Racconti di parto: Manu e la nascita di Maximilian

15 settembre 2011. Esattamente una settimana oltre il termine e ancora non si muove niente. Faccio diversi monitoraggi, ormai conosco tutti i dottori e le ostetriche dell’ospedale. Mi danno ancora due giorni di tempo, poi mi faranno l’induzione. Ormai ho perso ogni speranza, ancora non mi si sono rotte nemmeno le acque!

16 settembre 2011. Ecco la svolta! Sono le 5:00 di mattina, avverto dei dolori mestruali non molto forti ma abbastanza regolari, credo ogni mezzora. Non so se sia già tempo di andare in ospedale, forse è troppo presto, ma essendo il primo figlio e non sapendo esattamente come sono le contrazioni, decido di andare. Avverto Tom (il mio ragazzo) e mia mamma. Verso le 11:00 partiamo. Mi visita la dottoressa di turno, sono dilatata di 3 cm, ancora troppo poco per far nascere il bambino, ma troppo per farmi tornare a casa. Mi consiglia di andare a camminare nel giardino dell’ospedale e di fare su e giù dalle scale il più possibile per stimolare la dilatazione. Dopo due ore di giri vari sono ancora ferma a 3-4 cm. Mi viene proposta l’agopuntura, massaggi con oli essenziali, continuo movimento, si pensa che il bimbo possa nascere stanotte?! Ma nonostante la buona volontà di tutti, arrivati a sera di nascita ancora non se ne parla. Il team del secondo turno decide che è ancora troppo presto e purtroppo devo aspettare tutta la notte. Sono un po’ amareggiata, perché mi ero illusa che avrei partorito proprio oggi.

Non mi mandano a casa, ma mi tengono ospedale… sarà una notte indimenticabile! In stanza con me c’è, infatti, un’altra ragazza nella mia stessa situazione. Ci danno un antidolorifico per riuscire a dormire un po’, perché comunque le contrazioni ci sono e sono anche abbastanza forti! L’antidolorifico ci stordisce non poco, straparliamo e ridiamo tantissimo fino al mattino dopo. Ovviamente arrivo al fatidico giorno completamente cotta, ma con una nuova amica! …comunque le risate devono avermi fatto bene, sono dilatata di 5 cm !!!

17 settembre 2011. Qualcosa inizia a muoversi, ma molto lentamente… mi fanno il clistere, che, per quanto possa essere fastidioso e traumatico, mi fa passare qualche minuto divertente da sola chiusa nel bagno a ridere di me stessa e dei miei rumori! Le contrazioni aumentano e diventano sempre più intense. Sono le 11:00 e finalmente mi dicono di andare in sala parto. Sono un po’ stordita ancora dalla notte precedente, ma l’emozione e l’ansia iniziano a salire, tra poco – penso tra me e me – vedrò il mio bambino !!! Il “tra poco” dura esattamente altre 6 ore… le sei ore penso più tragiche, più buffe e più emozionanti di tutta la mia vita! Le contrazioni ci sono, è aumentata l’intensità, ma sono ancora troppo irregolari. Mi rompono le acque, m’iniettano un po’ di ossitocina e da questo momento in poi mi ricordo proprio poco… Tom è sempre di fianco a me, mi tiene la mano, mi aiuta a respirare, mi massaggia la schiena, la sua presenza è fondamentale. Sono stanca, odio tutti e tutto, il mondo intero, le ostetriche, i dottori, il lettino, la flebo, la sala parto… non ne posso più! Decido di giocarmi il jolly dell’epidurale, ma ormai sono dilatata di 8 cm! Non ci potevo pensare prima? O meglio perché nessuno mi ha ricordato questa possibilità? Ma quanto dura ancora il tutto? L’ostetrica mi tranquillizza con un manca poco, cosa che mi ripete ogni dieci minuti e che quasi le costa l’avambraccio destro… Ad un certo punto arriva il primario, per il quale non nutro molta simpatia e mi chiedo che cosa sia venuto a fare…ci manca solo lui! Non sono abbastanza l’ostetrica, l’assistente e la ginecologa??? Con aria arrogante dice “allora, a che punto siamo qui?” guardandomi, come se volesse anche una risposta da parte mia?! Il bambino non riesce ad uscire, io spingo da un’ora e mezza e sono stremata, non ho più energie, non dormo e mangio poco da due giorni, il piccolo è bloccato nel canale e a quanto pare ha la testa troppo grande per la mia conformazione fisica… ma il team dei dottori insiste, ce la dobbiamo fare naturalmente.

A mali estremi, estremi rimedi: il primario decide di premere la mia pancia dall’esterno con il suo gentil gomito, a momenti mi spacca le costole e l’odore proveniente dalle sue ascelle m’innervosisce particolarmente, lo spingo via, ma lui fa due nuovi tentativi, ignorando completamente il mio stato. Non succede niente ed io sono esausta !!!  Preso forse da pietà, finalmente da ordine di farmi l’episiotomia. Nel giro di un nanosecondo sento un calore in mezzo alle gambe, una sensazione di liberazione mi pervade. Un vagito ed è sul mio petto, bello sporco di vernice, il suo odore me lo ricorderò per sempre. Sono le 17:11 del giorno 17.09.2011. Mi giro verso Tom e gli dico con le lacrime agli occhi “il nostro Maximilian è qui”, un puffetto di 3,450Kg per 52cm! Manu & Maximilian