Da oggi in Germania, Austria, Svizzera e Liechtenstein sarà disponibile un test che ha fatto e farà molto discutere,per tutte le implicazioni etiche che comporta.
Si tratta di un esame del sangue che permetterà di fare una diagnosi di Sindrome di Down (trisomia 21) alla 12° settimana di gravidanza. E’ il primo esame prenatale non invasivo che da delle risposte certe a differenza della translucenza nucale che da esiti probabilistici. Fino a questo momento per avere la certezza di anomalie genetiche fetali era necessario ricorrere ad esemi come la villocentesi e l’amniocentesi che però hanno un rischio di aborto non sottovalutabile (1-2%).
Il test disponibile in Germania si chiama Prenatest ed è stato messo a punto da una casa farmaceutica tedesca , la LifeCodexx. E’ a disposizione per le donne che si trovano alla 12° settimana di gravidanza e presentano un alto rischio di trisomia 21.
Come funziona?
Si tratta di un esame del sangue della donna incinta che va alla ricerca di anomalie cromosomiche fetali. Si basa sul fatto che circa il 10% di frammenti di Dna nel sangue di una donna incinta appartiene al feto che porta in grembo. Prelevando il sangue dalla mamma si può in questo modo verificare la presenza di anomalie genetiche nel nascituro. In genere il test rileva le alterazioni nel numero di cromosomi come la Trisomia 21 (Sindrome di Down), la Trisomia 18 (Sindrome di Edward) e la trisomia 13 (sindrome di Patau).
Pertanto il test ha dalla sua alcune caratteristiche importantissime; la precocità (12 settimane), la non invasività e , a quanto sembra dai risultati, anche l’affidabilità.
Il problema enorme è che tale esame secondo molte associazioni dei disabile e pro-life, spingerà molti futuri genitori verso l’aborto in modo ancora più deciso. E pertanto è stato chiesto il divieto alla commercializzazione perchè violerebbe i diritti umani.
Da parte mia posso dire di condividere pienamente l’affermazione del delegato alla tutela dei disabili del Bundesregierung, Hubert Hueppe, che considera il test sia una grave discriminazione nei confronti del diritto a nascere delle persone down ma anche di quei genitori che decidono di tenere il bambino perchè potrebbero un giorno doversi giustificare per aver scelto di metterli al mondo.
Chiaramente è una scelta molto personale ma ho il timore che tutto ciò spinga verso la non accettazione delle diversità, cosa che mi spaventa non poco.
Non so se avete mai conosciuto un bambino con la trisomia 21. Ebbene non credo esistano persone più dolci di loro.
Vorrei invitarvi a leggere il blog di una mamma speciale Mammafattacosì, e del suo bimbo super speciale e adorebile, Killò: http://www.mammafattacosi.com/.
A voi la parola.
Fonte:salute24.ilsole24ore.com