di vostro figlio o vostra figlia che ve lo chiede.
