
Ore 5.57 del 16 Gennaio 2011, questa contrazione è la più forte di tutta la notte che ho passato inbianco. Stringo tra le mani il piumone (rigorosamente Ikea!) e “Splash!”, sì sì proprio “Splash!” :leacque si rompono. Faccio un balzo felino (per quanto possa essere agile una balenottera di 70 kgcon un carico sporgente sul davanti) e mi metto in piedi di fianco al letto, l’acqua continua a“scorrere”.
Acchiappo un asciugamano, mi tolgo la maglia del pigiama e butto tutto sul pavimento.In 3 nano secondi passano nella mia testa all’incirca un milione di pensieri, appoggio le mani sullapancia e parlo con la mia Nanetta “Tutto ok patata? Mi sa che ci siamo…tu stai bene?”.Ok, riordino le idee e tra me e me penso “Dunque…cosa avevano detto al corsopreparto?…Contrazioni ogni 5 minuti, aspetti un’ora e poi vai in ospedale…..Rottura acque, preparatie vai in ospedale…”Ok, oh cavolo!, devo andare in ospedale subito!Sì…ok…devo chiamare Alessio (il mio compagno. Fa l’infermiere e ovviamente aveva il turno dinotte ed io ero a casa da sola!): telefono > ultime chiamate >scorro i numeri > alessio*…suona ma peccato che dall’altra parte del telefono c’è Simona (no, no!Alessio non era con Simona (lo so cheavete pensato male!))..avevo sbagliato a cercare il numero!“Pronto?!?”“Simo, mi si sono rotte le acque! Ma adesso chiamo Ale!”“Arrivoooooooooo!!”.Vi risparmio una serie di passaggi…chiamo Alessio che proprio in quel momento era in pausa estava andando a riposarsi (che tempismo!)“Amore, mi si sono rotte le acque!”“Ma veramente????”Ma che cavolo di risposta è “Ma veramente”, vabbè!
Ore 6.20 Alessio entra in casa, lo accolgo mentre cerco disperatamente di infilarmi i calzini, siamopronti, la valigia è già in macchina, prendo la cartelletta con tutti gli esami, giacca, cappello e….cifermiamo 30 secondi davanti alla porta di casa: era l’ultima volta di NOI 2 in quella casa, al nostroritorno saremmo stati IN 3 !
Quella mattina la guida veloce e spericolata del mio compagno non mi dava per nulla fastidio,volevo arrivare in fretta anche se non avevo dolori, stavo alla grande ma il pensiero di mia figlia“asciutta” non mi piaceva! 🙂 L’ospedale dista pochi minuti da casa nostra, alle 6.30 sono già sotto monitoraggio e mandomessaggi alle amiche di Periodo Fertile (Kikka, Yle e Jeje), sempre nei miei pensieri!Il dottore mi visita dopo circa 40 minuti di monitoraggio, tutto ok, leggerissima dilatazione ma nulladi che. I dolori iniziano a farsi sentire ma ancora li sopporto. Nel frattempo arrivano Simona ed Emanuele (entrambi infermieri e amici nostri), mi fannocompagnia e coccolano il mio compagno, emozionato e stremato dalla notte lavorativa.Passa il tempo, vengo ancora messa sotto monitoraggio e visitata, a questo punto perdo lacognizione del tempo e i dolori sono tremendi.
Le contrazioni diventano regolari e sia che Alessio ciaddormentiamo sfiniti tra una contrazione e l’altra.Il travaglio ha inizio signori e signore! Cerco di stare tranquilla ma proprio non mi viene facile!Nel pieno del mio dolore (e del totale rimbambimento di Alessio) fa capolino nella stanza unasuora…in preda ai deliri del travaglio penso di avere un’allucinazione! Io non sono credente e questavisita, in un momento così particolare, mi ha dato da pensare!(tralascio la serie di imprecazionilanciate nella mia testa contro quella povera donnina).
Passa il tempo e io imploro il mio compagno di chiamare l’infermiera per l’epidurale!Era ancora presto per l’anestesia ma mi portano comunque in sala parto….bhè…mi trascino in salaparto, accompagnata da una santa OSS che pesava 1/3 di quello che pesavo io e mi reggeva con una forza immensa! Arriva l’anestesista, le contrazioni sono fortissime e ravvicinate, eccola…. l’epidurale! Il Limbo!
Chiacchiero con le ostetriche “nuove” (nel frattempo è cambiato il turno), vicino a me c’è Luciana(un’amica infermiera in patologia neonatale) che mi aiuta e mi consiglia per la respirazione,scambiamo 4 parole intanto che cammino un po’ (la dilatazione era di 5 cm) e mi massaggiano laparte basse della schiena. Mi sdraio di nuovo ed ecco che di lì a poco sarebbe successo di tutto! Le contrazioni del mio utero sono impazzite (contrazioni tetaniche) ed andavano a comprimere ilcordone della mia Nanetta che per difendersi si è bradicardizzata (ha diminuito i suoi battiti cardiaci), mi hanno iniettato un farmaco che ha regolarizzato il suo battito ma ha mandato me in tachicardia. Io nn mi sono accorta di molto perchè l’epidurale stava facendo il suo dovere, ma vedevo del movimento intorno al mio letto e Alessio che tentava di calmarsi.
Fanno passare del tempo per vedere se mi dilato e se la situazione si stabilizza, ma….nulla! Io non mi dilato e la situazione peggiora, la mia bimba stava soffrendo e bisognava intervenire. La ginecologa mi spiega tutta la faccenda e conclude con “Dobbiamo fare un cesareo d’urgenza”.“Ok” è stata la mia risposta, e Alessio mi ripete le parole della ginecologa. Era preoccupato per me,ma io in quel momento pensavo solo al bene della Vita dentro di me e se quella era l’unica via permetterla al mondo al diavolo la “naturalezza” del parto e tiratemela fuori sana!!(scusate laschiettezza!).
Mi preparano per l’operazione, anestesia totale. Ricordi nulli per un lasso di tempo di circa 3 ore. Ricordi colmati dai racconti di Alessio che ha assistito a tutto l’intervento, con l’angoscia di chi ha paura che la propria compagna di vita potrebbe non svegliarsi. Alle 15.32 nasce la nostra Carola Sofia, 3740 grammi per 51 cm e un sacco di capelli neri.L’operazione ha avuto una piccola complicazione, nel tagliarmi hanno “toccato dentro” la vescicache non era nella sua posizione normale…della serie “la sfiga ci vede benissimo!”…questo inconveniente mi ha portato a tenere il catetere per 7 giorni (io lo chiamavo la mia ShoppingBag…bisogna ridere anche di queste piccole disgrazie!).La mia piccola sta bene, io sto a pezzettini, Alessio è distrutto: questo è il bilancio della famiglia!I nonni e gli amici aspettano fuori.Mio padre entra nella saletta dove mi hanno messo per il risveglio. Piange. Ride. Mi sussurra parole dolcissime. Il mio “papo” è per me padre, madre, fratello, amico e Forza.
Ore 20.30 circa vedo per la prima volta Mia Figlia. Penso sia un miracolo. La saluto: “Ciao Nanetta!”. Lo vedo, ha riconosciuto la mia voce. Sorrido. Ora va tutto bene. Ora niente potràdistruggermi. Sarò forte per te Bambina Mia.Vi scrivo queste righe mentre Carola dorme qui accanto a me, la guardo e penso che la vita nonpoteva farmi regalo più bello. E’ uno scricciolo di perfezione, un cucciolo bisognoso d’amore.La mia Nanetta.