Cosa significa esattamente “rottura delle acque”?
Il bambino è circondato da liquido amniotico contenuto all’interno di un sacco amniotico. Quando questa sacco si rompe? In genere accade poco prima o durante il travaglio. Se si rompe prima che inizino le contrazioni, si parla di rottura prematura delle membrane (PROM).
La rottura prematura si verifica solo nell’8 -10 percento delle gravidanze. Quindi, nella maggior parte delle gravidanze, le acque si romperanno dopo l’inizio delle contrazioni.
Cosa succede al bambino dopo la rottura delle acque?
Il liquido amniotico contiene ormoni, sostanze nutritive e anticorpi. Rappresenta anche un cuscino protettivo per il bambino , cuscino che inizia a formarsi circa 12 giorni dopo il concepimento.
Quanto tempo può sopravvivere un bambino, una volta che si sono rotte le acque, dipende da una serie di fattori, non è possibile dare una risposta univoca
Nei casi in cui le acque si dovessero rompere in una condizione di prematurità, i bambini potrebbero sopravvivere bene per settimane con un adeguato monitoraggio e trattamento, ovviamente in regime di ricovero ospedaliero
Nei casi in cui il bambino è di almeno 37 settimane, la ricerca attuale suggerisce che potrebbe essere sicuro attendere 48 ore (e talvolta più a lungo) affinché il travaglio inizi da solo. Di solito però l’attesa si aggira al massimo sulle 24 ore.
Fondamentale il monitoraggio: l’attesa dell’inizio del travaglio deve essere constantemente monitorata.
Per tale motivo è importante che la donna si rechi subito in ospedale una volta rotte le acque o se sospetta la rottura de sacco amniotico.
Perché le acque potrebbe rompersi prima del travaglio?
I possibili fattori di rischio includono:
- indebolimento naturale del sacco causato dalle contrazioni
- infezione uterina
- clamidia, gonorrea e altre infezioni a trasmissione sessuale
- precedente parto pretermine
- fumo di sigaretta
- insufficiente assistenza prenatale
Segnali di rottura del sacco amniotico:
- sensazione di umidità in vagina o della biancheria intima
- perdite costanti di liquidi, in piccole o grandi quantità
- perdite intermittenti o zampilli di liquido, in piccole o grandi quantità
- si vede un fluido di colore chiaro o giallo chiaro che però è inodore (l’urina in genere ha un po ‘di odore)
In caso di dubbi, chiamate la vostra ostetrica o il vostro ginecologo o l’ospedale in cui andrete a partorire. Potrebbero suggerivi di andare in ospedale per fare un test specifico per capire se si tratta di liquido amniotico.
Una volta confermata la rottura delle acque verranno fatte dal ginecologo ulteriori valutazioni:
- presentazione del bambino (cefalico o podalico)
- stato di salute della mamma (presenza di eventuali infezioni)
- stato di salute del bambino (segni eventuali di sofferenza)
- eventuali fattori di rischio (es. streptococco di gruppo B)
In base alla situazione complessiva si valuterà se indurre subito il travaglio o aspettare un po’ per vedere se inizierà da solo.
Il travaglio in genere inizia naturalmente entro 24 ore per la maggior parte delle donne.
Cosa succede se il travaglio non inizia dopo la rottura delle membrane?
Ricordiamo ancora che dopo la rottura delle membrane e la perdita di liquido , il bambino riceve i nutrienti e l’ossigeno dalla placenta attraverso il cordone ombelicale. La preoccupazione principale in caso di rottura precoce delle membrane sono le infezioni sia per la mamma che per il bambino.
Anche se sempre più ricerche dimostrano che periodi di tempo più lunghi possono essere sicuri, solitamente si procede con l’induzione dopo le 24 ore dalla rottura delle membrane.
Se non sussistono fattori di rischio, i medici potrebbero anche decidere di aspettare e vedere se il travaglio inizia da solo. Questa attesa però necessita di un attento monitoraggio, anche dei valori ematici della mamma per verificare la presenza di infezioni.
Se è positiva allo streptococco di gruppo B, verrà sottoposta a terapia antibiotica dopo la rottura delle membrane per proteggere il bambino dalle infezioni.
In uno studio del 2015 che ha considerato 100 donne con rottura prematura delle membrane, il 28% dei parti si è concluso con un parto cesareo. Le ragioni di questo intervento includono il fallimento delle induzioni e la sofferenza fetale.
Esiste il rischio di morte neonatale se si aspetta troppo?
La rottura prematura delle membrane rappresenta lo 0,8 % dei casi di morte neonatale. La causa principale è l’infezione batterica che sale nel canale vaginale e raggiunge l’utero. Ovviamente , più tempo ci vuole per fa nascere il bambino, più opportunità ci sono per le possibili infezioni.
È interessante notare che una revisione Cochrane del 2017 non ha evidenziato un’enorme differenza nel rischio di nati morti in donne che sono state indotte dopo la rottura delle membrane rispetto a quelle che hanno aspettato l’inizio delle contrazioni e del travaglio spontaneo.
In conclusione
Sfortunatamente, non c’è quasi nulla che si possa fare per evitare la rottura prematura delle membrane. Alcune ricerche però mostrano un legame con il fumo, quindi se cercate altri motivi per smettere di fumare, qui ne avete sicuramente un altro importantissimo.
Tenere anche monitorate le perdite in gravidanza , alcune infezioni possono causare il parto pretermine.
In ogni caso se avete domande o dubbi o siete preoccupate di qualche sintomo chiamate il vostro medico di fiducia, è sempre meglio una telefonata in più che una in meno.