E’ la notizia della settimana di cui tutti parlano: è nato in Svezia il primo bambino a seguito di un trapianto di utero. I genitori vogliono mantenere lo stretto riserbo sulla loro identità perchè non voglio che il loro figlio diventi bersaglio dei media, ma hanno comunque voluto che la notizia fosse diffusa per dare speranza a chi vorrebbe intraprendere lo stesso percorso.

La mamma all’età di 15 anni aveva scoperto di essere nata senza l’utero e le era stato detto che non avrebbe mai potuto mettere al mondo un bambino. Ora che ne ha 36 le sembra di vivere un sogno. E’ stata una delle nove donne che hanno ricevuto un trapianto di utero all’interno di uno studio all’avanguardia condotto dal dottor Mats Brannstrom, professore di ostetricia e ginecologia presso l’Università di Göteborg e Stoccolma. E’ stata la prima a portare avanti la gravidanza e, cosa che rende il tutto ancora più straordinario, l’utero arrivava da una donatrice di 61 anni, madre di un amico della coppia che era stata colpita dalla loro storia. La fecondazione è avvenuta in vitro a una distanza di 12 mesi dall’intervento. Il bambino p nati prematuro ma in salute ( foto).
Immagino vi starete chiedendo come può l’utero di una dona di 61 anni essere adatto a una gravidanza. Secondo i ricercatori un utero di una donna settantenne non ha nulla di diverso di quello di una donna di 20, quello che conta è la qualità degli ovociti.
L’utero si comporta come una sorta di incubatrice che risponde ai cambiamenti ormonali della donna.E in questo non cambia con il passare degli anni.
Il rigetto dell’organo trapiantato è stato evitato grazie a farmaci immunosoppressori che sono stati diminuiti con l’inizio della gravidanza. In gravidanza oltretutto c’è un abbassamento delle difese proprio per evitare il rigetto del feto. E questo accade in tutte le donne.
Delle 9 donne che hanno ricevuto l’utero, 2 purtroppo hanno rigettato l’organo, altre sono in attesa che passino i 12 mesi dall’intervento per poter affrontare la gravidanza, e altre due dovrebbero partorire entro il 2014.
Visto il complicato iter da affrontare e la necessità di avere una squadra specializzata che segue il procedimento, probabilmente non diventerà un intervento di routine, ma rimane una valida alternativa per le donne che sono prive di utero.
Una bambina su 4500 nasce ogni anno senza utero e alcune done ne subiscono l’ asportazione dopo una diagnosi di cancro.
La richiesta di trapianto di utero in genere è un evento abbastanza raro e rimangono da valutare gli effettivi costi/benefici e la sicurezza per il donatore, per il ricevente e per l’eventuale bambino. Però probabilmente è più eticamente accettabile della madre surrogata.
Riferimenti: