Il presentarsi del travaglio è sicuramente per le donne il chiarissimo segnale che il proprio bambino sta per nascere. Secondo una ricerca americana riportata nella rivista scientifica American Journal of Obstetrics & Gynecology, infatti, i tempi medi del travaglio si sono allungati di 2 ore e 36 minuti per il primo parto e di 2 ore per i successivi rispetto a cinquant’anni fa.
Ciò sembrerebbe un controsenso, visto che oggi la medicalizzazione dovrebbe favorire la riduzione dei tempi, non aumentarli. Come riportato dalla rivista Donna e Mamma, alcuni esperti spiegano quali possono essere i fattori che compromettono un’accelerazione del parto. Il primo è l’età della madre: oggi è in media di 31 anni e man mano che si prosegue con l’età si registra un incremento dei cesarei poiché l’utero è fibromatoso, non è cioè in grado di rilassarsi bloccando la dilatazione.
Il secondo motivo è l’aumento di peso: più chili si prendono in gravidanza, più il parto potrebbe risultare lungo. Attenzione quindi alla dieta: bisogna cercare di fare pasti più frequenti e leggeri, anche per via delle nausee nei primi mesi. Altro fattore è paradossalmente la medicalizzazione: la richiesta dell’epidurale infatti potrebbe aumentare i tempi del travaglio di 40/90 minuti. Non dimentichiamo che per le donne partorire può essere un motivo di ansia e stress, che possono arrestare la dilatazione.
Mamme: siate quindi serene. Fate del movimento durante la gravidanza e cercate di sorridere anche quando il travaglio sarà molto doloroso. Farete del bene a voi e al vostro bambino.
A cura di Valentina Colmi