Gemelli: aiutarli nel gioco per aiutarli a crescere.

La crescita a due e la condivisione di momenti di scoperta e di gioco portano generalmente i gemelli ad avere un maggior numero di stimoli rispetto ad un bimbo unico. I gemelli infatti vivono sia gli stimoli recepiti in prima persona, sia le reazione del fratello.

Talvolta tuttavia, avere più stimoli più significare anche avere troppe interruzioni e troppe interferenze.

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Su libri e siti si legge che l’impossibilità di concentrarsi a lungo sullo stesso gioco senza avere un’incursione da parte del fratello e l’impossibilità di scoprire da soli il mondo con i propri ritmi, sempre distolti dai rumori provocati dall’altro, possono portare i gemelli ad avere anche in età adulta una minor capacità di concentrazione e una minor attitudine a focalizzarsi su un compito.

A partire dai sei mesi, momenti di gioco distinti di tanto in tanto possono aiutare a sviluppare anche queste capacità.

Nei manuali scrivono che sono sufficienti piccole accortezze da parte dei genitori, anche per pochi minuti, il tempo necessario a consentire al bimbo di raggiungere un piccolo obiettivo.

Finché per esempio uno è impegnato in un gioco, si cerca di intrattenere l’altro perché non zampetti (o strisci ) velocemente verso il primo a sottrargli l’oggetto di interesse o perché con rumori bruschi non deconcentri il primo e non lo induca ad abbandonare subito ciò che sta facendo.

Oppure si può provare ad assegnare ad ognuno un gioco, incoraggiando alternativamente ciascuno perché rimanga concentrato su quello, tentando di distogliere entrambi dal desiderio di avventarsi in due sullo stesso oggetto.

Pian piano dovrebbero essere i bimbi stessi a trovare dei propri spazi, pur stando nella stessa stanza, alternando momenti di gioco a due e momenti di gioco individuale, cercandosi di tanto in tanto, ma senza assalirsi continuamente.

In maniera più radicale, poi, i genitori possono dedicare di tanto in tanto spazi e tempi diversi ai bimbi, uno uscendo di casa con un gemello e l’altro rimanendo a giocare sul tappetone, o uscendo entrambi diretti a mete diverse, in modo proprio da far vivere a ciascun bimbo esperienze distinte, comprendendone e assecondandone attitudini diverse e dandogli modo di seguire interessi propri.

Primi accenni di successive scelte di crescita che porteranno i bimbi ad essere individui pienamente distinti e con proprie personalità, sempre uniti da quello splendido legame “di parto” che li rende unici, ma non dipendenti e condizionati l’un dall’altro.

Sono indicazioni che pediatri ed esperti ripetono a tutti i genitori di gemelli dai sei mesi in sù. Non è sempre facile per una mamma dividere i propri bimbi, soprattutto quando per i primi mesi li ha gestiti a due, tentando di scindersi e di dare a ciascuno dei due il massimo, seguendone comunque le peculiari esigenze.

Ma rendersi conto della gioia che i bimbi esprimono nel rivedersi dopo una pausa passata da soli con la mamma o il papà e rendersi conto di come si cerchino e a modo loro si ricongiungano, sono stimoli positivi che rassicurano e fanno comprendere che anche questo è elemento di crescita fondamentale per i propri piccoli, per farne persone piene nel domani.

Nella mia esperienza, con Giulia e Davide di indole marcatamente differente e con caratteri genetici naturalmente diversi proprio perché maschio e femmina, è stato semplice pensarli sin dalle loro prime reazioni come individui distinti, ed è stato semplice capire che avessero esigenze diverse, ma è stato meno semplice lasciarli soli alternativamente con qualcun altro, anche se papà o nonna, quasi sentendo nostalgia per il piccolo non presente.

La mia riluttanza è stata vinta appunto dalla risposta dei piccoli: vederli sereni quando “soli” per poche ore e vederli riconoscersi e sorridersi o urlarsi con impeto incontenibile al momento del ritrovo, mi ha dato modo di realizzare che c’è bisogno anche di questo.

Stacchi graduali che lasciano storditi più i genitori che i piccoli…

Si trova nuova forza proprio in quegli urletti di gioia, immaginando che siano il loro modo per raccontarsi a sillabe la loro piccola grande avventura vissuta da soli, per scambiarsi impressioni e suggerimenti a vicenda e per stimolarsi ancora una volta a crescere un po’ di più!

Mamma Paola

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