Qualche mese dalle notti insonni è trascorso, il bimbo ha acquisito routine sempre più consolidate, la quotidianità ha sempre le sue fatiche ma tutto sembra pian piano scorrere con più regolarità: è per questo che magari una sera chiacchierando a tavola avete pensato di concedervi un viaggio in quella località che desiderate tanto visitare.
Potrebbe essere giunto il momento per tutta la famiglia di affrontare un viaggio lontano da casa, lontano abbastanza da prendere un aereo, per intenderci.
Da quanti giorni di vita in aereo?
Le compagnie aeree consentono ai neonati di salire a bordo dai 15 giorni di vita in avanti, però i pediatri consigliano di aspettare fino al quinto/sesto mese.
L’intraprendenza di viaggiare con un bimbo molto piccolo vi fa onore e anche se dal momento dell’acquisto del biglietto a quando metterete piede in volo probabilmente avrete quasi certamente mille ripensamenti, sappiate che la fatica verrà assolutamente ripagata.
Organizzarsi per viaggiare con i bambini in aereo
Passando alle questioni pratiche, organizzazione è la parola chiave. Anche se il bambino è molto piccolo, non dimenticate che per viaggiare vi saranno chiesti carta di identità o passaporto a seconda che rimaniate o meno in Europa, quindi occorrerà informarsi al più presto sulla modalità e le tempistiche per ottenere i documenti necessari.
Rivolgetevi con dovuto anticipo allo sportello anagrafe del vostro comune.
In aeroporto tutto sarà meno complicato di quanto immaginiate: potrete portare con voi il passeggino fino alla scaletta dell’aereo, dopodiché il personale di terra lo posizionerà nella stiva per restituirvelo al momento dell’arrivo.
Questo vi permetterà di spostarvi comodi in aeroporto fino al momento effettivo di salire in volo.
L’occorrente in volo
Dovrete cercare di prestare molta attenzione per prima cosa alla preparazione della borsa del bebè, facendo mente locale su tutto quello che potrà esservi utile sia in aeroporto sia in volo:
- scorta extra di pannolini e salviette,
- un cambio intero per qualsiasi esigenza,
- la sua copertina per gli sbalzi di temperatura,
- un paio di ciucci (in caso in cui uno cada per terra o si perda),
- latte in polvere se avete smesso di allattare,
- una merenda in caso di appetito improvviso
- tutti i medicinali che potrebbero essere utili.
In volo basta solo fare richiesta e vi verranno riscaldati biberon, acqua per latte in polvere e pappe già pronte, in modo che il neonato possa mantenere senza problemi le sue abitudini alimentari.
Infine, optate per un abbigliamento comodo e a strati in modo da potersi adattare facilmente alla temperatura in volo.
Spesso l’aereo concilia il sonno ai piccoli come accade in automobile, ma come sempre la regola è che non ci sono regole: per ogni evenienza non dimenticate il suo gioco preferito, servirà a distrarlo e intrattenerlo almeno per un po’.
Come si viaggia
Fino ai due anni il bambino potrà viaggiare seduto in braccio a mamma e papà ai quali verrà fornita un’apposita cintura di sicurezza: coccolato dai genitori è più probabile che si senta più tranquillo e affronti serenamente la nuova situazione.

Affrontare gli sbalzi di pressione
Ultimo ma non di importanza, prestate molta attenzione ai momenti di decollo e atterraggio, in assoluto i più delicati.
Se per un adulto è facile compensare lo sbalzo di pressione in cabina masticando, sbadigliando o deglutendo, per un bimbo piccolo questo discorso non è valido.
Le compagnie aeree stesse consigliano di fare succhiare i bambini piccoli, che si tratti di ciuccio o biberon non importa: è un semplice accorgimento che permette di ovviare il mal di orecchie legato all’improvviso cambio di altitudine.
Consigli utili
Ora non vi resta che provare a rilassarvi e godervi il viaggio, i piccoli sono molto abili a sintonizzarsi sui nostri stati d’animo: ne risentono e diventano nervosi e irritabili quando percepiscono la tensione dei genitori.
Se il bimbo dovesse piangere, non andate in ansia se percepite gli sguardi irritati degli altri passeggeri: in molti non ricordano che siamo stati tutti bambini, ma questo non è un vostro problema, non fatevi mettere a disagio e non perdete la calma, non ce ne è assolutamente motivo, concentratevi piuttosto a calmare il bimbo.
Anche se dovesse rivelarsi più faticoso del previsto, a qualche ora dall’arrivo avrete dimenticato tutto: rimarrà il bello del viaggio, la magia di scoprire nuovi luoghi con tutta la famiglia: il superamento di un nuovo traguardo vi renderà sempre più orgogliosi e sicuri di voi stessi.
La consapevolezza di aver buttato il cuore oltre l’ostacolo, di aver provato a sfidare qualche dubbio e di avercela fatta, è forse il ricordo più bello che vi resterà del vostro primo viaggio in aereo insieme al vostro bambino.
Ne vale la pena, provare per credere.
A cura di Valentina Desario
