Le attuali linee guida dell’OMS affermano che dopo un aborto, sarebbe meglio aspettare 6 mesi prima di ricercare una nuova gravidanza per ridurre il rischio che accada di nuovo.

Un recente studio invece afferma che concepire un bambino entro i sei mesi dalla perdita, non rappresenta un rischio maggiore di avere un nuovo aborto spontaneo.
Ci sono sempre stati pareri discordanti in materia e infatti ogni medico la pensa a suo modo) e anche questo nuovo studio, pubblicato nella rivista British Medical Journal, ha i suoi limiti.
La ricerca è stata condotta dall’ ‘Università di Aberdeen, in Scozia: i ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche di più di 30.000 donne e hanno scoperto che un concepimento avvenuto entro i sei mesi era associato a un più basso rischio di incorrere in un secondo aborto spontaneo, o gravidanza ectopica rispetto a chi concepiva 6-12 mesi dopo.
L’obiettivo dello studio era quello di determinare l’intervallo di tempo ottimale da lasciar passare tra l’ aborto spontaneo e la ricerca di una nuova gravidanza . In particolare è stato esaminata l’associazione tra il tempo trascorso dall’aborto e il rischio di un ulteriore aborto spontaneo. E’ generalmente diffusa la convinzione che le donne che subiscono un aborto spontaneo abbiano un rischio leggermente aumentato di incorrere in un secondo aborto. mentre quanto attendere per riprovare dopo una esperienza negativa, è una questione lungamente dibattuti.
Alcuni medici ritengono che sia meglio aspettare per aumentare le possibilità di recupero fisico ed emotivo prima di cercare una nuova gravidanza. Altri pensano che un ritardo non migliorerà la probabilità di avere un risultato migliore e che rimanere incinta di nuovo e presto aiuterebbe la coppia nel superare la perdita precedente. La questione è ulteriormente complicata dal crescente numero di donne che cercano di avere un figlio dopo i 35 anni, quando diminuisce ulteriormente la possibilità di concepire e portare a termine la gravidanza.
Questi i risultati dello studio in forma sintetica.
Donne incluse nello studio: 30.937 Di queste:
- il 41,2% ha concepito entro sei mesi di un aborto spontaneo,
- il 25,2% dopo 6-12 mesi,
- il 9,6% dopo 12-18 mesi,
- il 6,4% dopo 18-24 mesi
- il 17,6% dopo 24 mesi
Il più alto tasso di successo di gravidanza dopo l’aborto spontaneo è di coloro che hanno concepito un bambino entro i 6 mesi dalla perdita: l’85,2% di loro infatti ha dato alla luce un bambino vivo. Il tasso più basso è stato invece registrato tra le donne che avevano concepito nuovamente dopo 24 mesi: solo il 73,3% di loro ha dato alla luce un bambino vivo. Confrontando i dati tra chi ha concepito entro i sei mesi e chi entro i 6-12 mesi come raccomanda l’OMS si nota che : Le donne che hanno concepito entro i 6 mesi dall’aborto spontaneo hanno:
- 34% in meno di probabilità di avere un altro aborto spontaneo
- 57% in meno di probabilità di avere una interruzione della gravidanza
- 52% in meno di probabilità di avere una gravidanza extrauterina
Concepire dopo 24 mesi è stato invece associato ad un aumentato rischio di gravidanza ectopica o interruzione di gravidanza. Dall’analisi si una serie di risultati che qui per brevità non riporto, i ricercatori hanno concluso che le donne che concepiscono entro sei mesi da un primo aborto spontaneo hanno i migliori esiti riproduttivi e minor probabilità di complicazioni nella successiva gravidanza.
Sarà vero?
Sicuramente lo studio ha un punto di forza da non sottovalutare che risiede nel numero di dati raccolti. Ci sono però dei limiti per la complessità del problema. Ci sono infatti diversi fattori da considerare come ad esempio se i ritardi nel concepire erano intenzionali oppure no. Mentre l’intervallo di tempo tra una gravidanza e l’altra può essere valutata con precisione, non possiamo sapere quanto tempo la coppia abbia affettivamente aspettato prima di provare a concepire di nuovo. Magari una donna che è rimasta incinta dopo 12-24 mesi , aveva iniziato la ricerca entro i 6 e la gravidanza aveva tardato ad arrivare…E magari questa difficoltà a concepire era legata a una maggior probabilità di complicazioni.
La decisione di quando riprovare alla fine è molto personale.
Il punto fondamentale è che la donna si senta emotivamente e fisicamente pronta per riprovare. Le donne che hanno subito un aborto spontaneo dovrebbero ricevere l’adeguato supporto e dovrebbero poter usufruire di un percorso di consulenza adeguato per poter apprendere come ottimizzare la propria salute, prima e durante la gravidanza. Quali stili di vita adottare per diminuire le probabilità di complicazioni? Come sempre rimane fondamentale la lettura decalogo che ci spiega cosa possiamo fare per ridurre la probabilità di incorrere in complicanze in gravidanza.
Riferimenti: Effect of interpregnancy interval on outcomes of pregnancy after miscarriage: retrospective analysis of hospital episode statistics in ScotlandM : BMJ 2010;341:c3967