Benritrovate a tutte!
Racconto della trentatreesima settimana che mi sta scorrendo sotto i piedi a velocità supersonica.
Sono in ritardo su tutto, anche a scrivere questo post.
Ho i pensieri arruffati e una confusione mai provata.
Tutto sembra materializzarsi davanti ai miei occhi e tutto sembra aver bisogno della mia presenza fisica e mentale. Corro a destra e a sinistra e non riesco a capire se in tutto questo delirio riesco anche a concludere qualcosa!
E sono un po’ stanchina! (cit.)
Sono da poco rientrata dal 2° incontro con la psicologa. Sono decisamente meno provata della prima volta, ma ho comunque tante cose su cui riflettere e la testa affollata di pensieri.
Del primo incontro ricordo solo un fiume di lacrime, uno sfogo necessario per liberarmi di tanti pesi che avevo dentro prima di mettere ordine nei fatti e negli episodi che hanno lasciato un segno negativo. Il motivo per cui ho voluto parlare con lei è sì il mio parto ma dietro a questa richiesta c’è molto, molto di più. Come se il ricordo doloroso di quell’evento fosse solo la punta dell’iceberg ma quello che mi ha portato al colloquio con una psicologa ha a che fare con molte altre cose della mia vita di figlia e di madre. Di compagna e di donna.
Insomma mi sto rendendo conto che Olivia oltre a tanta gioia e felicità, una serie infinita di calci e testate e mal di schiena senza eguali sta portando ordine nella mia vita. Un’ altra donnina che insieme a Carola Sofia e dopo molte altre donne più o meno “significanti” entra nella mia vita per stravorgela, per farmi affrontare le mie paure, per farmi guardare allo specchio nuda, senza difese.
Oggi con la psicologa riflettevamo sul rapporto (difficile) che ho con le donne della mia vita (non vi tedierò con spiegazioni lunghe e complesse) e in macchina, al rientro dall’incontro, pensavo a quanto sia importante e significativo avere 2 figlie femmine qui con me, ora. A quante spiegazioni riesca a dare a questa situazione sulla quale io non ho controllo (la scelta del sesso dei miei figli) a quanto io sia grata a queste bimbe di essere qui nella mia vita adesso.
Altra situazione sulla quale non ho pieno controllo è anche e ancora il mio parto quello passato e quello futuro, una situazione che posso preparare al meglio, alla quale posso arrivare in totale equilibrio e serenità, ma che posso controllare solo fino ad un certo punto, o almeno così penso mi si prospetti, così come si è presentato con la prima bimba.
Abbiamo parlato anche di quanto io faccia fatica ad esprimere i miei bisogni alle persone che mi stanno intorno, di quanto mi venga molto più facile sobbarcarmi di sforzi mentali piuttosto che chiedere e cercare un confronto. Ho molta strada da fare ma sento di essere nella direzione giusta e di avere energie di riserva da dedicare a questi ‘compiti’.
Una frase della psicologa a fine incontro continua a frullarmi nella testa, e la giro a voi:
Ti piace la tua vita, adesso?
Ho pensato a Carola e Olivia ho detto un sì convinto. Ho pensato ad Alessio e ho detto un sì convinto. Ho pensato a me e alle mie paure, e ancora una volta ho detto sì. Perché sto facendo del mio meglio, questa volta non sto scappando da nessuna parte, questa volta sono forte e so di potercela fare.
Mi piace condividere con voi questo aspetto della mia gravidanza, e della mia vita. Olivia, Carola e sempre nuove consapevolezze mi hanno portata qui, a fare delle scelte e a volerle condividere con voi con un forte spirito di sorellanza, nella speranza che una mia piccola difficoltà all’interno di un viaggio meraviglioso possa spronare altre donna, mamme, figlie ad aprirsi a nuovi vissuti.
Spero di non avervi annoiato con questo post, prometto qualcosa di più soft per settimana prossima.
Oggi è andata così, volevo confidarmi con voi che spesso mi raccontate di voi e mettete nelle mie mani piccoli semi delle vostre speranze e del vostro percorso.
Ed io (e anche Olivia Linda) non posso che ringraziarvi!
“Dove sembra impossibile stare da soli
A guardarsi negli occhi
A riempire gli specchi
Con i nostri riflessi migliori”.
Alla prossima

