Chiudete gli occhi e provate a ricordare il profumo della vostra mamma, ci riuscite? Quel profumo degli abbracci, delle coccole, delle rassicurazioni..
Quello di cui vi voglio parlare oggi è un profumo un po’ diverso ma pur sempre importante e che lega madre e figlio; anche se forse stavolta non occorreva uno studio scientifico per confermarlo ma già lo sapevamo bene, nel nostro cuore.
Quando ti mettono in braccio per la prima volta il tuo bambino appena nato, una delle prima cose che fa è cercare il tuo seno. Un istinto meraviglioso che salda quel legame iniziato 9 mesi prima al momento del concepimento.
Il profumo di mamma per i neonati
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne condotto da un gruppo di ricercatori francesi del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica di Digione guidati da Benoist Schaal, ha evidenziato che i neonati trovano irresistibile l’odore del latte materno.
Sarebbero quindi guidati tramite l’olfatto verso la fonte del latte e quindi i seni materni. Il richiamo arriverebbe dalle ghiandole che sono situate attorno al capezzolo anche chiamate tubercoli del Montgomery, che secernono un liquido dall’odore irresistibile per i neonati.
Fino ad oggi si pensava che secernessero liquido per proteggere i capezzoli e invece i loro ruolo è ancora più importante. Per ottenere queste conclusioni gli studiosi hanno
contato queste ghiandole erano presenti nei seni di più di cento mamme e valutato che chi aveva 9 o più ghiandole per seno, aveva meno problemi a fare attaccare il proprio bambino. Qualcosa mi dice che ora state controllando il numero delle vostre ghiandoline attorno al capezzolo!!!.
Sembra anche, sempre secondo lo studio, che alla prima gravidanza in numero di queste ghiandole sia addirittura maggiore in modo da aiutare le mamme in questa nuova avventura.
Questa scoperta potrebbe essere utile per i bambini prematuri che all’inizio vengono nutriti tramite sondino. In questi casi infatti far annusare ai bambini dall’inizio il liquido delle ghiandole della mamma potrebbe poi aiutarli ad attaccarsi più facilemnte nel momento in cui cominciano ad essere allattati al seno.
Fonte: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0007579
