Dopo una gravidanza difficile mi auguravo un parto più semplice. Me lo meritavo, invece mi sono voluta distinguere fino alla fine!
Quel lunedì avevo fatto il monitoraggio: zero contrazioni nonostante fossi alla quarantesima settimana. A malincuore mio marito era dovuto ripartire per lavoro,con la speranza che la bimba gli desse il tempo per tornare. Ma quella dispettosa verso mezzanotte ha cominciato a farsi sentire tramite le contrazioni. Ho voluto aspettare le 6 del mattino pe avvisare mio marito. Si era fatto 700 km e volevo che si riposasse prima di ripartire.
Alle 8 del mattino l’ostetrica mi dà il permesso di chiamare l’anestesista, ma lui mi risponde che non può venire perchè è in sala operatoria. Io disperata gli chiedo di mandarmi un suo collega.Intanto mi dilato molto velocemente e di mio marito nemmeno l’ ombra.
L’ anestesista che si presenta decide di farmi l’ epidurale nonostante fossi dilatata di 7 cm. Le contrazioni erano forti e dopo 10 tentativi falliti,decide di farmi un altro tipo di anestesia che dura solo 2 ore. Un’ostetrica gentile fa partecipare mia madre a tutto il travaglio, cosa insolita per la politica dell’ ospedale. Io chiacchiero con lei e sono tranquilla.
Alle 14 sono dilatata completamente ma la bambina non vuole scendere. Dopo un’ora il ginecologo mi dice di cominciare a spingere. Intanto quella schifezza di anestesia è terminata e comincio a sentire le pene dell’ inferno. Arriva mio marito ma il ginecologo lo caccia dalla sala parto. Incomincia la pantomima: ogni volta che il dottore esce dalla stanza, mio marito entra. Alla fine il dottore cede e lo fa rimanere. Nel frattempo mi viene anche la febbre. Nasce un’intesa tra me e il dottore: riesco a respirare bene e a tollerare il dolore, finché dopo 2 ore di spinte, il dottore mi dice che mi praticherà l’episiotomia e che poi io dovrò spingere forte. Senza anestesia il dolore è fortissimo e faccio un urlo da cantante lirica. Poi mi fa la manovra e io penso di morire. Chiedo di potermi fermare ma mio marito eccitato mi dice di non fermarmi perchè la bambina sta uscendo. Urlando all’ inverosimile,pratico l’ultima spinta e la bambina esce. Me l’appoggiano sulla pancia e dopo pochi secondi me la portano via. Sono stanca e non faccio caso che la bambina non ha pianto.La bambina non respira e la portano subito in terapia intensiva. Mi lasciano all’ oscuro. Io vorrei dormire. La faccia del dottore intanto si oscura, io ho una forte emorragia e necessito urgentemente di una trasfusione.La pressione minima è a 10. tutto il personale corre per me. Intorno a me ci sono almeno 6 persone che mi fanno in contemporanea prelievi ,flebo e trasfusioni. Ho partorito alle 17.30 e a mezzanotte mi hanno detto che ero fuori pericolo.
Anche la bambina è fuori pericolo e sta bene. La vedo x la prima volta dopo 4 giorni. Mi tremano gambe e braccia come accade a chi vede l’amato durante i giorni dell’ innamoramento.
Piano piano arrivo alla porta di terapia intensiva e finalmente scoppio in un pianto liberatore. . .
Anto