Secondo Rossella Bartolucci, presidente di SOS Infertilità, se si seguiranno queste norme, anche in Italia si potrà affrontare l’eterologa in sicurezza e con garanzie di tutela.
Di seguito i criteri principali:
1) non è possibile scegliere in alcun modo il donatore. Si tengono in considerazione semplicemente le preferenze di razza.
2) Il ricevimento di gameti è ottenibile per una condizione di mancanza di gameti propri o da condizioni genetiche dei propri gameti che mettono a rischio la salute del nascituro
3) Possono ricevere i gameti tutti i pazienti oncologici che hanno perso la capacità riproduttiva a seguito di trattamento farmacologici. I farmaci antitumorali molto spesso danneggiano in modo irreversibile e permanente la produzione di gameti. I questi casi, a meno di una crioconservazione preventiva dei propri gameti, la fecondazione eterologa rimane l’unica strada per avere un bambino.
4) Rientrano tra i candidati alla ricezione dei gameti le donne che soffrono di menopausa precoce.
5) Rientrano tra i candidati alla ricezione dei gameti tute quelle coppie che per problemi genetici o per patologie particolari, non riescono a produrre embrioni sani, o soffrono di uno stato di infertilità con aborti ripetuti o sterilità assoluta.
6) il limite di età è di 50 anni per la donna se si considera questa l’età media dell’ingresso in menopausa. Questo in linea con l’art. 5 della legge 40/2004, nel quale si stabilisce che possono accedere alla procreazione medicalmente assistita coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile.
Servirà comunque una regolamentazione generale da parte delle istituzioni che speriamo non tarderà ad arrivare.
