Chi ha già alle spalle una gravidanza sa bene che affrontare 2-3 mesi di calura estiva con il pancione non è proprio una passeggiata. Uno degli inconvenienti del pancione estivo infatti è l’ipotensione, chiamata comunemente “pressione bassa”.
Chi soffre anche in condizioni normali di pressione bassa, sa che un aumento delle temperature normalmente peggiora i sintomi. Il caldo e l’eventuale gravidanza possono abbassare ulteriormente i valori scatendando disturbi fastidiosissimi come stanchezza, debolezza o addirittura svenimenti. Ma non solo. La futura mamma potrebbe sperimentare una serie di sintomi come scarsa resistenza agli sforzi fisici, capogiri, difficoltà visive (come vedere a macchie/puntini), gambe che tremano, sudore freddo a mani e fronte, difficoltà di concentrazione…insomma chi più ne ha più ne metta!
La pressione bassa in gravidanza
Avere una bassa pressione sanguigna durante la gravidanza è una condizione abbastanza comune. La maggior parte delle volte non causerà problemi importanti e la pressione arteriosa tornerà ai livelli normali che la donna aveva prima della gravidanza, una volta partorito. In alcuni casi, tuttavia, la pressione sanguigna molto bassa può essere pericolosa per mamma e bambino.
Effetti della gravidanza sulla pressione sanguigna
Durante la gravidanza il medico o l’ostetrica controlleranno la pressione del sangue ad ogni visita prenatale.
La pressione sanguigna, in poche parole è la forza con cui il sangue viene spinto nei vasi sanguigni. Può andare su o giù in determinati momenti della giornata e potrebbe cambiare se ti senti eccitata o nervosa.
La misura della pressione sanguigna rivela informazioni importanti sulla salute della mamma ma anche su quella del bambino. È anche un modo per verificare se si è a rischio di una patologia chiamata preeclampsia.
I cambiamenti che si verificano nel corpo durante la gravidanza possono influenzare la pressione sanguigna. Quando si aspetta un bambino, infatti, il sistema circolatorio si espande rapidamente, causando un calo della pressione sanguigna.
È normale quindi che la pressione sanguigna si abbassi nelle prime 24 settimane di gravidanza.
Esistono anche altri fattori che possono causare la pressione bassa in gravidanza ( come l’anemia, la disidratazione o altre problematiche) e per questo è importante riferire sempre al medico sintomi di ipotensione.
Quando la pressione è considerata bassa?
In genere i medici definiscono una pressione sanguigna bassa se la lettura è inferiore a 90/60 mm Hg.
Alcune persone hanno la pressione bassa per tutta la vita senza riportare sintomi particolari.
Pericoli legati alla bassa pressione sanguigna durante la gravidanza
In generale, la bassa pressione sanguigna durante la gravidanza non è motivo di preoccupazione se non si verificano sintomi importanti.Una pressione estremamente bassa infatti può causare cadute con tutte le conseguenze del caso, o shock.
La bassa pressione sanguigna può anche essere un segno di gravidanza ectopica, che si verifica quando un ovulo fecondato si impianta all’esterno dell’utero di una donna (ad esempio nelle tube).
La pressione sanguigna influenza il bambino?
Sono stati condotti una grande quantità di ricerche su come l’ipertensione arteriosa durante la gravidanza possa influire sui bambini, ma i dati sugli effetti della bassa pressione sanguigna sono limitati e sono necessarie ulteriori ricerche per capire l’impatto della bassa pressione sanguigna prenatale sulla salute di un bambino.
I Sintomi di bassa pressione sanguigna in gravidanza
- vertigini
- vertigini soprattutto quando si è in piedi o seduti
- svenimenti
- nausea
- stanchezza
- visione offuscata
- sete insolita
- pelle umida, pallida o fredda
- respirazione rapida o superficiale
- mancanza di concentrazione
Riferite sempre al medico se si manifestano sintomi di bassa pressione sanguigna durante la gravidanza.
Diagnosi
La bassa pressione sanguigna viene diagnosticata con un semplice test.
Il medico o l’infermiere posizioneranno un bracciale gonfiabile intorno al braccio e utilizzeranno un misuratore di pressione per calcolare la pressione sanguigna.
Questo test può essere eseguito nello studio del medico, ma si può acquistare il dispositivo idoneo e misurare la pressione del sangue a casa.
Se si ha la pressione bassa durante la gravidanza, il medico potrebbe prescrivere ulteriori esami per escludere altre condizioni.
Terapia
In genere, non è necessario un trattamento per la pressione bassa durante la gravidanza.
I medici in genere non raccomandano farmaci per le donne in gravidanza a meno che i sintomi non siano gravi o siano possibili complicazioni.
La pressione sanguigna probabilmente inizierà a salire da sola durante il terzo trimestre.
Se si avvertono sintomi di bassa pressione sanguigna, come vertigini, si può provare a fare quanto segue:
- evitare di alzarsi rapidamente da posizioni sedute o sdraiate
- cercare di non stare in piedi per lunghi periodi di tempo
- mangiare piccoli pasti durante il giorno
- non fare bagni o docce molto calde
- bere più acqua
- indossare abiti larghi
- mangiare una dieta sana ed eventualmente assumere i supplementi prenatali durante la gravidanza per prevenire i sintomi di pressione bassa.
Pressione sanguigna dopo il parto
La pressione sanguigna dovrebbe tornare ai livelli di pre-gravidanza dopo il parto.
I medici controlleranno la pressione del sangue spesso nelle ore e nei giorni successivi alla nascita del bambino e probabilmente anche durante le visite nel post parto..
Affrontare il caldo nel modo giusto
Il caldo, favorendo la sudorazione, è sicuramente una delle cause principali della pressione bassa. Quindi è importante bere molti liquidi per reintegrare i sali persi con la sudorazione. E’ anche importante mangiare frutta ricca di vitamina C (come kiwi, pompelmo, arance, limoni) che agisce in modo benefico sulle ghiandole surrenali che sono interessate alla regolazione della pressione sanguigna. E’ bene mangiare anche frutta ricca di potassio come banane, pesche, fichi, e melone.
Da evitare la permanenza prolungata al sole ed è sempre importante ripararsi con un cappello e abiti leggeri per favorire la traspirazione.
Il medico è sempre il riferimento principale nel momento in cui si manifestano sintomi di bassa pressione.
