La menopausa è per definizione il termine dell’età fertile di una donna. Mediamente inizia intorno ai 45 anni, ma diciamo che un intervallo normale può essere compreso tra i 40 anni e i 50.
L’età della menopausa è più o meno rimasta stabile nei secoli, anche ai tempi dell’impero romano l’ età media di una donna che entrava in menopausa si aggirava sui 45.
Quindi nulla è cambiato.
Ora le nuove ricerche condotte da una mente non comune, lo scienziato Aubrey de Grey, prospettano scenari diversi. Biochimico, informatico e tanto altro, il buon de Grey è a capo del progetto SENS (Strategies for Engineered Negligible Senescence), che ha come fine quello di mettere a punto terapia per curare l’invecchiamento.
Si dice curare proprio perchè l’invecchiamento viene considerato una patologia, causata dall’accumulo nel nostro corpo di scorie, che a lungo andare non permettono più il corretto funzionamento di organi e sistemi. E se si tratta di malattia allora viene spontaneo pensare a una cura o a una terapia per limitarne la sintomatologia. La menopausa si inserisce in questo meccanismo e, sempre secondo lo scienziato, potrebbe essere eliminata entro 20 anni quando si potrà interrompere e/o invertire il processo di invecchiamento.
Questo si potrà ottenere grazie alle cellule staminali e alle terapie rigenerative che permetteranno di eliminare i limiti di età sul concepimento. Insomma le stesse tecniche che vengono applicate su altri organi possono essere estese anche alla sfera riproduttiva femminile.
Secondo de Grey ci sono diverse strade percorribili e fattibili: come ringiovanire l’ovaio attraverso la stimolazione con cellule staminali, oppure creano un ovaio nuovo attraverso l’ingegneria dei tessuti. Non si tratta a quanto pare di fantascienza ma di prospettive future e realizzabili dalla medicina.
Non tutti sono d’accordo con le sue teoria (peraltro finanziatissima), altri luminari preferiscono percorrere strade diverse e forse più semplici
Come Evelyn Telfer, biologo della riproduzione presso l’Università di Edimburgo,che si sta occupando principalmente di menopausa e in particolare di menopausa precoce (definita tale quando avviene prima dei 40 anni di età).
Secondo le ultime teorie l’ovaio conserva un bacino di follicoli primordiali non sfruttati anche durante la menopausa e tali follicoli possano essere utilizzati per estendere i limiti della fertilità femminile.
Ci sono studi fatti su follicoli primordiali prelevati da giovani donne sottoposte a chemioterapia che hanno voluto preservare la loro fertilità, che hanno dimostrato che questi follicoli possono essere fatti maturare in vitro
Alcuni ipotizzano anche la presenza di uno stadio più immaturo dei follicoli primordiali nelle ovaie, che prospetterebbero una fornitura di ovociti illimitata.
