Nicola tra senso di impotenza, impaziente attesa e grande felicità

Ciao Elena, mi chiamo Nicola sono il marito di Carla (tua affezionata lettrice) e papà di Bea.

Tra pochi mesi un piccolo cavaliere verrà a fare compagnia alla nostra piccola principessa Bea: Alessandro!

Proprio per questo mi sono deciso a scrivere qualche pensiero su quella che è stata la mia “paternità”.

Quando abbiamo saputo che stava arrivando un fagiolino nella nostra famiglia (mi riferisco a Beatrice) eravamo al settimo cielo; ammetto che inizialmente speravo fosse un maschietto, col passare delle settimane e dei mesi però mi affezionavo cosi tanto, che per me non esisteva più maschio o femmina, ma solo un nuovo arrivato, una nuova gioia, insomma il completamento della nostra vita.

Ci ha messo quasi 7 mesi a rivelarsi, furbetta e esperta come del resto è ancora adesso, ma quando l’abbiamo saputo ero la persona più felice al mondo!!!

Di quei nove mesi ci sono alcune cose che ricordo bene.

Una è la totale impotenza del papà durante la gravidanza; cercavo di aiutare Carla nelle continue nausee, a volte spaventato dalla repentinità con le quali si manifestavano e spesso era quasi Carla stessa a rassicurarmi che stava bene e di non preoccuparmi.

La situazione poco cambiava nel periodo delle lunghe sveglie, spesso Carla non riusciva a prendere sonno se non verso le 2 o le 3 del mattino, io ci provavo, volevo riuscirci, lo volevo fare per lei, forse con l’illusione di alleviarle la fatica, ma poi crollavo oppure quando ci riuscivo il giorno dopo al lavoro ero stanchissimo Sorriso.

Un’altra cosa è come viviamo la paternità durante a gravidanza; credo che il legame che si crea tra mamma e nascituro sia indistruttibile fin dai primi battiti e movimenti nella pancia della mamma.

Noi papà, dalla mia esperienza, facciamo più fatica, forse non ci rendiamo bene conto di quello che succede, dell’evoluzione “segreta” del piccolo. Si è vero , parliamo con la pancia, facciamo tante coccole a mamma e nascituro, lo rendiamo presente nella famiglia…ecco forse noi papà abbiamo bisogno di immaginarlo che già si muove e sorride in mezzo a noi, ed infatti appena partoriti, ci innamoriamo di loro e non ce ne staccheremmo mai!

La nostra idea di paternità nasce piano piano, ricordo che con Bea, una settimana dopo il termine e nessuna voglia di nascere, il sottoscritto era molto nervoso, molto impaziente, la volevo li con noi non potevo più aspettare, volevo vederla….e poi è stato amore a prima vista.

La nascita di un figlio per me è la cosa più bella al mondo, è l’esperienza più unica che ci sia, puoi girare il mondo e fare mille avventure, ma la nascita di tuoi figlio non ha paragoni.

Infine volevo ringraziare Elena per lo spazio che ha dedicato, spero di “abusarne” dopo la nascita del fratellino; noi papà nel campo della maternità e della gravidanza siamo  messi in secondo piano ( a volte ci mettiamo noi in secondo piano), un po come ai matrimoni dove tutti aspettano e guardano la sposa.

Grazie a te Elena possiamo tirare fuori le nostre emozioni, ricordare momenti belli e ridere di quelli più duri che abbiamo affrontato, grazie a  questo spazio possiamo liberare la testa dai pensieri e lasciare che si riempia delle immagini dei nostri figli, della loro nascita e della loro crescita.

Vorrei ringraziare anche Carla, mia moglie, fare i genitori è un mestiere per  cui non esiste una scuola che ti prepara, il continuo parlare, confrontarsi, accettare gli sbagli e i suggerimenti del partner fanno si che si impara sul campo e ci si possa muovere verso una direzione univoca.

Nicola