Salve a tutte, mi chiamo Veronica e oggi voglio raccontarvi i miei due parti e la differenza tra i due.
Nell’Ottobre 2013 ero pronta per dare alla luce il mio primo figlio. Ero alla settimana 39+4 ed ero in casa con mio marito quando iniziai ad avere delle strane sensazioni:piccole contrazioni e un lieve dolore alla schiena.
Ci rechiamo in ospedale per eseguire il tracciato e appena arrivati sento che sta iniziando il travaglio così andiamo al PSO. Fortunatamente il mio ginecologo è di turno e dal tracciato non risultano contrazioni.
Sto per andare a casa ma prima vado a fare pipì ed ecco che si rompono le membrane (acque). A quel punto il ginecologo mi prepara il foglio di ricovero. Dopo circa un quarto d’ora inizia il calvario:eseguo benissimo la respirazione ma ad ogni contrazione straziante e dilaniante, mi sento morire e il bimbo con la sua testolina spinge fortissimo e di conseguenza io voglio spingere. Avendo ancora il collo chiuso, le ostetriche mi dicono di non spingere assolutamente e per nessuna ragione, di non assecondare il bimbo altrimenti mi sarei lacerata.
Non avete idea di come sia difficile trattenere quell’impulso!
Trascorrono 6 ore, sono le 3 di notte.: mi visitano e sono dilatata solo di 1 cm e mezzo.
Alle ore 5 arrivo a 7 cm e mi portano in sala parto direttamente con il letto su cui sono seduta.
Luci soffuse, ambiente super accogliente, due ostetriche con un bel sorriso sul volto che mi dicono:”Dai che tra poco abbraccerai il tuo piccolo”
Io sono esausta e ancora devo cominciare. Passano circa venti minuti e si completa la dilatazione. Non voglio dilungarmi ma dopo ben due ore di spinte eseguite con una forza disumana, le due ostetriche si guardano negli occhi, vedo che stanno perdendo le speranze, nonostante vedessero già la testolina del mio cucciolo. C’è qualcosa che non va. Chiamano la ginecologa di turno ( il mio l’aveva già finito alle 21 della sera prima).
Appena la dottoressa entra controlla la situazione e urla:” Questo bimbo da qui non potrà mai uscire, non vedete che questa donna ha le ossa del bacino strettissime?Preparate la sala operatoria, cesareo d’urgenza!”
Sentire quelle parole è per me un sollievo, una liberazione!
Mi portano in sala operatoria sostenendomi dalle braccia, mi fanno sedere sul lettino operatorio e mi dicono che avrei sentito un pizzico alla schiena. Con i dolori lancinanti delle contrazioni io ovviamente non ho sentito nessun pizzico; dopo qualche istante perdo la sensibilità dalla vita in giù e mi sento in paradiso. E’ una delle sensazioni più belle che io abbia mai provato in vita mia.
In un baleno nasce Riccardo, Kg 3.430.
Il post-parto è un po’ pesante, la vescica ha subito un forte trauma e quindi combatto con l’incontinenza urinaria per un bel po’.

La seconda gravidanza
Dopo esattamente 15 mesi, una nuova gravidanza: il ginecologo mi dice che avrebbe programmato il parto cesareo. Gravidanza trascorsa serenamente, solo che alla visita mensile( 34 sett.) il ginecologo mi dice che il bimbo è un po’ piccolo, ma non ci soffermiamo molto sulla questione.
Alla 37 sett. ero a casa e comincio ad avere dei fortissimi brividi di freddo e lungo la schiena. Brutta sensazione, decido di misurare la temperatura è a 38.0°C.
Chiamo il ginecologo pensando mi dicesse di prendere il paracetamolo, invece mi ordina di correre al pronto soccorso perchè la febbre alla settimana in cui mi trovo è pericolosa per il bimbo.
Corro in ospedale, nessuno riesce a spiegarsi il motivo di questa febbre (asintomatica). Mi mettono sotto tracciato e i battiti del bimbo sono di circa 220 al minuto:panico generale.
Mi dicono che è la mia febbre a causargli la tachicardia, per cui infinite flebo per fare abbassare la temperatura.
I battiti velocissimi si sentono anche in corridoio e tutti si fermanoo e dicono :”Cos’ha questo bimbo?”
Un battito assordante che non dimenticherò mai: il ginecologo di turno mi dice che se continua in quel modo, la stessa notte mi avrebbe fatto il cesareo. Passa tutta la notte e non si decidono. Vogliono risolvere la questione della febbre per aspettare qualche settimana ancora..
Al mattino,la febbre non c’è più. Arriva la ginecologa mi fa una ecografia e mi dice:” Questo bimbo è troppo piccolo, non è cresciuto, e c’è poco liquido amniotico”
Ordina subito il cesareo.
Chiamo il mio ginecologo che era già stato avvisato dalla dottoressa, e mi conferma che sarebbe arrivato da lì a breve.
Mi preparano e scendo in sala operatoria: l’ansia al massimo, come mai il mio bimbo è così piccolo?
Stavolta sento il “pizzico” dell’anestesia, sento un forte dolore.
Appena tirano fuori il mio cucciolo restano tutti sconvolti perchè il bimbo presenta 3 nodi lungo il cordone ombelicale. Durante la gravidanza facendo capriole varie e avendo il cordone lungo aveva formato ben tre nodi che ovviamente impedivano il passaggio del nutrimento e dell’ossigeno.
Giorgio pesa kg 2,500, ha la pelle rosso scurissimo per via del cattivo nutrimento. I l neonatologo lo visita immediatamente e l’ossigenazione è al 100 %.Non ha subito nessun danno cerebrale.
Lo tengono in incubatrice per qualche ora e appena ha bevuto tutto il latte in un baleno, me lo portano salito in camera.
Ora ha 11 mesi ed è un bimbo perfetto e meraviglioso.
Lo hanno chiamato ” il bimbo miracolato”: il mio ginecologo mi disse che se non avessi avuto quella febbre che non si sa nemmeno da dove sia venuta, non sarei andata in ospedale non avremmo scoperto questa anomalia e probabilmente il mio bimbo se ne sarebbe andato dentro di me.
Ripresa post-parto velocissima, dolorosa ma velocissima per mia forza di volontà, e voglia di occuparmi del mio Giorgio e di Riccardo che mi aspettava a casa.
Grazie per aver letto il mio lungo racconto.
Veronica