In gravidanza solitamente non ci sono controindicazioni viaggiare in aereo a meno che il parto non sia vicino.
Le limitazioni dipendono molto dalle compagnie aeree.
C’è chi permette di volare entro una settimana dal parto, altre fino a un mese prima della data prevista della nascita del bambino.
Visto che i viaggi in aereo impongono una seduta forzata e un’altitudine non indifferente, vediamo effettivamente quali sono i rischi correlati.
Nessuno studio al momento ha trovato evidenze di legami tra saltuari viaggi in aereo e complicazioni a carico della gravidanza o del feto.
Per le assistenti di volo, i piloti e chi viaggiano molto frequentemente in aereo, le cose cambiano un po’.
I principali rischi di viaggiare in aereo in gravidanza
I principali problemi di sicurezza per chi in gravidanza vola ma saltuariamente, sono l’esposizione a radiazioni cosmiche e il rischio di trombosi venosa profonda. Prima di prenotare qualsiasi viaggio è bene chiedere all’ostetrica o al ginecologo che vi segue se esistano le condizioni per viaggiare. In genere se la gravidanza procede in modo fisiologico, non ci sono rischi per un viaggio in aereo almeno entro le 36 settimane di gravidanza; successivamente sarebbe vietato, per rischio di parto.
Prima dell’ultimo mese di gravidanza alcune compagnie aeree richiedono un certificato rilasciato dal proprio ginecologo che attesti che la gravidanza sta procedendo senza problemi. Informatevi dalla compagna aerea prima di partire.
Le radiazioni cosmiche
Le radiazioni cosmiche (verso cui siamo solitamente protetti dalla nostra atmosfera) aumentano di intensità mano a mano che aumenta l’altitudine.
Non si conoscono esattamente i valori soglia superati i quali diventa preoccupante il rischio di aborti, anomalie congenite, neoplasie infantili ecc. ma si pensa che un limite da non superare siano i 20 millisievert (mSv). Un viaggio intercontinentale espone una persona solo al 0,3% di questo valore soglia.
Senza entrare particolarmente nei dettagli una persona non dovrebbe superare 1 mSv all’anno. E questo vale anche per il feto.
Se questo livello potesse causare il cancro (stiamo sempre parlando di ipotesi) il rischio per il feto è di 1 su 10000.
Il più lungo dei viaggi intercontinentali raggiunge solo il 15%di questo limite.
Si stima che per accumulare 1 mSv sia necessario volare per circa 129 000 chilometri che è una distanza molto al di sopra di quelle compiute da un viaggiatore casuale, ma che invece è da tener ben presente per piloti e assistenti di volo.
Un’ altra considerazione va fatta per gli incrementi di radiazioni dovute alle tempeste solari ma in genere questi si registrano per brevi periodi (un paio di ore). In ogni caso queste tempeste vengono monitorate per la sicurezza della donne in gravidanza.
Il rischio di trombosi venosa profonda
Il rischio di trombosi venosa profonda, un coagulo di sangue che dalle gambe può arrivare ai polmoni e al cuore e determinare la morte della persona, ha una frequenza di 1 su 4500 entro 8 settimane da un volo a lungo raggio.
Uno studio ha stimato che c’è un incremento del 26% di rischio ogni 2 ore di volo (lo stesso studio ha stimato un 18% di rischio ogni due ore di qualsiasi viaggio , dato che per viaggio si intende stare seduti a lungo).
La gravidanza e fino a 6-12 settimane dal parto, aumenta il rischio della formazione di questi coaguli e uno studio ha calcolato che volare in gravidanza aumenta il rischio di trombosi di 14 volte rispetto a chi non è in dolce attesa e si trova sulla terraferma.
Quindi riassumendo gli stessi autori hanno calcolato un rischio di trombosi venosa profonda di 1 su 109 voli per una donna incinta ( oppure 1 su 109 donne in dolce attesa su uno stesso volo).
Se non si vola in aereo il rischio di trombosi venosa profonda è di 17 eventi ( con 1 morte) su 10 000 donne in gravidanza. Questa frequenza aumenta di un terzo per le donne con età superiore ai 35 anni.
Altre problematiche
Il volo potrebbe comunque dare problemi di cinetosi.
Anche se sono poco studiati , non vanno dimenticate tutte quelle infezioni a cui può essere facilmente esposto chi frequenta aeroporti aerei.
La prevenzione rimane sempre quella di lavarsi molto bene le mani e di vaccinarsi quando possibile.
Infine rumori superiori agli 85 db possono essere pericolosi per il feto ma questo livello di rumorosità solitamente interessa i voli militari e non quelli commerciali.
Non ci sono evidenze di aumento di aborti, nascite pretermine, preeclampsia o basso peso alla nascita tra le assisteni di volo e chi vola spesso.
Sono ovviamente da adottare alcune precauzioni nel caso in cui la gestante abbia alle spalle aborti spontanei o gravidanze ectopiche: in questi casi sarebbe opportuno effettuare un’ecografia prima di partire per verificare la posizione e la vitalità della gravidanza.
Prevenire
Si consiglia di viaggiare con indumenti comodi e ampi, di non stare tropo a lungo ferme ma di prenotare una poltrona a lato corridoio in modo da potersi alzare più frequentemente e sgranchirsi le gambe. Possibilmente si dovrebbero alzare ogni due ore camminando per 10 minuti nel corridoio o contraendo la muscolatura delle gambe per favorire il ritorno venoso. Sarebbe opportuno bere liquidi regolarmente ma non bevande gasate e si consiglia di evitare pasti troppo sostanziosi. Bere molto aiuta ad evitare un addensamento del sangue che combinato all’immobilità del viaggio favorirebbe la stasi venosa.
Nessun problema per quanto riguarda l’ossigeno presente in cabina, in quanto tutte le linee commerciali dovrebbero mantenere in cabina passeggeri dei livelli standard di pressione. Se però la gestante soffre di patologie particolari come una grave forma di anemia o se si soffre di insufficienza placentare o di problemi di coagulazione, allora sarebbe sconsigliato prendere il volo. Ovviamente non è il caso di volare in piccoli aerei non pressurizzati durante la gravidanza.
Per quanto riguarda i body scanner la Si.Di.P. Sociteà Italiana diagnosi prenatale e medicina Materno fetale afferma
“Ad oggi non esistono studi scientifici di alta rilevanza clinica che possano stabilire con assoluta certezza gli effetti dei body-scanner presenti negli aeroporti sulle donne in gravidanza.Nonostante le rassicurazioni emanate dalla HPA ci sentiamo comunque di sconsigliare, ove possibile l’uso di questi scanner almeno nel I trimestre di gravidanza, periodo embriogenetico molto delicato, soprattutto per quanto attiene l’uso del Backscatter x-Ray”
Trovate il testo completo relativo ai body scanner a questo link.
Fonte:
Tara Haelle and Emily Willingham: The Infomed Parent – A science-based resource for your child’s first four years