Racconti di parto: Annalisa e la nascita di Gioele

Eccomi qui, mancano 2 mesetti al fatidico giorno… e sì, dovrò rifare i conti con le contrazioni e quella sensazione di esserci solo io.
Sono quasi passati 3 anni, ma il ricordo del mio primo parto è lucido e lampante nella mia mente.
Tutto è iniziato il 22 dicembre 2012, andai all’ospedale per un controllo in quanto era tutto il giorno che non sentivo nessun movimento e la pancia diventava durissima, quindi si contraeva in maniera abbastanza regolare, ma non avvertivo nessun dolore, andai più per far un fare ai miei famigliari che per me, io ero assolutamente tranquilla.
Mi ricordo che il medico mi disse di stare tranquilla, era tutto chiuso, super sigillato e che avrei passato tutte le feste da tranquilla (la mia DPP era il 23/12/2012).

Tornai a casa, mangiammo cena ma il mio appetito era svanito (non mi sono tolta la fame per 9 mesi), verso le 23.00 andai a coricarmi. Sentivo che qualcosa non andava,  non stavo bene avevo un forte senso di nausea. All’ 1.00 dissi a mio marito che era meglio che guardassimo un film sul divano in quanto non riuscivo più a stare coricata, avevo lo stomaco in subbuglio. Effettivamente il mio corpo si stava preparando: andai in bagno e mi accorsi di aver perso il fatidico “tappo” che fino a quel momento non avevo ancora ben capito cosa fosse.Tornai in cucina e iniziai a girare attorno al tavolo. Il senso di nausea era alle stelle. Alle 2.00 ebbi la prima contrazione, fortina, mi ricordo che mi fermai e mi piegai in 2 dal dolore. Mio marito, non so ancora adesso come fece, ma aveva già il cronometro in mano (questa fu una delle prime cose che mi mise un po’ di ansia).

Seconda contrazione 2.03, sempre della stessa intensità. Mio marito era vestito sulla porta di casa con le chiavi della macchina in mano, la mia borsa e mi disse: “dai andiamo!!!” (questa fu la seconda cosa a mettermi decisamente più ansia…).

Sinceramente io volevo aspettare ancora un po’ in quanto mi hanno sempre detto e spiegato che per correre in ospedale bisognava aspettare la rottura delle acque, o per lo meno di avere le contrazioni regolari per un lungo lasso di tempo.
2.06 altra contrazione, sempre fortina, da dover smettere di fare qualunque cosa e aspettare che finisse.Inutile dirvi che sono partita con la maglia del pigiama, i pantaloni della tuta, e un asciugamano: avevo paura si rompessero le acque in macchina.

Casa – ospedale sono circa 30 km, le mie contrazioni erano regolarissime 1 ogni 3 minuti. Arrivati in ospedale scena comica, mi prende la contrazione quando ho un piede dentro e l’altro fuori dall’ascensore e non potevo muovermi, avevo mio marito che mi teneva le porte aperte,  meno male che era notte e praticamente non c’era nessuno!

Arrivata in reparto mi visitano subito, l’ostetrica mi disse che era tutto chiuso, ero solo “morbida”, sembrava volessero mandarmi a casa poi dopo qualche minuto arrivò la dottoressa  che volle visitarmi di nuovo, mi fece tossire e mi comunicò che ebbi rotto il sacco in alto e che quindi non potevo tornare a casa.
Mio marito andò solamente a recuperare la mia borsa in macchina e io andai alla camera. Il dolore stava aumentando di contrazione in contrazione, ero nel corridoio aggrappata al muro che non sapevo già più dove stare. Ad ogni contrazione già mi lamentavo molto.

Arrivò mio marito e mi accompagnò su e giù per il corridoio, ma da quel momento c’eravamo solo io e il dolore.
Dopo pochi istanti l’ostetrica mi disse:”Ma signora se ora fa così dopo cosa pensa di fare??” (questa fu l’unica nota dolente del mio parto).

Io le risposi semplicemente: “Guardi che io ho male davvero!”, devo essere stata super convincente in quanto decise di visitarmi di nuovo. Erano passati solo una decina di minuti dalla visita precedente, ma ero contenta:

“Le chiedo scusa signora..” così esordì l’ostetrica “è già di 4 cm, la trasferiamo subito in sala parto, ha tutte le motivazioni di questo mondo per lamentarsi..”

Ricordo che entrai in sala parto, mi coricai sul letto e il dolore era insopportabile, mille pensieri mi passarono per la testa… ma comunque c’ero sempre io con il mio dolore.

La dottoressa mi visitò subito e mi disse:” sei praticamente dilatata, manca pochissimo, questa contrazione che arriva non spingere,  ma da quella dopo inizia pure” L’ostetrica per farmi coraggio mi disse:” Dai, ci sei… gli ultimi sforzi, sei all’arrivo, un paio di spinte ed è fuori, dai che facciamo veloce…” (le ultime parole famose)   IO CI HO CREDUTO!!! saranno state le 3.00.

Il mio gigante Gioele è nato alle 8.23 del 23 dicembre 2012, pesava 4 kg tondi ed era lungo 52 cm.

Non so se è stata colpa mia che non spingevo in modo adeguato o se la sua testolina era davvero così grand,  ma ad un certo punto ricordo che la dottoressa mise un braccio sul mio ventre per non farlo più tornare indietro e da li a poco uscì prima la testa e li ritornai al mondo reale . non c’ero più solo io e il dolore ma c’ero io, il dolore e mio marito, finalmente lo sentivo di nuovo e mi dava la forza per finire questo percorso. Ancora una spinta e via finalmente uscì tutto,  finalmente lo appoggiarono su di me ed ero davvero la persona più felice del mondo, in quel momento non sentivo più nulla, né il dolore né la stanchezza,  nulla.

In quel momento eravamo io, mio marito e il nostro bambino.

Sono uscita dall’ospedale e il mio pupo non aveva ancora mangiato nulla, andai a prendere il latte in farmacia e per 2 giorni andò avanti a latte artificiale, io però lo facevo attaccare sempre prima del bibe e il 29 dicembre mi arrivò il latte, tantissimo latte. Abbandonai il bibe e lo allattai esclusivamente al seno. Iniziò a prendere 500 g la settimana…. ero super felice….

Adesso sono in attesa del fratellino di Gioele e tra qualche tempo dovrò di nuovo fare i conti con il parto. Sinceramente spero solo di non dover spingere 5 ore. quindi fatemi tanti in bocca al lupo!

Ah.. e mentre che ci siete sperate anche che non esca di 4 kg, se pesasse poi solo 3,5 kg io sarei contenta lo stesso

Grazie di avermi letta… e in bocca al lupo a tutte!!!!

Annalisa