Menopausa precoce: uno studio giapponese apre le porte a nuove e concrete speranze di gravidanza

Si apre un nuovo spiraglio per chi ha visto crollare i suoi sogni per una diagnosi di menopausa precoce,  che non  lascia  speranze di gravidanza se non legate all’ovodonazione.

Le nostre ovaie a partire dalla pubertà iniziano a  maturare i follicoli, ogni mese uno solo (a parte qualche raro caso di pluriovulazione responsabile di gemelli eterozigoti)   giunge a completa maturazione liberando la cellula uovo al momento dell’ovulazione.

E questo si ripete ciclo dopo ciclo fino alla menopausa.

Ci sono donne che iniziano a manifestare i sintomi della menopausa prima dei 40 anni di età, si parla in questi casi di insufficienza ovarica primaria. Queste donne hanno pochi follicoli rimanente e l’unico modo per avere un bambino è con la fecondazione assistita grazie alla donazione di ovuli .

Ora i  ricercatori  guidati dal prof. Kawamura della St. Marianna University School of Medicine  di Kawasaki, hanno dimostrato che è  possibile attivare i follicoli rimanente in vitro e poi innestare i tessuti ovarici riattivati nelle pazienti, per ottenere cellule uovo mature. Queste cellule uovo mature vengono poi e prelevate e fecondate in vitro. Grazie a questa tecnica è stato documentato  il  primo caso di bimbo nato vivo grazie a questo trattamento.

La ricerca segna una svolta davvero importante in  questo campo ed è  pubblicata sull’autorevole rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences). E’  frutto della collaborazione con l’università di Stanford in particolare con Aaron Hsueh , professore di ostetricia e ginecologia.

Questa tecnica è stata definita IVA, attivazione  in vitro,  e non fa altro che andare a stimolare i follicoli a produrre cellule uova mature che poi possano essere fecondate dagli spermatozoi.

Le donne della nostra specie nascono con circa 800.000 follicoli primordiali. La maggior parte di loro rimane in stand-by  e solo circa 1.000 iniziano a crescere ogni mese . Solo uno di questi per ciclo mestruale  raggiunge la maturità per poter liberare la cellula uovo una volta al mese.

Anche se non è ancora noto il modo esatto con cui vengono selezionati i follicoli per la maturazione, o perché questi follicoli smettano di svilupparsi in donne con insufficienza ovarica primaria, il metodo messo a punto dai ricercatori è stato in grado di risvegliare alcune dei rimanenti follicoli primordiali inducendole a rilasciare le cellule uovo.

La ricerca ha visto sottoporsi 27 donne (età mdia 37 anni m mediamente da 6-8 anni senza mestruazioni)  con insufficienza  ovarica primaria, che hanno affrontato una procedura leggermente invasiva di rimozione di entrambe le ovaie

Tra le 27 donne , in 13 sono state trovate ovaie con follicoli residui.

Sono state frammentati i tessuti ovarici e poi sono stati reimpiantati i tessuti trattati  nel pressi delle tube di Falloppio.

I ricercatori hanno poi monitorato  le donne mediante ecografie settimanali o bisettimanali e attraverso dosaggi ormonali per rilevare  la crescita del follicolo . La crescita dei follicoli è stato trovata in otto delle tredici  donne, che sono state poi trattate con ormoni per stimolare l’ovulazione .

Di queste donne , cinque   hanno sviluppato uova mature che sono stati poi prelevate per l’ IVA . Le uova sono stati fecondate  con lo sperma di partner e gli embrioni a quattro cellule sono state congelati  prima di essere trasferiti in utero.

Delle cinque donne, una donna ha ricevuto un embrione, ma non è rimasta incinta. Due   donne si stanno preparando per il trasferimento degli embrioni o sottoposti a turni supplementari di raccolta delle uova .

Una donna ha ricevuto un embrione ed è in stato di gravidanza , mentre un’ altra ha ricevuto due embrioni e ha dato alla luce un bambino sano .

kawamura
Dr. Kawamura con in braccio il bambino nato grazie all’IVA

Dr. Kazuhiro Kawamura, professore associato di ostetricia e ginecologia   e autore principale dello studio ha rilasciato questa dichiarazione:

Anche se credevo , sulla base della nostra ricerca precedente, che questo approccio IVA avrebbe funzionato , ho monitorato la gravidanza da vicino e , quando il bambino era in una presentazione podalica , ho eseguito il taglio cesareo me stesso… Non riuscivo a dormire la notte prima dell’operazione , ma quando ho visto il bambino sano , la mia ansia si è trasformata in felicità. Ci siamo abbracciati in lacrime con i genitori.  Spero che l’IVA potrà essere in grado di aiutare i pazienti con insufficienza ovarica primaria in tutto il mondo “.

Attualmente i  ricercatori stanno cercando di capire se questo metodo possa essere applicato anche a donne che hanno altri problemi di fertilità , come coloro con  menopausa precoce causata da tumori,  chemioterapia o radiazioni, e per chi non è più fertile in una fascia di  età compresa tra u  40 e 45 anni.

Il Prof. Hsueh  sta anche valutando altre strade per evitare l’esportazione delle ovaie per procedere con l’attivazione in loco  attraverso farmaci specifici, ma per questo ci vorrà del tempo.

Bibliografia:

Kazuhiro Kawamuraa,  Yuan Chengc, Nao Suzukia, Masashi Deguchic, Yorino Satoa, Seido Takaea, Chi-hong Hoc, Nanami Kawamurab,  Midori Tamuraa, Shu Hashimotoe, Yodo Sugishitaa, Yoshiharu Morimotoe, Yoshihiko Hosoif, Nobuhito Yoshiokaa, Bunpei Ishizukad,  and Aaron J. Hsueh: Hippo signaling disruption and Akt stimulation of ovarian follicles for infertility treatment 10.1073/pnas.1312830110

Foto: http://www.latimes.com