Lunedì 19 luglio 2010: data presunta parto.
Sabato 24 luglio 2010: ancora nulla si muove.. uffa.. non ne posso più!
Speravo che nascesse il 21 perché è anche il giorno del nostro 5° anniversario, ma niente! Sono l’unica del gruppo pre-parto che ancora ha la panciona, le altre sono già tutte felicemente alle prese con l’allattamento!
Io sto proprio bene con la mia megapanciona: tutti mi coccolano, tutti si preoccupano per me, al supermercato addirittura la gente in fila alla cassa si sposta per farmi passare avanti! Io c’ho preso gusto.. anche perché dopo la nascita di Alice nessuno più calcolerà me! Sarà (giustamente) lei al centro dell’attenzione!
Quindi non ne posso più: non per il peso della pancia (se mai per il peso del “didietro”!), non per il caldo, non per i piedi un po’ gonfietti, non per paura, non per impazienza,.. ma perché mi ha proprio stufato la gente che per strada dice continuamente: “ ancora niente??”, “sei ancora li??”, “basta! dai sforna!”, ecc… addirittura gli sconosciuti al mercato mi fanno battutine del tipo: “signorina è sicura che non siano 2??”, oppure: “signorina stia attenta a non partorire qui!”.
Vivere in un paesino significa che tutti ti conoscono, quindi da circa 10/15 giorni è un continuo susseguirsi di commenti di questo tipo.. ma io dico: se si sono stancati loro.. pensate me!! Tra l’altro devo fare con calma e prendere il momento giusto perché devo beccare il giorno e il turno in cui sia in ospedale la mia amica Chiara, ostetrica, che spero tanto sia li ad aiutarmi a mettere al mondo questa creatura: mi darebbe molta tranquillità in più.
Oggi in piscina, stasera pizzetta all’aperto con gli amici. La serata passa tranquilla. Al tavolo della pizzeria nella metà femminile della tavolata, ovviamente(ma in questo caso con piacere) si parla di me e della mia pancia che sembra crescere a vista d’occhio! Racconto alle amiche che tra 2 giorni avrò la visita della 41ma settimana in ospedale e che ho una gran paura di arrivare all’induzione del parto.. preferirei che tutto avvenisse naturalmente, ma se a 41 settimane + 3 giorni Alice non avesse ancora deciso di venire al mondo, sarò ricoverata per procedere con il parto indotto! Quindi gel, ossitocina e via dicendo..
Si va a casa e sento un leggerissimo dolorino al bassoventre, ma mi dico “era talmente leggero che forse l’ho solo immaginato.. o forse semplicemente la piccola si è mossa”. Vado a letto e come al solito fatico ad addormentarmi per via degli spasmi alle gambe. È l’unico disturbo che mi ha davvero infastidito in questa gravidanza: la circolazione alle gambe mi ha dato un po’ di problemini di sonno. Proprio a me, dormigliona come sono! Va beh.. a fatica, ma riesco a d addormentarmi.
Domenica 25 luglio 2010: sono le 6 circa, non ho ancora aperto gli occhi e sento che Daniele, come sempre, dorme con la mano sulla mia pancia.. che dolce! Lui tra un oretta deve alzarsi per andare al lavoro. Pian piano mi sveglio.. e come al solito mi scappa fortissimo!!! Però stamattina ho un leggero dolore continuo alla pancia.. è come un dolore mestruale, ma leggero leggero leggero. Cerco di rotolare da qualche parte per vedere di riuscire a scendere dal letto (ardua impresa!) e vado in bagno, mi accorgo che “forse” è uscito il tappo mucoso. Torno a letto e rendo partecipe papino di ciò che sta accadendo. Insieme, pur essendo consapevoli che un dolore così leggero e la perdita del tappo mucoso non comporta il ricovero, decidiamo di andare in ospedale. Magari mi visitano e mi fanno un tracciato.. così capisco all’incirca quanto manca e come devo comportarmi! Ho bisogno di sapere qualcosa anche se non è il momento giusto. Questa ultima settimana dopo l’ultima visita è stata luuuuunghissima!
Sono circa le 7 e durante il breve tragitto in macchina il dolore aumenta, è comunque molto sopportabile, ma mi accorgo che non è più continuo come prima.
Arriviamo in reparto, non vedo ostetriche al day-ospital, quindi mi avvicino ad un infermiera in fondo al corridoio e le spiego la situazione: lei mi dice di accomodarmi in una panca e va a chiamare un ostetrica.
Passa 1 minuto e sento che la porta delle sale parto si apre ed esce lei: CHIARA!! Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Che bello, ho centrato il turno giusto: brava Alice!
Si avvicina ridendo e mi dice: “Ah sei tu che hai perso il tappo!! Ma sei sicura di averlo cercato bene?? Non lo trovi proprio??”. Ci facciamo una sana risata e mentre mi accompagna a fare il monitoraggio mi spiega che il suo turno è appena iniziato e che dopo il tracciato mi visiterà..
Mi siedo in poltrona e mentre mi allaccia gli elastici e i sensori mi chiede se ho mangiato qualcosa.. A quel punto ci rendiamo conto che nell’entusiasmo di sapere che entro poco avremmo conosciuto Alice, ci siamo dimenticati di fare colazione.
E dire che al corso pre-parto ci hanno spiegato bene che quando si va a fare i tracciati bisogna fare una bella colazione perché il piccolo deve essere sveglio! Va beh.. l’euforia fa brutti scherzi, quindi Chiara mi porta 2 fette biscottate e una piccola confezione di marmellata, Daniele mi prepara i bocconcini e intanto il dolore aumenta.. sempre di più! Mi sforzo di mangiare ma mi viene la nausea, non riesco!
Non so quanto tempo sono stata attaccata alla macchina, forse 1 oretta o più, Daniele controllava i numeretti su display al momento della contrazione e mi avvisava quando iniziavano a diminuire perché significava che la contrazione stava passando. Così ci passavamo il tempo, io cercando di non vomitare e lui “monitorando il monitoraggio”!!!
Finito il tracciato Chiara torna e questa volta con lei c’è… boh! Non so come si chiama, non mi sta molto simpatica, comunque è una allieva che la segue ovunque va. Fa e osserva qualsiasi cosa faccia lei: compresa la mia visita. Uff.. doppia visita quindi, va bene che in gravidanza ci si abitua, ma in questo caso è diverso: uno perché sei impaziente sempre di sapere come va e cosa succede, e in questo caso c’è da aspettare la fine della seconda visita; due perché questa visita è diversa dalle altre, dato che si esegue DURANTE la contrazione: AHI! Anzi.. doppio AHI!! Va beh.. anche questa è passata.. Chiara mi spiega che sono dilatata solo di 2 cm. E che devo aspettare il medico che deciderà cosa fare, ma mi anticipa che, come avevamo previsto, sicuramente mi dirà di tornarmene a casa ad aspettare le contrazioni più forti e regolari. Ok. Attendiamo a sedere in una panca di legno lungo il corridoio del reparto, un po’ scomoda e scivolosa. Più attendo più i dolori aumentano, ma il medico sta facendo il giro delle visite, quindi, ci sarà da attendere ancora un po’.
Ad un certo punto alla nausea si aggiunge un bel giramento di testa che mi accompagna per circa 5 minuti, a quel punto chiedo a Chiara se posso stendermi da qualche parte, per paura di svenire, e lei mi accompagna in una camera al di fuori del reparto: sulla porta c’è scritto POST-AMNIOCENTESI. “Così puoi rimanere quanto vuoi intanto che la dottoressa non arriva!” mi dice. Mi stendo. Nel frattempo Daniele avverte mia mamma e nel giro di pochissimo arrivano in ospedale anche i miei genitori e mia sorella. Tutti in camera post-amniocentesi a controllare le contrazioni sempre più forti!!
Tra nausea, contrazioni e giramenti di testa si avvicinano le 11.30 e la dottoressa è pronta per ricevermi. Finalmente il mio turno!! Il dolore è sempre più forte e io per aiutarmi a sopportarlo “vocalizzo” se così si può dire… dai, urlo un po’! La dottoressa controlla le stampe dei miei tracciati e Chiara la ragguaglia riguardo la visita eseguita. Mi dice “Sarebbe il caso di tornare a casa perché la dilatazione è ancora indietro, ma la vedo molto sofferente quindi la ricovero, tanto tra 1 ora sarebbe di nuovo qui!”. Mi ha letto nel pensiero! Facciamo le carte per il ricovero, Daniele scende a prendere le borse in macchina e Chiara mi accompagna direttamente in sala travaglio/parto, dato che oggi è una giornata tranquilla e sono tutte e 4 libere saltiamo il passaggio camera.
Quando col gruppo pre-parto ci hanno fatto visitare le sale parto avevo deciso di scegliere la sala verde perché la rosa è troppo rosa, quella azzurra è troppo azzurra, la gialla ha la vasca, come la verde, ma è troppo poco gialla!!! Per via delle contrazioni mi sono completamente dimenticata di chiedere di andare nella verde, ma tutti oggi sembrano leggermi nel pensiero e Chiara mi sistema proprio nella verde!
Sono le 12 e lei inizia a riempire d’acqua la vasca per il travaglio, io mi appoggio al letto un attimo mentre aspetto “babbo” che arrivi con le borse (siamo in sala parto, quindi da ora in poi lui non ha più un nome proprio, si chiama babbo e basta!).
Questione assistenza al parto da parte del papà: lui è indeciso, ha pensato che avrebbe deciso al momento. Forse farebbe volentieri a meno di entrare, ma probabilmente si sentirebbe in colpa a lasciarmi sola in un momento di bisogno. Perciò per evitare di fasciarci la testa prima del tempo abbiamo pensato di decidere solo quando sarebbe stato indispensabile. Mi piacerebbe se lui fosse con me in quel momento, mi aiuterebbe a sopportare molto meglio il dolore, ma non voglio forzarlo a fare nulla! Fatto sta che quando lui arriva con le borse, Chiara chiude la porta! Senza rendersene conto stava decidendo di assistermi, anche se nessuno glielo ha chiesto. Ops! Nella frenesia ce ne siamo dimenticate!
Intanto che la vasca si riempie, Chiara controlla il battito fetale con un arnese piccolino simile ad una presa per accendisigari. Sono le 13 e la vasca sta aspettando me!! Chiara mi spiega che con l’acqua calda le contrazioni dovrebbero diventare più sopportabili e mi dice che mia mamma e mia sorella sono fuori dalle sale parto che aspettano. “Se vuoi dato che le altre sale parto sono libere e sei l’unica in travaglio ora, posso farle entrare! Ti va?”. Le dico un si frettoloso visto che la contrazione stava arrivando e mi sistemo dentro l’acqua.
Che meraviglia mancano solo le bollicine dell’idromassaggio!!
“Che meraviglia” solo per i primi 5 minuti.. ad un tratto l’acqua calda trasporta il dolore delle mie contrazioni dalla pancia alla schiena!! Che dolore tremendo, mi sembra di impazzire e comincio come una matta a dire “Chiara chiama l’anestesista, voglio l’epidurale.. da sola non ce la faccio!”. Chiara: “Ce la fai, ce la fai!”
Tra una contrazione e l’altra mi rendo conto che “babbo” è li ma forse non vuole starci.. non ha avuto il tempo di decidere!!
“Guarda che se non te la senti puoi uscire tranquillamente! Fai quel che credi, non c’è problema per me!” gli dico. Lui mi fa cenno di no con la testa e si allontana un secondo dalla vasca. Dopo 2 secondi sento che la contrazione sta arrivando: “Nooooooooo, solo questa, solo questa, stai qui un attimo!!”. Finisce la contrazione e si allontana per bere… Dopo pochi secondi: “Nooooooo, solo questa, solo questa, stai qui un attimo!!”. Insomma.. se anche fosse voluto uscire, non l’ho lasciato decidere!!!
Il tempo nella vasca sembra lunghissimo. Ad un certo punto: “Chiara, forse mi scappa la cacca!” e lei “Forse non è cacca! Stai li altri 15 minuti così è passata un oretta, poi esci e ti visito di nuovo!”. Ok, capo!
Sono le 14 circa. Esco dall’acqua, mi asciugo un po’ e nel frattempo fanno uscire nonna e zia. Mi stendo sul letto (l’unico momento del travaglio in cui tocco il letto!). Chiara mi visita (poi mi visita anche l’altra antipatica) e mi dice che sono a dilatazione completa! Evvaaaaaaiiiiiiiiiiiiii! Ci siamo! Chiara rimette un guanto e penso: Ancoooora?? E lei: “Aspetta perché le membrane sono ancora intatte!” e me le rompe! Che sensazione! Sembra che la pancia si stia sgonfiando!! Pensa quando uscirà Alice..
“Quando arriva la prossima contrazione puoi provare a spingere. Proviamo?”.
PPAAUUUUURAAAAAAAAAA!
No, dai, ce la faccio! Proviamo!
Inizio a dare qualche spinta, poi “Chiara io devo ancora fare la cacca!” e lei: “ Se vuoi vai in bagno, ma non è quello!”.
Vado in bagno. (aveva ragione non è quello!) “Chiaraaaa! Però mi sembra di star meglio qui sopraaaaaa!”
Esco dal bagno e mi hanno preparato a fianco al letto uno sgabello bucato con vari teli sotto.
Io mi siedo e Chiara fa sedere “ babbo” sul letto, dietro di me. Regolano l’altezza del letto in modo che le sue braccia passino sotto le mie ascelle. È il mio schienale umano! Woooow!
Mentre ci sistemiamo Chiara si trasforma. Cuffia, Guanti, camice, mascherina con paraocchi di plastica trasparente, ecc…
Ricomincio a spingere, e più spingo più una parte (la parte bassa) del dolore diventa continuo. Penso: deve essere la testa che scende sempre di più e sta passando nella parte più stratta del bacino.
Tra un po’ la vedo! PPAAUUUUURAAAAAAAAAA!
Chiara mi spiega che per ogni contrazione devo provare a dare almeno 2 spinte, anche 3. Ok, proviamo. Mi sistemo con le mani sulle mani del Babbo e impugno i suoi pollici tipo joystick: quando spingo tiro, quando rilasso spingo. Non mi chiedete perché!
Chiara: “…e due! Dai un’altra! Ce l’hai ancora la contrazione??”
Io: “No!”
Lei mi tasta la pancia: “Bugiarda, ce l’hai ancora!!!”
Io: “No, no, non è vero.. è finita!!!”
PPAAUUUUURISSIMAAAAAAAAAA!
“Dai, scema che se spingi bene tra 2 spinte nasce! Cosa facciamo la lasciamo li dentro??”
“Ooooooook..”
Chiara si gira per prendere degli altri teli azzurri nell’armadietto alla sua sinistra. Il mio sgabello è girato verso la porta ed in quel momento la porta si apre. Entra Luciana, l’ostetrica che ha appena montato il turno e che deve dare il cambio a Chiara. Mi guarda ed esclama: “èhppperòòòòò! Stiamo a buon punto qua!”.
Chiara: “Eh si!” e con me: “Ora! Spingiii!!”
Spingo con tutta la forza che ho, e forse anche con quella che non ho!
Urlo con tutta la forza che ho, e forse anche con quella che non ho!
Esce la testa!
Wow! Che sensazione.. mi viene il fiatone solo a scriverlo!
“Ha tanti capelli?” e Chiara: “Se guardi giù la vedi!”
Abbasso la testa e vedo una testolina di capelli neri… non ci posso credere!!
Allora è vero.. era nella mia pancia!!
Un’altra MEGAspinta ed esce il corpo: questa è la sensazione più bella, liberatoria, soddisfacente, appagante, piacevole… in quel momento sarebbe potuta accadere qualsiasi cosa. Tutto quel dolore, quella fatica, quel sudore, quelle grida.. e poi tutto ad un tratto beatitudine, tranquillità, benessere, serenità, FELICITÀ!
Mi giro dal Babbo (ora con la B maiuscola), ci scambiamo un bacio, siamo commossi e curiosissimi di conoscerla! Guardo l’orologio davanti a me, sono le 14.19. Ora tutto procede velocissimamente perché abbiamo scelto di donare il sangue del cordone ombelicale, per cui Chiara si sbriga: taglia il cordone, aspira il nasino, passa Alice a Luciana che la porta su un fasciatoio per pesarla, pulirla e fare tutto ciò che si deve nei primi istanti di vita. Intanto Chiara mi chiede di sistemarmi sul letto mi da in mano un telino azzurro pulito e un paio di forbici con attaccato il cordone ombelicale che penzola da me… O_o ??? Ho in mano il cordone ombelicaleeeee??? Ohmmmioddioooo!
Ok, facciamo finta di nulla.
Mi stendo sul letto e da questo momento i ricordi sono un po’ confusi e non so se in questo ordine: arriva il medico, fanno il prelievo per la donazione del cordone, mi dicono che non possiamo fare la donazione perché il sangue è troppo poco, mi portano Alice e proviamo subito ad attaccarla al seno (è bellissima: naso bocca testolina.. tutto disegnato alla perfezione! Siamo stati proprio bravi!) si attacca subito benissimo, mi fanno spingere per espellere la placenta, fanno uscire papà a dare la notizia ai nonni che aspettano fuori, la dottoressa inizia a cucire 6 punti per lacerazione, intanto Luciana mi fa 2 punture sui fianchi (dice che servono per aiutare l’utero a contrarsi), io scatto talmente tanto per i punti che mi tolgono la piccola dalle braccia ed intanto la portano a fare il primo bagnetto, papà rientra per assisterla, finisce il ricamino, mi lavo un po’, mi metto la camicia da notte, dico a papà di guardare bene come si mette il pannolino, lui viene da me, prende il mio letto e lo sposta vicino all’ostetrica che sta mettendo il pannolino, le diamo la tutina e il body da mettere ad Alice, ricominciamo la poppata di tanto buon colostro, fanno entrare i nonni, foto di rito (sono tutte verdi per via del riflesso delle pareti della stanza), telefonata a mia nonna per dare la notizia, spuntino (barretta alla marmellata),…
Alle 15.30 circa (non mi ricordo) mi portano in camera col letto, la piccola è nella sua culla con Babbo che la sta spingendo davanti a me e penso: ADESSO VIENE IL DIFFICILE!