Buongiorno e ben ritrovate.
Oggi il mio post è dedicato alla recensione di un libro che mi ha letteralmente “shakerata”.
Vi parlo di “La cicogna ha sbagliato casa” il libro di Monia Bergamo, una donna, una mamma, forza ed amore, che ha deciso di parlare della sua “relazione” con la Depressione Post Parto che l’ha colpita dopo la nascita della secondogenita.
Monia è mamma di Beatrice e Alma. Le sue bimbe nate a 12 anni di distanza l’una dall’altra. Un periodo lungo nel quale Monia aveva perso (forse) le speranze di avere una seconda bambina.
Ma succede che quello che si crede impossibile ( causa endometriosi al terzo stadio ) poi si verifica. Così Alma arriva e il suo arrivo, come spessissimo accade, accende tutta una serie di reazioni che una mamma non sempre riesce a gestire con lucidità ed efficacia.
E la colpa non è dell’incapacità della mamma, non sono solo gli ormoni ballerini che ci governano e non è solo la stanchezza che ti acchiappa e non ti lascia.
Monia si sentiva inadeguata nel suo ruolo, le nuove responsabilità le sembravano inaffrontabili e i sensi di colpa montagne altissime che non riusciva a scalare.
La storia di Monia infondo tocca ogni madre “ai primi stadi”, la persona che siamo state all’inizio della nostra “carriera” di genitrici ed educatrici. Non è stato semplice per nessuna di noi, lo sappiamo bene.
Tutto quello che ti eri immaginata puntualmente non si avvera o si avvera con sfumature che non avevi messo in preventivo. A me è successo con il castello di aspettative che mi ero creata con il mio parto, che nella mia testa era idilliaco, facile e veloce. Così non è stato e lo sconforto e sconfitta che ti prendono in quei momenti rischiano davvero di impossessarsi di te e far scattare molle che a loro volta fanno scattare meccanismi che sentiamo di non essere in grado di far funzionare a dovere.
Il ritorno a casa con la secondogenita Alma segna per Monia l’inizio di questo meccanismo con gli incastri che non combaciano.
Cresce il suo malessere insieme alla stanchezza infinita. Crescono i sensi di colpa nei confronti delle figlie perché sente di non avere le forze e le competenze per occuparsene come una madre dovrebbe. Crescono i dubbi sulle proprie capacità di madre e moglie. Cresce la sensazione di essere costantemente sull’orlo del precipizio.
Anche se tutto in superficie sembra perfetto (le bimbe sono brave, le vacanze vanno bene, i sorrisi non mancano) qualcosa nel profondo si sgretola sotto il peso e la forza dell’ansia e del panico che fanno visita a Monia innescando in lei pensieri e situazioni negativi.
Monia è Operatore Socio Sanitario, lavorando nel sociale ha una certa dimestichezza e conoscenza delle malattie psichiatriche. Lo aveva capito che qualcosa di forte la stava modificando togliendole la capacità di essere lucida e forte di fronte alla forza della Depressione Post Parto.
Perché il suo malessere iniziava ad essere davvero invadente e invalidante.
Le giornate erano tutte uguali e il mattino era per me devastante: l’ansia al risveglio era paragonabile a una secchiata di acqua ghiacciata sul viso, non riuscivo a convivere con questo problema.
Inizia così per Monia un viaggio nel viaggio. Prima tappa il consultorio, poi l’Ospedale. Colloqui con psichiatri e psicologi e un nuovo percorso che questa mamma sentiva di dover assolutamente percorrere, per salvare sè stessa, le sue bambine, la sua famiglia. Questi incontro lungo il suo cammino sono stati l’aiuto più grande insieme alla sua voglia di lottare. Le competenze di questi professionisti che Monia aveva cercato e la sua testardaggine a volerne uscire (con i suoi attimi di sconforto) hanno accompagnato una mamma a “rientrare in carreggiata”.
Pagina dopo pagina mi trova a tifare profondamente per Monia, mi immedesimo, penso che avrebbe potuto succedere a me, penso che potrebbe succedermi o colpire un’amica. Sono tra le righe con lei, lotto insieme a lei contro la Signora malvagia, così la chiama. Combatto con lei e la seguo nei suoi progressi e nelle sue lotte.
Monia è stata consapevole sin dall’inizio della gravità della situazione. Questa consapevolezza e l’amore immenso per le sue figlie l’hanno guidata nel compiere scelte rivelatesi poi corrette e efficaci. In aggiunta il fatto di avere famigliari attenti, che l’hanno supportata, che hanno capito e rispettato il suo malessere. Che non l’hanno giudicata o fatta sentire in colpa nel non saper gestire momentaneamente le sue figlie.
La depressione post-partum ti porta via la vita. La condizione di disperazione in cui mi trovavo mi faceva pensare di essere una donna né viva né morta. Uno zombie praticamente. Con la morte tutto termina, le agonie cessano. Sembrare uno zombie è come essere morta senza averne la pace. Praticamente sei una morta costretta a vagare sulla terra.
Due anni lunghissimi e faticosi. Di vittorie e perdite. Di lotta e di resa. Di consapevolezze e abbandoni.
E la vittoria c’è, anche contro la Signora malvagia che ti dice che sarai sempre una perdente, che non ce la farai mai, che lei è più forte di te.
E invece no. Vero Monia?
Tutto è terminato poco per volta, con pazienza. Ci si accorge da sole quando tutto è finito e sono le piccole cose che ti regalano questa consapevolezza. Che bello crescere Alma senza fatica. Che bello gustare la bellezza della maternità!
Ringrazio Monia Bergamo per aver raccontato questo periodo della sua vita, per avermi fatto entrare nei suoi pensieri più intimi e negativi. Per non aver provato vergogna a raccontarmi di sé e delle sue fragilità.
La lettura e la recensione di questo libro hanno attivato in me ragionamenti e pensieri che ora sento miei ma che ho fatto fatica a percepire e sentire. Non è argomento da chiacchiericcio leggero davanti a un caffè al bar, ma è un tema sul quelle bisognerebbe avere sempre più confronto e conoscenza.
Riferimenti utili:
- www.depressionepostpartum.it
- www.centropsichedonna.it
- www.telefonodonna.it
Care lettrici di Periodo Fertile prossimamente intervisterò l’autrice del libro. Se avete curiosità o se volete raccontarmi qualcosa per poi fare qualche domanda a Monia mi piacerebbe ricevere le vostre richieste.
La mia mail è: francesca@periodofertile.it, resto a vostra disposizione.
A presto.
