Racconti di parto: Annourka e la nascita di Fabio

Leggendo qualche racconto di altre mamme ho proprio pensato “wow viene quasi voglia di farne un altro!”
Quando invece penso anzi ripenso al mio mi vengono i brividi. Poi passano subito perché il mio cucciolo mi dimostra ogni giorno quanto ne sia valsa la pena.
Avevo come termine una certa data e invece il signorino stava molto comodo in pancia e cosi dopo 7 giorni di attesa mi hanno scollato le membrane, la prima volta tra l’ altro durante una visita di controllo e senza prima spiegami nulla o avvisarmi.
Non vi dico quanto mi abbia ferita psicologicamente quella  mossa a tradimento che tra l’ altro mi ha causato dei doloretti fastidiosi per tutto il giorno. Nonostante questo  il piccolo principe se ne frega altamente e continua a starsene buono in pancia. Vado avanti con controlli e monitoraggi e arriviamo a 9 giorni: ulteriore manovra di scollamento stavolta altro medico molto più gentile  e preparato. Sapevo che entro due giorni sarei dovuta essere ricoverata perché il mio ospedale non faceva superare le 41+3.
Il giorno dopo vado in ospedale senza alcun sintomo, tutta arzilla, stavo benissimo ma avevo delle perdite di sangue leggerissime, che sapevo essere dovute alla manovra ma per sicurezza mi sono fatta visitare. Già  che ero lì, ho firmato per il ricovero per l’induzione.
Induzione effettuata con fettuccia la mattina; la cosa strana è che ho passato la giornata intera con le neo mamme distrutte dal parto e coi loro pupetti mentre io camminavo per i corridoi con la mia enorme pancia e stavo benissimo!!
Verso sera iniziano dolori tipo mestruali e continuano per tutta la notte. La mattina dopo ho così male che non posso più stare distesa  a letto, posso solo appoggiarmi coi gomiti al letto stando in piedi causa schiena mitragliata dalle contrazioni.
Nell’arco della mattinata mi hanno visitata e monitorata, e alla fine verso l’ ora di pranzo mi lasciano direttamente in sala parto tranquilla al buio a soffrire con delle contrazioni allucinanti ma ero dilatata solo di 3 cm.
Mi dicono che il marito poteva ancora rimanere al lavoro tanto mancava ancora tempo. Salto il pranzo perché sono in sala parto e mi rompono le acqua perché vedono che la testa preme tantissimo (infatti me la sono anche fatta addosso la pipì) Chiedo che venga mio marito e acconsentono. Lui arriva carico di cibo che gli avevo chiesto ma mi proibiscono di mangiare e bere per evitare problemi di vomito.
Ad un certo punto tra uno strillo e l’altro sento di dover spingere. Di corsa mi fanno stendere su un lettino stavolta in sala travaglio (io ho fatto le cose al rovescio) e inizia la fase delle spinte dove ogni volta sentivo che mancava quel pochino per farla completa. Mi mettono in piedi ma non ho forza sulle gambe, la testa ad un certo punto perfino risale! L’ho sentito benissimo e vi giuro è come ripartire dal via al gioco dell’ oca.
L’unico mio pensiero era partorire prima di cena perché avevo fame. M ala testa non usciva. Alla fine in pochissimi secondi sono piombate in stanza un sacco di persone: ginecologo per tagliarmi e, questa è una delizia,  pediatri perché si sospettava sofferenza fetale. Qualcuno mi premeva la pancia e poi è spuntata la ventosa. Ho avuto i brividi alla frase “ lei marito si sposti”. Ho temuto che mio figlio potesse avere problemi per l’uso della ventosa e vi assicuro che  è stato terrificante.
Invece alla mia ultima spinta gliel’hanno solo appoggiata sulla nuca per aiutarmi a spingerlo fuori e per fortuna verso le 17 è nato il mio piccolo bisonte:  di 4,2 kg per 52 cm e,  ci tengo ad aggiungere,  ben  37 cm di circonferenza cranica. Porca miseria se li ho sentiti!!!!!
Io  ero sfinita e quando me l hanno appoggiato sul petto sono solo riuscita a dire “ non ce la faccio ho paura che mi cada” non avevo più forza nelle braccia. La seconda delizia sono i colpetti sulla pancia aspettando che esca la placenta  e la terza delizia sono i punti.Io ricordo con più dolore quelli rispetto al parto forse perché ero stremata.Ho aspettato 5 ore prima di essere portata in camera ma non riuscivo ad alzarmi e alla fine sono svenuta. La mia vera poesia è iniziata il giorno dopo: solo dopo aver passato la notte a divorare ogni genere di cibo delle macchinette e aver riposato da sola in pace.
Dopo un anno meditiamo e lavoriamo per il secondo quindi, anche se non ho dimenticato quel dolore, la gioia che subentra dopo fa guarire ogni ferita!!!