Ha fatto molto discutere la foto pubblicata qualche giorno e che riportiamo anche qui sotto, che ritrae un bambino nato da poco accovacciato accanto alla ferita prodotta dal recente taglio cesareo della mamma che lo ha fatto nascere.
La fotografa Helen Aller, incinta anche lei e all’ottavo mese di gravidanza, aveva fatto un servizio fotografico alla mamma un paio di settimane prima della nascita.
Il parto cesareo non era assolutamente previsto ma prima del termine della gravidanza ci sono state gravi complicazioni che hanno portato all’intervento di emergenza. Il peggior incubo della mamma (il taglio cesareo) era diventato ciò che aveva permesso di salvare lei e il bambino. Un po’ per cercare di metabolizzare l’accaduto e per accattare anche tutto quello che aveva passato (i parti traumatici che siano naturali o chirurgici lasciano sempre un segno profondo nella psiche della donna), la mamma ha chiamato nuovamente la fotografa per fare le foto al bambino.
Fotografandolo in varie posizioni poi alla fotografa è balenata l’idea di scattare questa immagine che voleva riassumere simbolicamente la paura ma anche la ri-nascita.

La foto è stata vista più di 11 milioni di volte su FB e le reazioni sono state contrastati. Molti utenti hanno chiesto la rimozione per contenuti sessualmente espliciti, c’è chi ha gridato allo scandalo, chi, disgustato, non accetta di vedere un bambino appoggiato vicino ai genitali della mamma e chi ha ipotizzato il rischio di rottura della ferita con il bambino messo in quella posizione.
Io non riesco a vedere tutta questa negatività.
Vedo la foto di un bimbo appena nato, sereno, tranquillo che dorme e che è li vicino alla sua mamma grazie a quell’intervento che ha permesso ad entrambi di essere vivi.
Questo non significa eleggere il parto cesareo a un metodo alternativo al parto naturale per far nascere il bambino, ma un intervento che può rendersi necessario quando per via naturale diventa impossibile o altamente rischioso per la mamme e il nascituro.
Può essere di aiuto a tutte quelle mamme come la protagonista delle foto, che sognavamo un normale parto naturale e che anche a distanza di mesi o anni non riescono ad accettare di non esser riuscite a portarlo a termine e di aver subito per necessità un taglio cesareo.
Poi se qualcuno vuole metterci della malizia, faccia pure ma non era questo l’intento nè di chi ha fotografato nè di chi si è fatto fotografare.