Stare assieme ai vostri bambini appena nati permette di attuare un legame profondo con loro non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista della comunicazione. Quando dopo il parto vi danno in braccio dei “cuccioli” così piccoli la tentazione è infatti quella di rivolgersi a loro in “neonatese” (esprimersi nello stesso linguaggio con dei versetti onomatopeici).
Secondo invece una ricerca in parte italiana coordinata da Jacques Mehler Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa) e pubblicata sulla rivista dell’Accademia di Scienze degli Stati Uniti, infatti, i 44 neonati studiati all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine hanno dimostrato che già a pochi giorni dalla nascita la regione frontale destra del cervello può riconoscere le prime parole anche se il linguaggio dei piccoli è ancora alle prime fasi.
Per capire se questa tesi fosse vera, i ricercatori, come riportato da Corriere Salute.it, hanno sottoposto i neonati ad una tecnica non invasiva chiamata “spettroscopia nel vicino infrarosso” che consiste nel dirigere un fascio di luce sulla testina del bambino e poi misurare la quantità di luce in uscita: una parte del fascio luminoso viene infatti assorbito e qui si capisce in che modo le reti corticali presenti nel cervello elaborano la parola che viene detta al neonato.
Il risultato è stato che la regione frontale destra del cervello che si “accende” negli adulti per il riconoscimento di una parola, è la stessa coinvolta anche nei neonati, seppur in maniera più “rudimentale”.
Care mamme e cari papà parlate pertanto ai vostri figli fin dalle primissime ore di vita: adesso è stato proprio dimostrato che, per quanto piccoli, vi possono capire molto bene.
A cura di Valentina Colmi