Liquirizia in gravidanza contro la pressione bassa? No Grazie

Molte mamme  in dolce attesa  che  in estate  soffrono di pressione bassa, per tradizione e passaparola, ricorrono alla liquirizia.

Infatti assunta in grandi quantità la liquirizia agisce alzando la pressione sanguigna.

Purtroppo queste  grandi quantità di  liquirizia hanno degli effetti collaterali che in una donna incinta possono riflettersi sul bambino che porta in grembo, causando danni a lungo termine.

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La liquirizia infatti contiene un componente naturale,  chiamato glicirrizina, che va ad agire a livello placentare permettendo  il passaggi di ormoni materni  (glucorcorticoidi anche noti come “ormoni dello stress”) che sono dannosi per il bambino durante il suo sviluppo fetale  e che altrimenti non potrebbero valicare questo importante filtro.

Questi ormoni vanno a compromettere le aree celebrali deputate al linguaggio, alle funzioni spaziali, alla memoria a lungo termine, interfenreno quindi con il normale sviluppo cerebrale del bambino.

La liquirizia viene consumata in grandi quantità nei paesi nordici  e infatti lo studio è  stato condotto in modo congiunto dalle Università di Edimburgo e di Helsinki.

Dei bambini (di 8 anni)  che hanno preso parte allo studio finlandese, 64 sono stati esposti ad alti livelli di glicirrizina  contenuta nella  liquirizia, 46 a livelli moderati e 211 a bassi livelli.

Questi bambini sono stati sottoposti a una serie di test per valutarne le funzioni cognitive tra cui il linguaggio e la memoria  la consapevolezza spaziale.
I risultati suggeriscono che le donne che mangiavano più di 500 mg di glicirrizina a settimana – che si trova nell’equivalente di 100 g di liquirizia pura – avevano più probabilità di avere figli con livelli di intelligenza più bassi e più problemi comportamentali. I bambini nati da queste donne avevano più probabilità di avere scarsi tempi di attenzione e di manifestare la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Lo studio secondo i ricercatori dimostra che mangiare liquirizia durante la gravidanza può influenzare il comportamento o il quoziente intellettivo di un bambino e suggerisce l’importanza della placenta nel prevenire gli ormoni dello stress che possono influenzare lo sviluppo cognitivo del bambino.

Un’altra ricerca inoltre ha evidenziato che  il consumo di liquirizia è legato a gravidanza più brevi. Anche in  questo caso è la quantità che conta. 

Nel 2000-2001  un campione di 95 donne finlandesi che hanno partorito un bambino pretermine (< 37 settimane) è stato confrontato con 107  donne che avevano partorito a termine nello stesso ospedale.  E’ stato fatto compilare alle neomamme un questionario dove veniva chiesto in dettaglio quanta liquirizia, e quindi glicirrizina,avevano consumato in gravidanza.

L’esposizione a glicirrizina è stata suddivisa in tre livelli: bassa (<250 mg / settimana), moderata (250-499 mg / settimana) e alta (≥ 500 mg / settimana).

Un alto consumo di glicirrizina  rispetto a quello più basso è stato associato ad un aumento di più del doppio del rischio di partorire pretermine (prima delle 34 settimane)

Quindi se volete alzare la pressione sanguigna, chiedete a vostro ginecologo metodi diversi, come integratori specifici che si possono assumere tranquillamente in gravidanza E ricordatevi di idratarvi adeguatamente soprattutto con i caldi estivi!

Fonti:

Timo E. Strandberg, Sture Andersson,  Anna-Liisa Järvenpää, and Paul M. McKeigue Preterm Birth and Licorice Consumption during Pregnancy. American Journal of Epidemiology Volume 156 Issue 9 pp. 03-805 2002

Kari Raikkonen et al: Maternal Licorice Consumption and Detrimental Cognitive and Psychiatric Outcomes in Children. American Journal of Epidemiology Volume 170 Issue 9 pp. 1137-1146 2009