Questo articolo è rivolto a tutte le donne diabetiche che intendono intraprendere una gravidanza.
Il diabete manifesto, da non confondere con il diabete gestazionale, coinvolge circa lo 0,3-0,5% di tutte le donne in gravidanza e si distingue in diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2.
Il diabete di tipo 2 è la forma più frequente (più della metà delle donne diabetiche in gravidanza) e più conosciuta. Si tratta di donne che hanno familiarità per questa malattia, sovrappeso od obese, affette spesso anche da altre complicanze quali l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia.
In queste donne vi è una condizione detta di “insulino-resistenza” per cui l’ormone insulina prodotto dal pancreas non è efficace nello svolgere il suo ruolo che è quello di far entrare lo zucchero nelle cellule dei vari tessuti. I valori di glicemia solitamente non sono elevatissimi e vengono controllati con la dieta e una terapia ipoglicemizzante orale.
Il diabete di tipo 1 invece è una malattia autoimmune che colpisce le giovani donne normopeso (età di esordio <30anni) e si manifesta in modo così brusco da costringere spesso a un ricovero ospedaliero. Il pancreas che produce l’ormone insulina viene reso inutilizzabile dagli auto-anticorpi portando a una carenza totale di questo ormone. Si tratta pertanto di giovani donne in terapia insulinica multi-iniettiva o tramite microinfusore da molti anni, soggette a una maggiore variabilità glicemica (in relazione non solo a ciò che mangiano ma anche all’esercizio fisico o a malattie concomitanti) e a maggior rischio di complicanze del diabete in età avanzata. In entrambi i gruppi è fondamentale programmare la gravidanza in modo da ridurre al minimo le possibili complicanze del diabete per la madre e il feto.
E’ stato dimostrato infatti che più alte sono le glicemie durante la gravidanza maggiore è il rischio di:
- Malformazioni: rischio dal 3,9 al 5% per valori di glicemia media nel primo trimestre tra 140 e 190 mg/dL. Rischio del 10% per valori di glicemia media superiore a 190 mg/dL.
- Aborto spontaneo: il rischio sia per il diabete di tipo I che II è circa del 20%.
- Parto pretermine: 17% delle donne affette da diabete di tipo 2. E’ meno frequente nelle donne con diabete di tipo 1.
- Macrosomia fetale: bambino alla nascita di peso >4kg. E’ più frequente nelle donne affette da diabete di tipo 1. Un elevato peso alla nascita porta a un parto più difficile (spesso è necessario il cesareo) e predispone il bambino a patologie cardiovascolari e metaboliche nell’età adulta.
- Mortalità perinatale: rischio 3-4 volte maggiore rispetto alla popolazione di donne in gravidanza non affette da diabete.
Ecco perché è importante l’auto-controllo della glicemia in gravidanza tramite stick glicemici stabilendo un target da raggiungere indicato dal diabetologo (esempio di schema):
Glicemia a digiuno 80-95 mg/dL
1 ora dopo il pasto ≤ 140 mg/dl
2 ore dopo il pasto ≤120 mg/dL
Consigli:
– tre mesi prima di interrompere i metodi contraccettivi assumere acido folico 5mg/die per ridurre il rischio di difetti di chiusura del tubo neurale dell’embrione.
-visita diabetologica preconcezionale per ottimizzare le glicemie intervenendo su dieta, esercizio fisico e terapia. Nelle donne in terapia con ipoglicemizzanti orali, farmaci non ancora ritenuti sicuri durante la gravidanza, valutazione per la loro sospensione o sostituzione con terapia insulinica.
-Interruzione di farmaci che causano malformazioni quali gli antiipertensivi (ACE-i e sartanici) e gli ipocolesterolemizzanti (statine) ed eventuale sostituzione degli stessi con farmaci non nocivi durante la gravidanza.
-visita oculistica con valutazione del fondo dell’occhio per individuare/rivalutare la retinopatia diabetica.
-Valutazione della funzionalità renale.
– Nelle donne con elevato rischio cardiovascolare (età avanzata, molti anni di diabete, fumo, ipertensione, obesità, dislipidemia) è consigliata una visita cardiologica preconcezionale con eventuali esami di approfondimento.
– Controllo della funzionalità tiroidea poiché è un tipo di disfunzione che spesso si associa al diabete.
In conclusione il diabete è una malattia che se non curata nel modo opportuno può portare a diverse complicanze durante la gravidanza. Non va sottovalutata la grande fetta di donne che sono diabetiche e non sanno di esserlo perché non hanno disturbi e non hanno mai fatto esami specifici. Si consiglia pertanto di eseguire come screening all’inizio della gravidanza o in fase preconcezionale un dosaggio della glicemia a digiuno o della emoglobina glicata (HbA1c: indica il valore medio di glicemia degli ultimi 3 mesi) per individuare il maggior numero di casi possibili.
Riferimenti bibliografici:
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