La Corte Costituzionale con la sentenza di ieri 9 aprile 2014, ha reso illegittima la norma prevista dall’articolo 4 comma 3 della legge 40/2004 che vietava la fecondazione Eterologa in italia.
Tale norma aveva dato il via libera al pellegrinaggio all’estero di migliaia di coppie sterili per poter concepire un bambino grazie alla donazione di gameti.Ad esempio le cliniche spagnole in questi anni hanno fatto veramente soldi a palate grazie a quello che possiamo chiamare “turismo procreativo”.
Di conseguenza in Italia sarà legale ricorrere alla PMA con l’utilizzo di ovuli e spermatozoi provenienti da un donatore esterno alla coppia.
E non solo. Ieri sono stati bocciati anche gli articoli 9 commi 1 e 3, e 12 comma 1, che prevedevano sanzioni per i medici che avessero praticato tale tecnica.
La Corte Costituzionale è arrivata a questa decisione dopo aver accolto i ricorsi presentati dai tribunali di Milano, Firenze e Catania che circa un anno fa avevano sollevato la questione di legittimità costituzionale in merito al divieto di fecondazione eterologa perché in contrasto con alcuni principi della nostra Costituzione tra cui quello di eguaglianza tra coppie, il diritto a farsi una famiglia e il diritto alla salute.
Abbiamo chiesto un parere al Dott. Filippo Maria Ubaldi medico ginecologo specializzato in medicina della riproduzione, che ha dichiarato :
“La maggior parte dei cicli di ovodonazione che viene fatta in Spagna riguarda coppie Italiane. Il divieto al ricorso alla fecondazione eterologa è contro la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo come ha stabilito nel 2010 la Corte Europea di Strasburgo, in quando infrange il diritto alla vita familiare e il divieto di discriminazione. Se un paese infatti ammette la fecondazione in-vitro omologa non possono essere previsti trattamenti discriminanti a motivo della diversa tecnica di fecondazione utilizzata. Inoltre, quanto è utile un tale divieto nel momento in cui le coppie vanno all’estero, spesso senza tutele e senza essere considerate dal Registro della PMA che vigila sui trattamenti svolti e sui bambini nati?”
Di seguito l’intervista alla dott.ssa Rienzi che collabora anche con il nostro sito:
Le reazioni:
Le reazioni sono state positive soprattutto nell’ambiente scientifico e medico come è normale che sia.
Di diverso parare invece i movimenti cattolici. Famiglia Cristiana parla di “vuoto normativo e Far west su una materia delicatissima. Ignorato il diritto del bambino ad avere un madre e una padre riconosciuti“.
Anche il Ministro della sanità Lorenzin ieri a caldo aveva sottolineato la complessità della questione. Giustamente ha dichiarato che “dovranno essere valutati ad esempio l’anonimato o meno di chi cede i propri gameti alla coppia e il diritto di chi nasce da queste procedure a conoscere le proprie origini e la rete parentale come fratelli e sorelle”.
L’Associazione Scienza & vita ancora più duramente ha dichiarato:
“In tal modo si apre un inesorabile vuoto normativo che prelude al ritorno a quel far west procreatico che in questi ultimi dieci anni era stato possibile contenere. Con la cancellazione del divieto di fecondazione eterologa viene legittimata ogni pratica di riproduzione umana, con il solo pretesto che tutti, comunque, hanno diritto a veder garantiti i propri desideri. La cultura giuridica si rimette in tal senso al dominio della tecnoscienza, legittimandone lo strapotere. Questa sentenza apre inoltre lo scandalo del mercato dei gameti: nessuno garantisce che non avverrà – come già ora all’estero – con lo sfruttamento di chi si trova in difficoltà economiche”.
Sono delle posizioni molto forti che in parte condivido anche se comprendo benissimo il sentimento dii tutte quelle coppie che desiderano un bambino ” a tutti i costi” dopo anni di tentativi e delusioni.
Il diritto alla genitorialità è una questione estremamente complessa che non può essere discussa solo sulla base di numeri e decreti. Ci sono troppe implicazioni etiche che non andrebbero sottovalutate. E questo perché a mio parere non si di dovrebbe MAI dimenticare di mettere davanti a tutto il bambino, i suoi bisogni e i suoi diritti quando vengono prese determinate decisioni. Troppo spesso si parla solo dei diritti degli adulti senza pensare però alle conseguenze che potranno cadere sulle spalle di chi nascerà.
