La questione Talidomide rappresenta una grande brutta storia degli anni ’60 e ricordarla serve sicuramente perchè non accadano più situazioni simili.
Se chiedete alle vostre madri o alle vostre nonne del talidomide sicuramente se lo ricordano bene. Era un farmaco che veniva prescritto in gravidanza contro le nausee mattutine e altri piccoli fastidi della gestazione. Fu messo in commercio nel 1954 in Germania , i primi effetti si registrarono già dopo i primi 5 anni ma si dovette attendere fino al 1961 per il suo ritiro. Nel frattempo aveva fatto già troppi danni.
Molte donne in attesa che avevano assunto incosapevolmente il talidomide, ahimè dovettero far fronte a gravi malformazioni fetali a carico dei loro bambini. Si stima che più di 20 mila bambini siano nati con malformazioni agli arti, in Italia citrca 700 di cui 300 sono ancora in vita.
L’azienda ( la Grunenthal ) ha risarcito solamente le vittime tedesche e, ingiustamente, non ancora quelle degli altri Paesi. Dopo tutti questi anni, ora arrivano le scuse ufficiali, meglio tardi che mai…anche se ,ripeto, è una cosa vergognosa.L’azienda ha presentato le proprie scuse ufficiali durante l’inaugurazione di un memoriale dedicato alle vittime, con tanto di statua costata 5000 euro…
La questione talidomide in tutta la sua drammaticità ha però portato un aspetto positivo. Da quel momento infatti sono iniziati i test dei farmaci anche per valutare gli effetti sulla riproduzione e sulla gravidanza, cosa che prima non accadeva.
Grazie a questi test e allafarmacovigilanza non ci sono più stati casi gravi come questo.
Insomma quando leggete il foglietto illustrativo di qualsiasi farmaco che assumete, la voce “effetti in gravidanza e in allattamento” è una diretta conseguenza del Talidomide. E se in questi giorni state guardando le paraolimpiadi di Londra 2012 , ebbene molti degli atleti che vedete, non più giovanissimi, e con gravi malformazioni agli arti, devono ringraziare l’azienda Grunenthal e il suo Talidomide per la loro condizione.
Il Talidomide per la cronaca, è un farmaco antitumorale molto importante. Guai se non esistesse, ma rappresenta anche un caso di estrema superficialità. Al giorno d’oggi esistono miriade di farmaci che ovviamente non si possono testare su donne incinte . L’iter per l’approvazione di ogni farmaco è molto lungo e si spera sempre anche molto accurato e scrupoloso.
In tutta sincerità temo gli interessi economici delle aziende farmaceutiche che esistono da sempre e che rimangono ahimè un parametro fondamentale nella commercializzazione o meno di un determinato medicinale.
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