Vaccinarsi contro l’influenza in gravidanza?

La gravidanza rappresenta un periodo  delicato per  la salute della donna a causa dei cambiamenti fisiologici che il suo organismo subisce sin dai primi giorni.

Dato che stiamo entrando nei più a rischio dell’anno per ammalarsi di influenza,  è importante essere informate sui rischi legati al’infezione virale e alle sue complicazioni.

Il Ministero della Salute in base anche alle linee guida internazionali, ha individuato alcune categorie a rischio per le quali la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata.

Tra queste rientrano le donne che all’inizio della stagione epidemica (in genere tra novembre e dicembre) si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.

Elenco delle categorie per le quali la vaccinazione stagionale è raccomandata (da Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2014-2015 – Ministero della salute)

  • Soggetti di età pari o superiore a 65 anni
  • Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza
    • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronica ostruttiva-BPCO
    • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
    • diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti)
    • insufficienza renale cronica
    • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
    • tumori
    • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
    • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
    • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
    • patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
    • epatopatie croniche
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
  • Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
  • Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.
  • Medici e personale sanitario di assistenza.
  • Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio.
  • Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori
  • Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani

Perché le donne in gravidanza sono considerate a rischio quando si parla di influenza?

In gravidanza una donna subisce una riduzione delle difese immunitarie (e questo per  evitare  forme di rigetto verso il bambino che portano in grembo),  ma anche cambiamenti a livello cardiaco e polmonare, che le espone maggiormente al rischio di infezioni batteriche e virali rispetto alle donne non incinte. Aumenta parallelamente anche il rischio di complicazioni. E’ molto importante che le donne vengano informate di questa evenienza per  poter fare scelte consapevoli.

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Il vaccino antinfluenzale nelle donne incinte

Il Ministero della Salute, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) , il National Institutes of Health (NIH) , Centers for Disease Control and Prevention (CDC)  tanto per citarne alcuni sostengono l’importanza della vaccinazione antinfluenzale in gravidanza.

La vaccinazione antinfluenzale secondo queste organizzazioni è la migliore protezione attualmente disponibile contro l’influenza. Vaccinarsi in caso di gravidanza non solo riduce il rischio di una donna incinta di ammalarsi di  influenza, ma diminuisce anche il rischio del  bambino di contrarre il virus durante i primi 6 mesi di vita. Quando si somministra il vaccino antinfluenzale, il corpo inizia a produrre anticorpi che aiutano a proteggere la donna contro l’influenza. Gli anticorpi possono essere trasmessi al feto  e aiutano a proteggere il bambino fino a 6 mesi dopo la nascita  Questo è importante perché i bambini di età inferiore ai 6 mesi di età sono troppo piccoli per poter affrontare un vaccino antinfluenzale. Se allattate il  bambino inoltre, gli  anticorpi possono passare nel latte materno. 

Secondo recenti studi (vedi riferimenti in calce all’articolo)  la vaccinazione della donna durante la gravidanza può  ridurre l’insorgenza di alcuni esiti negativi della gravidanza come il parto pre-termine o dimensioni del bambino inferiori alla media al momento del parto.

Sempre secondo questi studi è possibile fare il vaccino antinfluenzale, in qualsiasi momento, in qualsiasi trimestre della gravidanza anche se è preferibile farlo nel secondo e terzo trimestre.  Ricordate però che una volta somministrato il vaccino ci vogliono circa due settimane per avere una difesa ottimale di anticorpi contro l’infezione. In genere i medici preferiscono non  fare vaccinare la mamma nel primo trimestre.

Ovviamente  ogni caso va valutato dal medico curante perchè ci sono alcune situazioni in cui il vaccino non può essere somministrato .

E’ inoltre  fondamentale scegliere il tipo giusto di vaccino, accertandosi che non contenga principi attivi e conservanti dannosi per il bambino come  il thiomersal.

Come tutti i vaccini è  presente una piccola percentuale di rischio di complicanze che non è possibile quantificare.Quindi va sempre valutato con il proprio medico il rapporto rischio-beneficio.

Bibliografia

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Sito di riferimento:

http://www.vaccinarsi.org/

Link Utili:

Ministero della salute: Influenza e prevenzione

Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2014-2015

http://www.who.int/wer/2012/wer8747.pdf

http://www.cdc.gov/flu/protect/vaccine/qa_vacpregnant.htm

http://www.cdc.gov/flu/protect/vaccine/pregnant.htm

http://www.epicentro.iss.it/temi/materno/flu_gravidanza.asp