Essere genitori al giorno d’oggi, nonostante sia il lavoro più bello del mondo, è un compito complicatissimo.
Quando arriva un bambino che sia il primo, il secondo o il terzo (ecc….), la sua entrata nel menage famigliare è come un fulmine a ciel sereno, un uragano, un fiume in piena che sicuramente fa traballare gli equilibri esistenti da cui però bisogna ripartire per crearne di nuovi e più solidi.
Prima di diventare mamma credevo di non avere l’istinto materno. Mi hanno sempre un po’ derisa perchè fino a non molti anni fa non ero capace di tenere un bambino (degli altri) in braccio.
E mi ero convinta, nel mio intimo, che forse non ero adatta a fare il genitore. Io maschiaccio di natura, vedendo le altre mamme coccolose e iperprotettive, non mi vedevo proprio in quel ruolo.
Poi appena ho preso in braccio la mia bambina, tutte le paure e le insicurezze sono svanite di colpo. Chiaramente non sono una mamma perfetta…e chi lo è…Ho poca pazienza ( ma miglioro un po’ alla volta) e non sono la classica chioccia che cova le uova. E qui mi fermo altrimenti vi annoierei a morte.
Voglio un bene dell’anima ai miei figli però ho sempre cercato di mantenere il mio ruolo di donna accanto a quello di madre e di moglie.
Insomma ho bisogno dei miei spazi, che sia per guardarmi la partita in tv o per fare una doccia di 30 minuti invece che 5 🙂
La difficoltà dell’essere mamma oggi credo sia legato principalmente ai ritmi di vita a cui siamo costrette.
Per quanto mi riguarda, ho sempre avuto una difficoltà enorme, nell’accettare di lavorare 8 ore al giorno lontano da casa.
Quando abbiamo scelto di diventrare genitori abbiamo anche deciso assieme che avrei dato la precedenza a quello, a costo di fare sacrifici economici e rinunciare a “far carriera”, ma mi sarei occupata il più possibile dei miei bambini.
Cresciuta con la mamma casalinga so quanto sia importante crescere con almeno un geniotore presente.
Questo però è un fatto personale che realizza la sottoscritta. Se così sto bene ne giova tutta la famiglia.
Se però una donna non si sente realizzata pienamente se non lo è anche dal punto di vista lavorativo, allora è giusto che , per il bene di tutti, coltivi la sua carriera personale. Il fatto di poter scegliere è un vantaggio non da poco anche se non comune a tutte. C’è chi è costretta a lavorare anche 12 ore al giorno. In un tempo di crisi come questo molte mamme ammirevolmente riescono a fare quadrare i conti e a gestire, casa, figli e marito.
Le donne hanno sicuramente un ruolo cardine nella famiglia di oggi, molto di più di quello che avevamo qualche decennio fa.
In certi casi però molte mamme soccombono a tante fatiche, non riescono a fare quadrare tutto come vorrebbero ed ecco che, incombe la depressione e i tragici risvolti che sentiamo putroppo quotidianamente alla tv.
In questa settimana sono stati uccisi dalle proprie madri tre bambini, dai pochi mesi in su.
Tragedie che dal di fuori sembrano incomprensibili ma che sono state dettate da sofferenze interne profondissime. Non giustifico ma non posso nemmeno condannare.
Chi arriva a queste azioni estreme è una persona sofferente che aveva bisogno sicuramente di aiuto. Aiuto che non è arrivato o è arrivato troppo tardi.
Io credo che la solitudine di queste donne, di queste mamme abbia un peso non da poco nel portarle a gesti estremi.
Viviamo in un mondo sovraffollato dove però i contatti umani sono sempre più portati al minimo.
Sono cresciuta in un pasese di 300 abitanti dove se uscivi di casa trovavi sempre qualcuno con cui scambiare 2 parole..
Adesso, nonostante non sia una metropoli la città in cui vivo, non so nemmeno chi abita a 50 metri da casa mia. Tutti preso da ritmi sfrenati non abbiamo più il tempo di coltivare amicizie o anche semplici scambi di saluti.
L’abitare lontano dai famigliari spesso non aiuta in quanto fa mancare punti di riferimento importanti.
Ci siamo evoluti, abbiamo raggiunto dei livelli dinamici elevati ma questa centrifuga in cui ci siamo inseriti rischia di spremerci fino all’osso facendoci perdere il contatto con la realtà e con noi stessi.
E’ fondalmentale quindi mantenerci VIVE dentro, con l’aiuto anche del nostro compagno, delle amiche/amici, dei famigliari, e perchè no anche grazie al lavoro che facciamo, che sia la casalinga, l’operaia o la manager.
E’ inoltre imprtantissimo PARLARE, con le vostre amiche, di confrontarvi di confortarvi e di non accumulare mai nulla dentro di voi.
Cercate di COMUNICARE con il vostro partner, la comunicazione è importantissima in un rapporto e aiuta a tenere salde le redini della famiglia. E cercate nei limiti del possibile di scegliere quello che è un bene non solo per la famiglia ma anche per voi, e tutto ciò per riscoprire le gioie dell’essere donne e dell’essere madri.
Io ci sto provando.
