Racconti di parto: Desiree e la nascita di Christian

Erano le 6 di mattina di domenica 26 giugno, a tre giorni dalla DPP, quando mi sveglio con il classico dolore da ciclo, solo un po più forte. Vado in bagno e noto una macchiolina di sangue negli slip, ma non dico nulla a Gianni, mio marito. Doveva giocare tutto il giorno per un torneo di calcetto, io dovevo raggiungerlo il pomeriggio, ma decido di rimanere a casa a farmi lunghe docce. Solo che le contrazioni sono sempre ogni 10 minuti e vanno avanti così tutto il giorno fino alle 2 di notte, quando diventano più intense e più vicine. Sveglio Gianni e gli dico: ” andiamo a fare un controllo, male che vada mi rimandano a casa…” E infatti dopo un’oretta di monitoraggio e una visita mi dicono: “dilatazione di 1 cm, torna domani pomeriggio. E’ vero le contrazioni ci sono, ma sei ancora troppo sorridente!”.

Così torniamo a casa, e fortunatamente riesco a dormire un paio d’ore. Le contrazioni continuano e tra docce e bagni arrivano finalmente le 16. Altra mezz’ora di monitoraggio, visita e questa volta finalmente mi ricoverano perchè ho 3 cm di dilatazione. Non mi mettono in sala parto, mi danno una camera in reparto e ci rimango per 3 ore con mio marito che mi cronometra le contrazioni che sono ogni 4 minuti.

Alle 20 raggiungo la sala parto, ci sono solo io e così scelgo quella con la vasca (inutile visto che non l’ho usata) e comincia il bello. Le contrazioni sono sempre più forti, alle 21 c’è il cambio ostetriche (due ragazze giovanissime e molto gentili), una di loro mi visita e sorpresa… sono dilatata di 4 cm!!! Ma come!?! Dopo quattro ore solo un cm!?!!!

Alle 21.30 si rompono le acque e i dolori sono sempre più forti, ma mio marito è sempre vicino a me a tenermi la mano e a darmi forza.

Verso mezzanotte l’ostetrica insiste per mettermi l’ossitocina ma io la rifiuto, nel frattempo altra visita e sono dilatata de 6 cm… Lo sconforto è totale, comincio a piangere perchè sono stanca, il dolore è insopportabile e mi sto dilatando molto lentamente. L’ostetrica mi consiglia di stare in piedi, con una gamba appoggiata su uno sgabello perchè la testina del bambino è storta e fa fatica a scendere. Passa un’altra ora, cambio posizione, a carponi sul letto e dopo varie insistenze accetto l’ossitocina. E fa effetto perchè dopo un’ora comincio a sentire il bisogno di spingere. Mi fanno alzare in piedi e aggrappata al collo di Gianni via spinte a non finire. Non ho mai urlato tanto in vita mia. Non per il dolore, ma mi sembrava di avere la forza di spingere di più. Tra una spinta e l’altra vedo che mi mettono dei teli sotto e l’ostetrica mi controlla con uno specchietto e tra me e me penso: “che bello, partorirò in piedi abbracciata al mio amore…” E invece no. In un secondo spariscono tutte per tornare con una sedia a rotelle dicendomi: “siediti qua e vieni con noi”. Sono le 3 del mattino e io non capisco più nulla. Mi portano nella sala parto delle emergenze (lo so perchè ce l’avevano spiegato al corso pre-parto) che si riempie di gente e in 5 minuti succede tutto.

La gine mi pratica l’episiotomia (non ho sentito nulla) e provano una ventosa, che fortunata come sono non va, ne provano un’altra e sembra che funzioni… L’ostertica intanto sale su una scaletta e mi dice: “quando arriva la contrazione io ti faccio la manovra sulla pancia, ti farà male, ma tu spingi più che puoi!”.

Più male di così muoio penso, ma è un attimo, arriva la contrazione, caccio un urlo da guinness e Christian esce subito con una spinta sola! Il marmocchietto aveva ben 4 giri di cordone attorno al collo e alla pancia! Non lo sento neanche piangere, tagliano il cordone e lo porto via subito. Gianni mi bacia e io gli dico: Cos’aspetti?! Vai dal bambino!

Nel frattempo esce la placenta e cominciano a ricucire, io ho le gambe che tremano e mi viene da piangere, ma passa subito perchè dopo poco arriva Gianni col nostro fagottino lavato e vestito e me lo da tra le braccia! Che emozione unica! E’ buono, non piange e mi guarda con due occhietti bellissimi! Gianni mi dice che sta bene, pesa 2.885kg ed è lungo 50 cm.

Poco dopo, in una stanzetta dove mi tengono un paio d’ore sotto controllo, col mio bambino attaccato al seno dico a mio marito: “amore, non avrei mai pensato di provare tanto dolore, ma ne è veramente valsa la pena!”

Ed è vero, sono passati pochi mesi, ma rifarei tutto, perchè l’emozione di diventare mamma è talmente grande che fa sparire tutta la paura e il dolore. Partorire il mio bambino è la cosa migliore che ho fatto in tutta la mia vita!!!

Desy e Christian