Permessi per allattamento e retribuzione: risponde l’esperto

Buongiorno Dottoressa Andriolo,le spiego il mio caso; Io sono una lavoratrice dipendente della GDO con contratto d’impiegato III°Livello a tempo indeterminato 20 ore settimanali,il 25 gennaio ho partorito e dopo i tre mesi di maternita’ obbligatoria sono rientrata a lavoro con la riduzione di “un ora” lavorativa giornaliera per i
permessi di allattamento,fin qui tutto bene.Ora leggendo le varie circolari mi è sorto un dubbio,il mio datore di lavoro per l’ora non lavorata si trattiene l’importo,come s e effettivamente il mio orario di lavoro non sia piu’ di 20 ore settimanali ma di 15 settimanali.Puo’ farlo? O anche io rientro nei casi in cui spetta comunque l’intero
stipendio anche usufruendo dei permessi per l’allattamento? Sicura di un Suo interessamento la ringrazio anticipatamente e Le auguro una buona giornata e buon lavoro.

Buongiorno,

Le confermo che la legge stessa stabilisce che i riposi giornalieri detti “per allattamento” sono da considerare come delle ore lavorative a tutti gli effetti della durata e della retribuzione del lavoro (d.lgs 151/2001 art. 39). Per le ore nelle quali la madre (o il padre) usufriusce dei riposi è dovuta una indennità pari all’ammontare
dell’intera retribuzione: tale indennità è anticipata dal datore di lavoro, il quale poi la porrà a conguaglio con i contributi normalmente dovuti all’INPS (circ. INPS 112/2009).
Le consiglio di rivolgersi alle associazioni sindacali o ad un legale per tutelare al meglio la Sua posizione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Nadia Andriolo