Pensare positivo aiuta a partorire

“Il successo e l’insuccesso sono la diretta conseguenza del vostro abituale modo di pensare. Quale di questi pensieri predomina in voi: il successo o l’insuccesso? Se il vostro consueto atteggiamento mentale è negativo, uno sporadico pensiero positivo non sarà sufficiente ad attirare il successo. Se invece è costruttivo, raggiungerete la meta, anche se vi sembra di essere avvolti dalle tenebre”.
Parahmansa Yogananda

Capita spesso, per le ostetriche, incontrare mamme che affrontano il percorso nascita in perfetta armonia con se stesse, fortemente connesse al proprio bambino con il quale instaurano un dialogo interiore. Questo atteggiamento è  fondamentale perchè se una donna ascolta il suo corpo e il suo bambino difficilmente  ha paura durante il travaglio e il parto.

Un atteggiamento positivo e una sana informazione di cosa succede al proprio corpo vi aiuterà tantissimo.

Il pensiero positivo

Pensiero positivo vuol dire ripetersi più volte e credere fortemente nella frase ” Io posso Farcela “.

Il  corpo vostro  è stato in grado di creare una vita, nutrirla, crescerla e sa benissimo quando e come partorire, così come il vostro bambino sa quando e come nascere.

Basta aver fiducia in voi stesse e nel vostro bambino.

Il dolore c’è e sarà forte ma ce la farete con le vostre forze, perchè una donna quando partorisce ha delle riserve di energie meravigliose che la aiuteranno durante le ore faticose del travaglio e ad occuparsi del neonato nelle prime ore di vita come solo lei potrà fare.

La paura del parto

La paura del parto, del dolore delle contrazioni bisogna affrontarla. Oggi giorno si può ricorrere all’anestesia epidurale o al cesareo per tocofobia . Ma quel dolore che tanto vogliamo annullare, dal quale ci nascondiamo, serve.

È utile perché stimola il cervello a rilasciare gli ormoni che regolano il travaglio e ad attivare l’istinto materno; vi porta a cambiare posizione in modo da proteggere i vostri tessuti e le ossa del bacino; prepara ad accogliere il bambino.

Una cosa che può aiutarvi ad affrontare con più serenità il travaglio e il parto, è creando un parto ideale. Compila una lista dei desideri, chiamato “piano del parto” così da pianificare e far sapere alle ostetriche quale sono i vostri desideri e richieste per il travaglio e parto.

Il piano del parto deve essere consegnato in reparto. Compilare un piano del parto ti porta necessariamente a doverti informare su come funziona il travaglio e parto, su cosa può ostacolarlo, aiutarlo. Chiedi alla tua ostetrica, doula o persona di fiducia ad aiutarti a compilarlo.

Dovete sapere che le procedure dell’ospedale vanno conosciute, analizzate e scelte, e messe in discussione.
Rispondere alla domanda “Come vorrei fosse il mio parto? cosa desidero per me, per il mio bambino e il mio compagno?”.

Un parto rispettato è un parto positivo

Un parto rispettato è un parto positivo perchè il vostro corpo e il vostro utero hanno bisogno di ossitocina e l’ossitocina si produce solo se siete serene e rilassate.

Siate protagoniste

Il ritmo delle contrazioni dipendono da voi: dalle parole che dite, dal modo in cui respirate, e da quanto siete informate e sostenute da chi vi circonda.

Fidatevi del vostro corpo, lasciatelo lavorare, lasciate andare le tensioni perchè il vostro bambino ha bisogno di ossigeno e se siete tese la circolazione si concentra alle estremità non irrorando in modo adeguato gli organi interni.

Respirate e imparate a mollare questa tensione, avete tutta la gravidanza per imparare a farlo. Allenate il respiro, rallentatelo e calmatelo. Imparate a fermarvi durante ogni giorno per almeno 5 minuti, sedetevi o sdraiatevi e fate dei lunghi respiri ispirando dal naso e espirando dalla bocca. Partecipate ai corsi preparto o iscrivetevi ad un corso di yoga prenatale.
Ascoltate solo storie di parti positivi.
Ogni pensiero negativo è tossico.

Rimane lì annidato nel cervello e fa crescere paure infondate che possono bloccare il parto. Non si tratta di non guardare la realtà ma quella non è la vostra realtà.

Nessuno può far nascere il tuo bambino meglio di te.
Sei la sua mamma. E lui è il tuo bambino.