Morbo di Basedow in gravidanza

Gentile Dott.ssa Negro,

sono una ragazza di 24 anni affetta da 4 anni da morbo di Basedow.
Attualmente la mia tiroide è molto migliorata, ho un tsh di 0,21 e un Ft3 Ft4 nella norma e prendo una pasticca di Tapazole alla settimana.

Ho scoperto di essere incinta di 6 settimane e il ginecologo mi ha sostituito il tapazole con il propiltiuracile. Il mio dubbio è, con degli esami del sangue così era necessaria la cura farmacologica?
Nonostante siano piccole dosi, c’è il rischio di malformazioni al feto e/o che il mio bambino sviluppi qualche problema alla tiroide?
Inoltre, sono già 4 anni che prendo farmaci senza risolvere il problema, seppur molto migliorato, secondo Lei dovrei intervenire con trattamenti chirurgici o continuare la cura farmacologica, una volta terminata la gravidanza?

Gentile Signora,

il suo Endocrinologo ha modificato la terapia in modo corretto infatti nel primo trimestre di gravidanza è consigliabile utilizzare il propiltiouracile per cui non sono stati segnalati casi certi di malformazione fetale. Il danno causato dal farmaco comunque è proporzionale alla dose assunta e la sua è veramente bassissima. Per cui può continuare la terapia con serenità.
Per quanto riguarda il Morbo di Basedow la sua riflessione sulla ricerca di una terapia risolutiva è corretta. Dopo il parto andrà rifatta una valutazione della sua malattia tramite ecografia, dosaggio degli autoanticorpi (TSI) e dosaggio della funzionalità tiroidea. Nel caso in cui gli esami mostrassero una malattia quasi completamente in remissione continuerei con la sola terapia farmacologica nella prospettiva di una sospensione definitiva.
Nel caso in cui la malattia dovesse “riaccendersi” (spesso accade proprio dopo il parto),  necessitando quindi nuovamente di dosi elevate di Metimazolo, le consiglio di valutare attentamente con il suo Endocrinologo la possibilità di programmare un trattamento definitivo. Infatti se la malattia non è mai andata in remissione per 5 anni difficilmente lo farà in futuro e la terapia con tireostatici a lungo andare può essere dannosa per il fegato.
Le possibilità risolutive sono due: intervento chirugico o terapia con radioiodio.  Essendo lei una donna giovane con un bambino piccolo sicuramente è più indicata la prima opzione.
Spero di esserle stata di aiuto, rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Un caro saluto

Dott.ssa Isabella Negro

 

Avrei un’altra domanda da farle. Farò a breve degli esami di controllo del tsh e degli anticorpi anti recettore del tsh perché la mia Endocrinologa negli ultimi mesi mi ha prescritto sempre controlli del tsh, senza anticorpi, nonostante la mia perplessità.
Quanto incidono sopracitati anticorpi sulla formazione del feto e della sua tiroide? Quanto è il valore che lei considera elevato? Condivide la scelta di tenere sotto controllo solo il tsh?
La ringrazio nuovamente per la sua disponibilità.
Cordiali saluti
Gentile Signora,

durante la gravidanza il sistema immunitario diventa più “tollerante” e di conseguenza anche i livelli di auto-anticorpi
scendono. E’ sufficiente avere il valore dei TSI dosati nei 6 mesi antecedenti al concepimento o al massimo all’inizio della gravidanza.
Se il valore è di poco superiore ai limiti di norma non è necessario ripeterli.
Diversa è la questione per le pazienti con un Morbo di Basedow in fase attiva durante la gravidanza,
che assumono 2-3 cp di propiltiouracile al giorno e che hanno valori di anticorpi molto elevati.
Per questo gruppo di pazienti è opportuno ripetere il dosaggio dei TSI ogni trimestre per monitorarne
l’andamento. Se i TSI sono elevati (non metto un valore perché in ogni laboratorio analisi ci sono intervalli di riferimento diversi e creerei solo confusione) passano la barriera placentare e posso causare ipertiroidismo anche nel feto.
Ritengo che lei appartenga al primo gruppo di pazienti assumendo 1 cp di propiltiouracile alla settimana.
Un caro saluto