Racconti di parto: Maya e la nascita di Roberto

Sono Maya e questo è il mio racconto della nascita di Roberto.
La mia prima gravidanza è successa in un momento un pò particolare della mia vita.Avevo 18 anni e avevo appena finito la scuola superiore.Quando l’ho saputo nella mia testa passava un film di tutto quello che avevo scelto per me e tutto quello a cui dovevo “rinunciare” se la volevo portare avanti.
Purtroppo il mio fidanzato al saperlo mi   disse di non volere il bambino.
Tra litigate e ritorni con lui, ogni giorno avevo ancora più paura di quella che sarebbe la reazione di mio padre. “Oh Dio, mio papà che mi ha sempre detto che se un giorno sarebbe successo mi amazzava, come facevo a dirglielo?”
Il prènatal ho deciso di iniziare da sola.
Tra il nascondere le cose a mio padre(vi chiarisco che, con mio papà ho un rapporto di amicizia estremo, e quindi fare quello per me era come tradirlo) e le pressioni psicologiche fatte dal mio fidanzato per optare per un’aborto, ero ogni giorno più infelice.
Non mi sentivo pronta per essere mamma, crescere un piccolino come me, ma solo la idea di toglierli la vita mi massacrava.
Quando avevo quasi 5 mesi (non avevo ancora detto niente alla mia famiglia e essendo tanto magra, la pancia neanche si vedeva), mio fidanzato decise  di lasciarmi, usando come scusa il fatto che neanche ci credeva che il bambino era suo.
è la prima volta che racconto veramente tutto questo a qualcuno… Nella mia immaturità e nella mia fragilità di donna incinta, al sentire le sue parole, il mondo mi è crollato addosso.
Una settimana prima del compleanno di mio padre, ero da sola a casa, e senza neanche immaginare cosa fare, mi sono lasciata andare per le parole che mi giravano ancora in testa.Non volevo abortire, ma non vedevo neanche un senso per andare avanti.( Probabilmente adesso qualcuna di voi pensa : “Ma mentre tantissime donne non riescono ad avere figli questa da ascolto a un imbecille?”).Era cosi, era il mio primo fidanzato, e per me iòl mio unico grande amore, come facevo ad andare avanti senza di lui???
Sono stata trovata a casa mia svenuta dopo un’alta ingestione di tranquillanti.
La mia famiglia è riuscita a intervenire in  tempo e non abbiamo subito nenssun danno né io né  il bambino. Mio padre solo in quel momento ha scoperto la gravidanza.
Oggi mi vergogno tantissimo e anche soffro se pensare che sono stata debole fino ad arrivare a quel punto.
Mio padre non voleva più parlare con me (magari per la delusione, o per il fatto che io non mi sono fidata di lui). E’  stato al mio fianco tutto il periodo che mancava alla nascita di Roberto.
Il mio fidanzato in quel periodo era completamente sparito.
La previsione per il parto era il 17 febbraio, e l’ansia iniziava a farsi sentire.
Devo ammettere che i miei famigliari anche se delusi,  mi sono stati vicino e mi hanno dato la forza di andare aventi.
Nel giorno 18 di febbraio, mi sono svegliata con una voglia incredibile di lasagne, e siamo andati fuori città dove abitano i genitori della compagna di mio papà per mangiare.
Appena siamo arrivati, sentivo che c’era qualcosa che non andata.Sono andata in bagno e sanguinavo.Mio padre nel tentativo di non farmi piangere mi diceva: “guarda, è normale si sanguina prima dell parto”.Ma io sapevo che c’era qualcosa che non andava.
Non avevo dolori, ma il sanguinamento si è intensificato dalla casa all’ ospedale e quello mi preoccupava.Non avevo mai visto mio padre guidare in quel modo,siamo arrivati all’ ospedale in tempo record.
L’ asciugamano su cui mi  ero seduta sopra era completamente bagnato di sangue.Dopo la prima visita, uno spavento per la quantità di sangue uscito e la conferma: un distaccamento di placenta.
Per migliorare la mia situazione, Roberto in quelli ultimi giorni si era girato ed era podalico.
La dottoressa ci ha dato due opzioni:
Aspettare che il bambino si girasse, e usare dei farmaci per indurre un parto normale o fare il cesareo d’emergenza.
Mentre aspettavamo, la quantità di sangue perso si è intensificata ancora e io sono stata portata in sala operatoria.
Mio padre bravissimo mi è stato a fianco  curandomi e assicurandomi che andava tutto bene e che non dovevo preoccuparmi. E’ stato lui la prima persona a prendere mio figlio in braccio.
Non credo proprio che sarò in grado di spiegarvi quello che ho sentito in quel momento, vedendo per la prima volta quel bambino che mi aveva salvato la vita.
Devo solo dirvi che, la nascita di Roberto mi ha cambiato il modo di vedere il mondo.
Vi racconto tutto questo col gli occhi pieni di lacrime, per me non è mai stato facile parlare di quello che è successo.Ma una cosa posso veramente assicurarvi: un figlio è capace di cambiarci la vita!
Oggi Roberto ha 4 anni.
E devo dirvi che non c’è un solo giorno che io non ringrazi a Dio per averlo protetto.