Quando penso che mia madre non ha mai fatto alcuna ecografia quando aveva me nel pancione (erano “solo” gli anni ’70) mi chiedo sempre come abbia fatto.
Lei mi dice che tutto sommato era tranquilla, era seguita dall’ostetrica che le monitorava il battito e la visitava frequentemente anche perché aveva avuto precedentemente un aborto spontaneo in fase avanzata.
Ora le gravidanze sono sin troppo medicalizzate. Io stessa ho fatto più delle ecografie consigliate (le classiche tre di routine) spendendo una cifra e guidata dall’ansia di avere tutto sotto controllo.
Ovviamente è indiscutibile che è un bel ricordo avere le immagini ecografiche del proprio figlio in vari stadi di crescita. In particolare l’ecografia morfologica fatta a 20 settimane che è l’unica a inquadrare il piccolo nella sua interezza e quando è praticamente già tutto formato.
Sono indubbiamente bellissime immagini da attaccare sugli album, da mostrare agli amici…
Però sarebbe opportuno fare solo le ecografie raccomandate, una per ogni trimestre di gravidanza.
Esiste una tendenza da parte di molte cliniche statunitensi (ma noi non siamo tanti lontani per arrivarci) a fornire pacchetti di ecografie comprensive di immagini 2D, 3D, 4D. Un numero innumerevole di sedute anche lunghe con registrazioni video. Per creare una sorta di film in utero della gravidanza.
Per questo motivo recentemente la Food and Drug Administration (FDA) ha pubblicato alcune avvertenze rigorose contro l’uso eccessivo delle ecografie in gravidanza. FDA scoraggia fortemente l’uso eccessivo delle ecografie basandosi sul fatto che gli ultrasuoni riscaldano i tessuti e potrebbero arrecare danni fetali. Nonostante l’FDA riconosca che le ecografie possono aiutare a creare il legame madre figlio (il bonding prenatale) ritiene che la mancanza di benefici medici dovrebbe spingere ad evitare ecografie aggiuntive alle classiche 3 se la gravidanza procede normalmente.
Esistono studi che indicano che le ecografie sono pericolose o viceversa?
La letteratura scientifica presenta pochi studi che mettono a confronto donne che hanno avuto più o meno ecografie durante la gravidanza.E in genere le donne che fanno più ecografie in gravidanze lo fanno per un motivo preciso. Perché magari la gravidanza sta avendo delle complicazioni. Quando c’è ad esempio un ritardo nella crescita o sussistono altre problematiche.
Di solito le donne sane, a basso rischio e in caso di gravidanze fisiologiche non fanno più ecografie di quelle consigliate, cioè le tre di routine: la prima entro la 12 ° settimana, poi l’ecografia morfologica e infine quella del terzo trimestre.
Viceversa le donne che vanno incontro a complicazioni della gravidanza (gravidanze gemellari, gravidanze con diminuzione della crescita fetale, ecc) tendono a fare più ecografie.
Il confronto tra questi due gruppi diventa altamente difficile se non impossibile. Motivo per cui forse non è mai stato condotto uno studio nel modo più esaustivo possibile.
Ci sono comunque dei tentativi come la ricerca condotta in Australia (e pubblicata sulla autorevole rivista scientifica Lancet) in cui hanno assegnato a un gruppo di donne in modo random più ecografie e a un altro gruppo, sempre in modo casuale, le normali ecografie di routine. Sono andati poi a confrontare la salute fetale prima e poi quella del bambino una volta nato.
Lo studio ha visto la partecipazione di quasi 3000 donne. A metà gruppo è stata fatta fare solo una ecografia a 16-20 settimane di gravidanza, al secondo gruppo 5 ecografie (a partire da 18 settimane di gravidanza in poi) .
Sono stati valutati alla fine l’indice di Apgar, il peso medio alla nascita, il tempo trascorso in terapia intensiva, la morte neonatale, l’età gestazionale alla nascita, ecc.
Non sono state trovate particolari differenze.
C’era solo un risultato più frequente tra le donne che avevano avuto le 5 ecografie: la probabilità cioè di avere un bambino più piccolo. Il numero di neonati in questa categoria era però molto piccolo e, come notano gli autori, è possibile che questo risultato si sia verificato per caso.
Lo studio ha seguito le partecipanti allo studio e i loro bambini per un certo tempo e ha continuato a non trovare differenze tra i due gruppi. Entro il 11° anno di età, le differenze di dimensioni erano state cancellate e non c’erano differenze tra i gruppi in termini di linguaggio, problemi neurologici o comportamentali.
Una revisione Cochrane del 2010 (una meta-analisi di studi randomizzati) ha riportato che non ci sono stati effetti negativi a lungo termine degli ultrasuoni fatti prima delle 24 settimane di gravidanza, sul feto e sullo sviluppo del bambino.
Un secondo esame ha mostrato gli stessi effetti nulli degli ultrasuoni condotti nelle settimane successive.
Quindi questo suggerisce che non dovrebbero esserci problemi per il feto nel fare le consuete ecografie in gravidanza.
L’ecografia diagnostica è uno strumento estremamente utile e importante in ostetricia: permette di valutare la morfologia fetale, la posizione fetale, di eseguire l’amniocentesi ad esempio, o di monitorare un ritardi di crescita o il flusso del cordone ombelicale.
Quindi è più che raccomandato fare le 3 classiche ecografie ostetriche durante la gravidanza.
Newnham JP, Evans SF, Michael CA, Stanley FJ, Landau LI – Effects of frequent ultrasound during pregnancy: a randomised controlled trial. Lancet. 1993 Oct 9;342(8876):887-91.
Newnham JP1, Doherty DA, Kendall GE, Zubrick SR, Landau LL, Stanley FJ.- Effects of repeated prenatal ultrasound examinations on childhood outcome up to 8 years of age: follow-up of a randomised controlled trial.- Lancet. 2004 Dec 4-10;364(9450):2038-44.
Whitworth M, Bricker L, Neilson JP, Dowswell T. Ultrasound for fetal assessment in early pregnancy. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 4. Art. No.: CD007058. DOI: 10.1002/14651858.CD007058.pub2
Bricker L, Neilson JP, Dowswell T. Routine ultrasound in late pregnancy (after 24 weeks’ gestation). Cochrane Database of Systematic Reviews 2008, Issue 4. Art. No.: CD001451. DOI: 10.1002/14651858.CD001451.pub3
