Streptococco B in gravidanza: tampone e terapia

Verso la fine della gravidanza, sapete bene che uno degli esami obbligatori da fare è quello della ricerca di una eventuale infezione da streptococco di gruppo B. per evitare seri problemi al neonato.

L’esame consiste in un prelievo con un tampone vagino-rettale presso l’ospedale.

Lo streptocoppo B (GBS) è la principale causa di sepsi e meningite nei neonati alla nascita. La sua presenza nei genitali e/o del tratto gastro-intestinale della donna in gravidanza è un fattore di rischio per i bambini che nascono con parto naturale.

Chi ha questo batterio?

Questo batterio si trova nella vagina o nell’intestino di circa il 30% delle donne e solitamente non da sintomi particolari. In gravidanza però questa infezione deve necessariamente essere curata.

Quando viene fatto il tampone?

Il tampone va fatto tra la 35ª settimana e la 37ª settimana di gravidanza.

E se è positivo?

Se risulta positivo, alla mamma viene prescritto un antibiotico per via orale e successivamente un altro tampone di controllo per controllarne la guarigione.

Se però il parto avviene prima del controllo oppure quando ci sono alti rischi di infezione, alla mamma viene somministrata la terapia antibiotica endovenosa durante il travaglio (almeno  4 ore prima del parto).

L’efficacia di questa somministrazione è pari circa al 95%. In questi casi dopo il parto il bimbo viene controllato attentamente e se l’antibiotico è stato somministrato 4 ore prima del parto non ci sono problemi altrimenti anche il piccolo dovrà essere sottoposto a terapia antibiotica.

Quali malattie provoca lo streptococco B?

Il batterio dello streptococco B in un bambino appena nato può provocare meningite e setticemia, condizioni particolarmente gravi che possono portare anche alla morte del bambino.

Se proprio dovesse accadere, in genere i bimbi reagiscono bene alle cure ma nel 30% circa dei casi si possono poi avere problemi di salute a lungo termine.

Questo controllo e questa terapia sono quindi importantissimi!