Cambia il congedo di maternità. Se fino ad ora una donna poteva scegliere di usufruire del congedo di maternità nella formula
- 2 mesi prima della data prevista del parto + 3 mesi dopo il parto
oppure
- 1 mese prima della data prevista del parto e 4 mesi dopo il parto
da ora sarà possibile, con il consenso del medico, lavorare fino al nono mese e quindi nella formula 0 + 5. In questo modo la donna potrà usufruire di tutti i 5 mesi di congedo, a stipendio pieno, dalla nascita del bambino.
Questa decisione non potrà essere presa autonomamente della donna in gravidanza, ma dovrà ottenere il consenso del medico che ne valuterà lo stato di salute in relazione alla gravidanza
Se quindi fino alle oggi una donna con un lavoro dipendente doveva obbligatoriamente rimanere a casa l’ultimo mese di gravidanza, qualsiasi delle due formule scegliesse, adesso che sono state sbloccate dall’INPS le modalità, si avrà la possibilità di scegliere di lavorare anche l’ultimo mese. di gravidanza
Una situazione spiacevole che potrebbe verificarsi con questa nuova possibilità, è che la donna, che sta bene ma avesse voglia di scegliere una delle due formule classiche, 2+3 o 1+4 per riposarsi o semplicemente avere il tempo di prepararsi all’arrivo del bebè, potrebbe ricevere delle pressioni dal datore di lavoro perché lavori fino a termine.
Siamo molto lontani da una vera tutela del lavoro femminile e queste cose possono accadere.
Un altro punto da non sottovalutare è l’importanza di rallentare, di dedicare del tempo ai preparativi o semplicemente a preparasi mentalmente all’imminente arrivo di un figlio.
Siamo sempre di corsa, presi da mille faccende e impegni e questo rallentare aiuta a prendere confidenza con il nuovo ruolo di mamma, a fare mente locale, o anche semplicemente a godersi un po’ di tranquillità e intimità con il proprio bambino nel pancione prima della sua venuta al mondo.
Avere la possibilità di fermarsi uno o due mesi prima del parto quindi non è mai stata una brutta idea, e anzi andrebbe allargata a tutte quelle donne libere professioniste che non hanno tutele in caso di gravidanza.
Quando fare la domanda?
La domanda, si legge nella circolare Inps, deve essere presentata prima dei due mesi che precedono la data prevista del parto e comunque mai oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile (pena la prescrizione del diritto all’indennità) ed esclusivamente per via telematica, direttamente sul sito web istituzionale (con PIN dispositivo), tramite patronato oppure tramite contact center. Una volta accettata la domanda, che deve essere fatta con il certificato del medico che attesta che il lavoro della donna non mette a rischio la sua salute e quella del nascituro, la futura mamma potrà lavorare fino al giorno che precede la data presunta del parto.