Identificato il punto G, realtà, fantascienza o …

Il mito del piunto G tiene ancora banco nelle riviste scientifiche. Dopo decenni di supposizioni, è arrivato un ulteriore capitolo ad opera di un ginecologo e chirurgo plastico:   Adam Ostrzenski .

L’autore della ricerca grazie a una accurata autopsia ha dato le coordinate precise, su dove dovrebbe localizzarsi il centro del piacere femminile. Nell’articolo pubblicato nella rivista Journal of Sexual Medicine il punto G viene ben descritto e localizzato: sarebbe alto 8,1 millimetri, largo 3,6 e spesso 0,4,  situato sulla membrana dorsale perineale, a 16,5 millimetri dalla parte superiore del meato uretrale, orientato a 35 gradi rispetto al bordo laterale dell’uretra.

Il ginecologo e, sottolineo, chirurgo estetico (e poi vi spiego perchè), non avrebbe però indicato un ingrediente importante di questo punto G e cioè quell terminazioni nervose sensoriali senza le quali questa parte anatomica sarebbe insensibile.

Il mio dubbio diventa ancora più grande quando leggo nel suo sito personale che tra le  sue prestazioni si offre anche la ricostruzione di questo fantasmagorico punto G. E qui la credibilità della ricerca scricchiola ancora di più.

Insomma che possa essere solo una trovata pubblicitaria?

Nel 2008 era stata pubblicata nella stessa rivista una foto ecografica di un sessuologo dell’università dell’Aquila Emmanuele Jannini  che mostrava un ispessimento tissutale   della parete che divide uretra e vagina. Anche in quel caso il mondo scentifico sembrava aver trovato la risposta definitiva per controbattere  contro gli assertori della non esistenza del punto G, così chiamato in nome del ginecologo tedesco Ernest Graefenberg, che nel lontano 1950 presentò uno studio sul ruolo dell’uretra nell’orgasmo femminile.

Insomma il dibattito continua e tutti ora stanno aspettando la replica dell’autrice del best seller “Il punto G e altre scoperte sulla sessualità umana” che con alcuni colleghi vuole dimostrare in modo definitivo che il punto G non esiste.