Racconti di parto: Francesca e la nascita di Riccardo

Quando tutto è iniziato avevo 24 anni compiuti da qualche mese…dopo 9 anni di fidanzamento sentivo che avevo bisogno di quel qualcosa in più, era nato in me un fortissimo desiderio di maternità.

Mi confronto con il mio compagno e si sa come sono gli uomini.. sentono la parola “figli” e si crea il panico!

Decidiamo però (dopo qualche mese) di assecondare quello che da mio era diventato il nostro desiderio di creare una famiglia e senza farsi attendere troppo, al primo tentativo, sono comparse le tanto attese due linee rosa!

In quel momento ho provato un sacco di emozioni tutte insieme: felicità, paura e chissà cos’altro.. però una cosa era certa; quel test di gravidanza fatto dopo un giorno di ritardo il 07/02/2015, nella data in cui 9 anni prima eravamo diventati una coppia, adesso nello stesso giorno ci permetteva di diventare una famiglia!

Da quella sera è iniziato un viaggio stupendo durato quasi 40 settimane.

Ho passato una bellissima gravidanza, ho solo avuto qualche problemino dalla 20esima settimana, poiché avevo iniziato ad avere delle leggere contrazioni e durante la morfologica la ginecologa si era accorta che il collo dell’utero si era un po’ accorciato.

Tutto sommato niente di grave, ho fatto solo qualche controllo in più e per un paio di settimane ho preso qualche ovulo di progesterone, ma ho continuato a fare la vita di sempre (ovviamente dietro indicazioni della ginecologa).

La mia data presunta del parto era il 16/10/2015, sapevo comunque che avrei probabilmente partorito prima per il fatto del collo dell’utero che piano piano, ad ogni controllo, si accorciava sempre di più, quindi avevo provveduto giù un mesetto buono prima a preparare la valigia per l’ospedale.

Sabato 26/09/2015 era una bella giornata di sole a Milano e con mia mamma e il suo compagno siamo andati a cambiare uno smanicato che avevo comprato per il mio piccolo in arrivo. Ricordo che era qualche giorno che mi sentivo esausta e pesante e anche quel giorno le sensazioni erano le stesse.

Oltre a questo, quel pomeriggio ad ogni curva in macchina sentivo il mio pancione (era davvero grande poiché avevo moltissimo liquido amniotico e anche il bambino era grandicello secondo le ecografie) che si spostava in modo anomalo, sensazione difficile da spiegare però ricordo come fosse ieri che scherzando ho fatto la battuta a mia mamma dicendo: “guarda che con tutte queste curve va a finire che mi fai partorire!”.

Dopo aver passato un paio d’ore tra macchina e negozio sono tornata a casa e neanche a dirlo alle 16:45 mi si sono rotte le acque! Ero al telefono con il mio compagno che stava andando alla partita di calcio ..giusto in tempo.. retromarcia e di corsa a casa dal nostro bimbo che aveva fretta di uscire!

Devo dire che in quel momento ho provato le stesse emozioni confuse di quando ho scoperto di essere incinta; ero felice perché sapevo che da lì a poco avrei conosciuto il mio piccolino, ma avevo anche un po’ di paura.. sapevo per sentito dire che il parto è molto doloroso, ma per me era la prima volta quindi effettivamente non sapevo cosa aspettarmi.

Con calma (sono stata l’unica a riuscire a mantenerla in quei momenti) ho chiamato l’ospedale per avvisarli del mio arrivo, mi sono preparata, ho asciugato il lago che avevo fatto in giro per casa, ho preso la valigia e sono scesa dal mio compagno che nel frattempo era arrivato.

Arrivo in ospedale con una pancia piccolissima, perché durante il tragitto ho perso tantissima acqua (ricordo perfettamente la sensazione che ho provato.. sembrava veramente un fiume in piena) , mi fanno il tracciato, mi visitano (dilatata di 3 cm) e mi ricoverano; un’oretta dopo la rottura delle acque iniziano le contrazioni.

Fino a quel momento non avevo sentito niente se non qualche piccola contrazione ogni tanto ma direi sopportabilissima.

Tutto ad un tratto alle 18:45 circa inizio ad avere le contrazioni regolari ogni 3 minuti e diventano sempre più intense; mi chiedono se voglio farmi una doccia calda per alleviare il dolore e in preda al panico accetto senza pensarci.. avrei accettato qualsiasi cosa in quel momento!

Finalmente con l’aiuto di un’ostetrica “imparo a gestire le contrazioni attraverso la respirazione e tutto mi sembra più sopportabile”, ma poco dopo sento il bisogno di spingere. Rimasti soli chiedo al mio compagno di chiamare qualcuno.. arriva un’altra ostetrica che perplessa mi dice che è passato troppo poco tempo per essere già pronta a spingere, ma io insisto e le dico che ho come la sensazione di “dover andare in bagno”.

L’ostetrica si convince e finita quella dolorosissima contrazione mi visita.. mi mette su una sedia a rotelle e mi porta in sala parto; ero dilatata di 8 cm!

Alle 20:00 ero in sala parto e poco dopo ero completamente dilatata e pronta per spingere.

Ricordo perfettamente che soffrivo tantissimo e imploravo chiunque entrasse nella stanza di farmi il cesareo! (ovviamente nessuno ha accettato)

Il mio bimbo era in una posizione un po’ strana e io facevo molta fatica; ad ogni spinta mi sembrava di impazzire da quanto era doloroso.. però grazie al mio compagno, all’ ostetrica Valentina e al resto del personale presente in sala e perchè no, anche grazie alla mia forza (in fin dei conti noi donne in quel momento siamo forti e diamo tutte noi stesse) alle 23:35 del 26/09/2015, a 37+1 è nato Riccardo.. 3,160 kg x 50 cm di amore.

Finalmente dopo tanto dolore avevo il mio bambino tra le braccia e in un attimo mi sono dimenticata di tutto quello che avevo passato nelle ultime ore.. è proprio vero quello che si dice, nonostante il dolore lo rifaresti altre 1000 volte!

Da quel giorno la nostra vita è cambiata in meglio, Riccardo ci riempie la vita con i suoi sorrisi e a breve festeggeremo un anno di questo fantastico viaggio che è iniziato proprio quando mi è stato appoggiato sul petto in quella sala parto e ho realizzato di essere diventata mamma.

Ci tengo a ringraziare tantissimo l’ostetrica Valentina e in generale il personale del reparto maternità dell’ospedale Niguarda di Milano, non avrei potuto chiedere di meglio.

Un abbraccio a tutte voi,

Francesca

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